Analisi de "La degradazione di Gervasia"

Il brano è tratto da "L'Assomoir" di Emile Zola, ci presenta due personaggi, Gervasia e Coupeau, in un luogo e tempo non definiti, il racconto si basa sulla vita di Gervasia e sul rapporto che aveva con Coupeau e il titolo non reca grandi informazioni da cui dedurre il contenuto del testo.
La narrazione e la descrizione sono equamente distribuite all'interno del testo, non ci sono parti dialogate ma delle riflessioni che occupano però poco spazio e ciò rende la narrazione più pesante in modo da denotare le difficoltà di Gervasia. I personaggi principali sono due e costituiscono delle figure statiche: Gervasia è una donna assidua lavoratrice, molto coraggiosa, che riceve le attenzioni di Coupeau, un giovane testardo e perseverante.
Lo spazio non è definito, poiché il brano è una semplice presentazione dei due personaggi, per quanto riguarda il tempo della storia è inesistente, mentre quello della narrazione è di pochi minuti.

Il narratore è esterno, narra in terza persona ed è considerabile come onnisciente, poiché conosce tutto di tutti.
Non ci sono campi semantici che prevalgono su altri e la sintassi è complessa data la prevalenza della subordinazione sulla coordinazione in linea con i sentimenti di Gervasia.
E' possibile notare diverse figure retoriche: un'accumulazione: "sudice, vagabonde, ghiottone" (r.4); quattro metafore: "ti spacca il cranio"(r.12), "i sudori freddi"(r.13), "idee nere" (r.17), "un'agilità ed una sfacciataggine da scimmia"(r.26); una similitudine: "come una mazzata in testa" (r.12) e una personificazione: "un'arguzia burlona" (r.27).
Alla fine del brano lo scrittore si riferisce a Coupeau con l'appellativo di "operaio parigino" e ciò aiuta a inquadrare l'ambientazione, poiché viene esplicitato che si trovano probabilmente in Francia nell'epoca post rivoluzione industriale.

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