Scienze dell’educazione: sbocchi professionali tutti gli sbocchi lavorativi della laurea

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
Scienze dell'educazione sbocchi lavorativi

Scegliere un corso di laurea è per tutti un momento decisivo che richiede una profonda valutazione non solo riguardo alla preferenza relativa alle materie studiate durante il percorso universitario, ma anche delle possibilità di impiego future.
Per chi sogna quindi di lavorare nel mondo dell’infanzia, curando l’aspetto educativo dei bambini, il corso di laurea in Scienze dell’educazione è sicuramente uno tra i più ambiti. Ma quali sono gli sbocchi lavorativi a cui dà accesso questo diploma accademico e quale tasso di occupabilità reale rivestono? Vediamo insieme le principali informazioni utili per chi intende intraprendere questo tipo di studi.

Laurea in Scienze dell’educazione


Scienze dell’educazione è un corso di laurea triennale codificato dal codice L-19, a cui segue, se si vuole completare il percorso di studi fino alla fine, il biennio delle lauree magistrali tra cui è possibile scegliere come Scienze pedagogiche, Programmazione e gestione dei servizi educativi, Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua.
Al di là della propria preferenza comunque, le materie che per lo più si studiano attingono in generale alla pedagogia, alla filosofia e alla psicologia.

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Laurea in Educazione e Formazione, sbocchi lavorativi e professionali


I dati di Almalaurea aggiornati al 2018 evidenziano una percentuale abbastanza positiva e incoraggiante per tutti i laureati nel campo dell’Educazione e della Formazione che abbiano conseguito una delle magistrali previste dal corso di studi: il tasso di occupabilità si attesta infatti sull’80%, un dato indubbiamente molto alto.
Il medesimo sondaggio inoltre ha evidenziato la ripartizione lavorativa in diversi settori, anche se bisogna considerare che i dati e le relative percentuali sono sempre mutevoli e in divenire: il 39% del campione lavora nei servizi sociali, il 38% nell’istruzione e nella ricerca mentre il 6% nella sanità.
Infine, mentre buona parte dei laureati trova occupazione presso molteplici strutture, il 61% di loro intraprende la carriera di successo come libero professionista.
Un esempio concreto e ‘in piccolo’ del campione analizzato da Almalaurea nel 2018, è stato pubblicato dal sito de Il Sole 24 Ore. Al sondaggio infatti, a cui hanno risposto 7.520 laureati 93,8% donne e solo il 6,2% uomini) nella laurea triennale in Scienze dell’educazione conseguita presso l’Università della Calabria, rileva i seguenti dati: il tasso di occupazione è pari al 55,9%, la media del tempo per completare la triennale supera la durata effettiva del corso di studi salendo a 4,3 anni (1 anno e 3 mesi oltre quindi i tre anni canonici) e infine i mesi che trascorrono dalla fine della triennale al primo impiego sono abbastanza pochi, solo 3,8.
Nel complesso anche se la minoranza dei laureati di quest’ultimo campione ottiene un contratto di tipo indeterminato, comunque ritengono molto efficaci e utili gli studi intrapresi relativamente al lavoro svolto.

Professioni nell'Insegnamento e Formazione: sbocchi professionali scienze educazione


Il sondaggio operato nel 2017 dal sistema informativo Excelsior in merito all’occupazione e alla formazione, ha rivelato che nel 2017 nel campo dell’Insegnamento e della Formazione, le richieste di laureati da parte delle imprese sono state ben 35.300 (di cui 5.610, quindi il 16% del totale, con specializzazioni post-laurea come master o dottorati) così ripartite nei diversi campi professionali:

    • 14.760: professioni sanitarie e riabilitative;
    • 6.060: professori scuola pre-primaria;
    • 4.790: specialisti nell’educazione e nella formazione di soggetti diversamente abili;
    • 3.730: professori di scuola primaria
    • 1.820: docenti ed esperti nella progettazione formativa e curricolare;
    • 1.670: tecnici del reinserimento e dell’integrazione sociale.

Tra tutti questi solo il 23% gode di un contratto indeterminato mentre la maggioranza composta dal 67% è ingaggiata con contratto determinato, mentre il restante 10% ha altri tipi di contratto, dipendente (2%) e non dipendente (8%).
La percentuale delle competenze e delle capacità richieste dalle imprese e dalle strutture che offrono lavoro ai laureati in questi indirizzi sono le seguenti:

    • Capacità comunicativa in lingua italiana: 59%;
    • Competenze digitali: 38%;
    • Capacità matematiche e informatiche: 23%;
    • Capacità comunicativa in lingue straniere: 20%;
    • Flessibilità e adattamento: 91%;
    • Capacità di lavorare in gruppo: 86%;
    • Capacità di risolvere i problemi: 75%;
    • Capacità di lavorare in autonomia: 65%.




Sbocchi lavorativi scienze dell'educazione 2019: confronta le lauree


Attraverso un database telematico delle lauree magistrali a disposizione sul sito de Il Sole 24 Ore e aggiornato con i dati fino al 2018, è possibile stabilire un confronto fra il tasso di occupabilità e la retribuzione mensile dei laureati nelle diverse magistrali a cui è possibile accedere dopo la triennale in Scienze della comunicazione.
Questa comparazione potrebbe rivelarsi molto utile per chi è vuole proseguire gli studi ma è indeciso sull’indirizzo magistrale tra cui scegliere.
Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua: nel 2018 circa il 79% dei neo-laureati hanno trovato lavoro con una retribuzione mensile di poco superiore ai 1.200 euro.
Scienze pedagogiche: nel 2018 circa il 78% dei neo-laureati hanno trovato lavoro con una retribuzione mensile di circa 1.050 euro.
Programmazione e gestione dei servizi educativi: nel 2018 circa l'87% dei neo-laureati hanno trovato lavoro con una retribuzione mensile di circa 1.100 euro.

Scienze dell’educazione (L-19): gli sbocchi professionali


Le possibili figure professionali a cui dà accesso il titolo di laurea triennale in Scienze dell’educazione (L-19) sono i seguenti:


    Educatore/trice per la prima infanzia: svolge la propria attività relazionandosi con bambini nella fascia di età compresa tra 0 e 3 anni (prima infanzia) e con le loro famiglie. Propone un approccio ludico per stimolare nel bambino socializzazione, creatività e autonomia. Le strutture (pubbliche, private, o di terzo settore come le cooperative) dove è possibile trovare occupazione sono: ludoteche, baby parking, asili nido, centri gioco, centri per le famiglie e comunità per i minori;
    Orientatore/trice: elabora un progetto formativo e/o professionale durante determinate fasi di transizione in aiuto sia per studenti indecisi sui percorsi di studio sia per lavoratori che vogliono cambiare la propria occupazione. In entrambi i casi questa figura professionale dovrà considerare esigenze individuali, motivazioni, competenze, aspirazioni e attitudini.
    Animatore/trice professionale socio-educativo/a: sviluppa le potenzialità ludiche, culturali, espressive e relazionali. Opera in tutti gli ambiti in cui è necessaria una mediazione che favorisca l’incontro tra gruppi e persone ma mai in progetti e servizi educativi e riabilitativi in abito socio-sanitario (di competenza invece dell’educatore/trice professionale);
    Formatore/trice: si occupa dei processi di formazione professionale iniziale, aziendale o di formazione continua sia in presenza sia a distanza.
    Educatore/trice professionale: si occupa di progetti e servizi riabilitativi nei servizi sanitari e socio-educativi per persone svantaggiate e in difficoltà: minori, tossicodipendenti, alcolisti, carcerati, disabili, pazienti psichiatrici e anziani.


Scienze della formazione primaria: gli sbocchi professionali


Uno dei corsi di laurea a ciclo unico nella classe di scienze dell'educazione è quello in Scienze della formazione primaria, ad accesso programmato, a cui si accede attraverso un test di ingresso. In questo caso, i possibili sbocchi lavorativi sono i seguenti:

    Insegnante della scuola dell’infanzia: organizza la formazione scolastica del bambino di età compresa fra i 3 e i 6 anni, non solo stimolando le attività ludico-educative ma anche monitorando il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Se in possesso della specifica abilitazione, si occupa anche della formazione dei bambini disabili.
    Insegnante della scuola primaria: organizza la formazione scolastica dei bambini fra i 6 e gli 11 anni nell’ambito dell’istruzione obbligatoria. Se in possesso della specifica abilitazione, si occupa anche della formazione dei bambini disabili.
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