Scienze motorie sbocchi professionali: tutti gli sbocchi lavorativi della laurea

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
scienze motorie

Il corso di laurea in Scienze Motorie attira a sé ogni anno migliaia di studenti, inizialmente aveva una durata di 4 anni composti da 2 anni uguali per tutti più due anni di indirizzo obbligatorio da scegliere tra (didattico/educativo, attività motoria preventiva e adattata, economico/manageriale, tecnico/sportivo). Mentre a oggi, a seguito della riforma dell'università, anche questo corso di laurea è stato omologato alla modalità 3+2, ossia 3 anni di laurea di base e 2 di laurea specialistica, la magistrale. Nella Magistrale sono previsti poi tre distinti percorsi: Preventivo (Attività Motorie Preventive ed Adattate), Economico-Manageriale (Management delle attività Motorie e Sportive) e Scientifico-Tecnico (Scienze e Tecniche dello Sport).
Ma, nel concreto, quali sbocchi può offrire al giorno d’oggi una laurea come quella in Scienze Motorie?

Sbocchi lavorativi laurea Scienze Motorie: cosa si studia?


Il percorso di studi della Laurea in Scienze Motorie e Sportive prevede al suo interno un numero ampio di discipline, variabile in qualità e quantità a discrezione delle singole università. Le materie spesso sono distinte in pratiche (inerenti al settore motorio e sportivo) e teoriche (inerenti al settore biomedico, giuridico, economico, della metodologia didattica e dell'allenamento e psicopedagogico). Tra le discipline pratiche, le più diffuse svolte in molti dei corsi di laurea disseminati tra gli atenei italiani, sono: i principali sport di squadra italiani (calcio, rugby, pallavolo, basket, pallanuoto), e quelli individuali come l'atletica, il nuoto, la scherma, la ginnastica artistica e quella ritmica.
Tutti questi corsi sono conclusi con esami teorico (orali e/o scritti)-pratici, ovviamente sempre in base all’Università scelta.

Sbocchi occupazionali: quali professioni intraprendere dopo la laurea in Scienze Motorie


Il laureato in Scienze Motorie e Sportive potrà scegliere uno sbocco occupazionale in diversi ambiti, anche molto distinti tra loro. Come ad esempio iniziare un percorso di crescita all’interno di società sportive, nel settore non profit, oppure in enti pubblici e privati che si occupino di servizi alla persona per lo sviluppo, mantenimento e recupero del benessere psico-fisico attraverso stili di vita attivi.
In particolare la laurea in Scienze Motorie e sportive si prefissa come obiettivo quello di preparare i suoi studenti a poter intraprendere i seguenti sbocchi occupazionali:

  • Istruttori di discipline sportive non agonistiche: quindi l’addestramento ad esercitare e insegnare, in modo non agonistico, con lezioni individuali o di gruppo, la pratica di discipline sportive. Spiegando e facendo conoscere le tecniche; verificando l'adeguatezza delle condizioni fisiche dell'allievo; la preparazione fisica e l’allenamento organizzato in attività sportive comuni.

  • Allenatori e tecnici di discipline sportive agonistiche: i laureati possono anche preparare e allenare atleti e squadre di atleti alle competizioni. Quindi ne curano la motivazione e la preparazione fisica; definiscono strategie di gara; insegnano e innovano tecniche di gioco; sovrintendono a competizioni atletiche o a eventi sportivi.

  • Specialisti nell'educazione e nella formazione di soggetti diversamente abili: lavoro a stretto contatto con persone con disabilità, finalizzato all’insegnamento le attività motorie più adeguate a soggetti di qualunque età con difficoltà di apprendimento e disabilità fisiche e mentali. Li aiutano a scoprire metodi e tecniche per compensare le limitazioni poste dalla disabilità.

  • Guide ed accompagnatori naturalistici e sportivi: accompagnano singoli o gruppi di turisti in scalate e ascensioni in montagna o in altri itinerari di particolare interesse naturalistico; organizzano le escursioni, consigliando percorsi e indicandone le difficoltà e le condizioni migliori in cui seguirli. Inoltre si occupano anche della parte organizzativa: preparano le attrezzature necessarie; verificano l'adeguatezza di quelle degli escursionisti, li guidano e li aiutano in situazioni di difficoltà; forniscono il primo soccorso in caso di incidenti o malesseri e richiedono aiuto, quando necessario.



Sbocchi lavorativi: le professioni per cui sono richiesti laureati in Scienze Motorie


Ci sono in particolare alcuni settori in cui i profili specializzati negli ambiti sportivi sono richiesti, e quindi si dovrebbero tenere in considerazione per intraprendere una carriera futura. La maggior parte degli studenti laureati in scienze motorie sono richiesti per svolgere lavori come l’istruttore di discipline sportive non agonistiche, come segnalato nel paragrafo precedente. Altre professioni molto richieste nel mercato del lavoro italiano sono quelle legate al mondo della scuola, e quindi come insegnante di educazione fisica, in particolar modo nelle scuole secondarie di secondo grado. Al terzo posto dei profili più richiesti troviamo anche gli atleti: quindi la diretta conseguenza della laurea in scienze motorie per chi già pratica sport al livello agonistico. Infine tra i lavori richiesti, ma con numeri meno corposi troviamo gli intrattenitori, gli allenatori agonistici e gli specialisti in professioni sanitarie riabilitative.

Laurea in Scienze Motorie: prospettive occupazionali 2019/2020


Secondo i dati AlmaLaurea elaborati da Il Sole 24 Ore in "Guida all'Università 2019/2020", nel 2018 per i laureati di primo livello in Scienze Motorie e Sportive il tasso di occupazione è stato del 54,1%, con il primo lavoro a 3 mesi dalla laurea.
Quale laurea magistrale (di secondo livello) in Scienze Motorie e Sportive offre più sbocchi lavorativi? Molti studenti pensano anche alla futura retribuzione, oltre alle possibilità di trovare lavoro.
Con questa infografica interattiva de Il Sole 24 Ore puoi confrontare le opportunità lavorative e i dati occupazionali delle lauree magistrali Scienze Motorie (fonte dati AlmaLaurea).

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