Digital e ‘green economy’: ecco i settori che daranno più lavoro nei prossimi 5 anni

Marcello G.
Di Marcello G.

Digital Transformation ed Ecosostenibilità: eccoli i due settori che, più di tutti, traineranno l’occupazione nei prossimi anni. Due macro-categorie all’interno delle quali possono rientrare decine di lavori e professionalità differenti. In totale, infatti, dovrebbero assorbire da sole circa il 30% del fabbisogno occupazionale previsto per il 2019-2023. Stimato, complessivamente, tra i 2,5 e i 3,2 milioni di unità. A dirlo è l’ultimo Rapporto Excelsior di Unioncamere e Anpal, che prova a intravedere gli scenari di medio termine che si svilupperanno nel mercato del lavoro.

La rivoluzione digitale spinge l’occupazione

A trainare la domanda delle aziende saranno infatti la cosiddetta ‘rivoluzione digitale’ (Big Data, intelligenza artificiale, Internet of Things) e la necessità di riconvertire impianti e flussi di lavoro per renderli ‘ecologicamente’ avanzati. Partiamo dal primo filone di sviluppo industriale: qui le imprese dovrebbero ricercare tra i 210mila e 267mila lavoratori con specifiche competenze matematiche e informatiche, digitali o 4.0. Le figure professionali che potrebbero emergere di più? Esperti nell’analisi dei dati, nella sicurezza informatica, nell’intelligenza artificiale, nell’analisi di mercato. Alcuni nomi? Si parlerà soprattutto di Data Scientist, Big Data Analyst, Cloud Computing Expert, Cyber Security Expert, Business Intelligence Analyst, Social Media Marketing Manager, Artificial Intelligence Systems Engineer.

La ‘green economy’ crea opportunità di lavoro

Ancora più in alto si spingerà la ‘green economy’ (altro nome con cui viene indicata la svolta eco-sostenibile dei vari settori produttivi, industriali e no). Qui la quota di occupati dovrebbe oscillare tra i 480mila e i 600mila lavoratori, ricercati dalle imprese soprattutto per sfruttare efficacemente le opportunità offerte dall’economia circolare. Ci sarà spazio per figure tradizionali, che saranno declinate in maniera diversa rispetto al passato, ma soprattutto per nuove professionalità. Alcuni esempi? L’esperto in gestione dell’energia, il chimico del verde, l’esperto di acquisti ‘verdi’, l’esperto del marketing ambientale, l’istallatore di impianti a basso impatto ambientale. Una serie di lavori che vanno sotto il nome di ‘Green jobs’.


Il settore salute e benessere traina ancora

Molto attivo sarà anche tutto il comparto legato a mondo “Salute e Benessere”, che nei prossimi 5 anni solleciterà un fabbisogno occupazionale variabile fra 323mila e 357mila unità, riempito prevalentemente da medici, infermieri, fisioterapisti e tecnici di laboratorio medico. Ottime possibilità pure dalla filiera “Education e cultura” che, tra il 2019 e il 2023, esprimerà un fabbisogno compreso fra 134mila e 194mila unità e sarà rivolto prevalentemente a docenti, progettisti di corsi di formazione, traduttori, progettisti e organizzatori di eventi culturali, esperti in comunicazione e marketing dei beni culturali.

Meccatronica e robotica nuova frontiera dei lavori tecnici

Scendendo, buone chance per chi si proporrà alle imprese specializzate nella “Meccatronica e robotica”, con una forbice di opportunità che dovrebbe attestarsi tra le 76mila e le 106mila, sempre nell’arco dei 5 anni. Le figure più richieste in questo settore? I tecnici per l’automazione e per i sistemi meccatronici, i tecnici per la gestione e manutenzione ed uso di robot industriali, i progettisti di impianti industriali e gli addetti alla programmazione di macchine a controllo numerico.

La logistica e il settore energetico si rinnovano

La filiera della “Mobilità e logistica”, invece, andrà alla ricerca di un numero di lavoratori compreso fra 78mila e 99mila. Le principali professioni ricercate saranno, ovviamente, gli addetti alla logistica (siano essi magazzinieri che responsabili di reparto). Ma anche figure più specializzate potrebbero avere le loro soddisfazioni. In particolare: i controllori del traffico aereo, navale e ferroviario e i conducenti di mezzi pesanti. Infine, un accenno al settore “Energia”, che avrà un fabbisogno compreso fra 38mila e 41mila unità. Richiedendo soprattutto tecnici per la produzione di energia elettrica, addetti ai controlli chimici e conduttori di impianti di recupero e riciclaggio dei rifiuti e trattamento e distribuzione acque.

La maggior parte dei lavori sarà ‘in sostituzione’

Allargando il discorso ai macro-settori, la quota maggiore di occupati verrà assorbita nel comparto dei servizi alle imprese, con una richiesta che potrebbe variare tra le 608mila e le 699 mila unità; a seguire i servizi sanitari e dell’istruzione (da 513mila a 629mila unità). Terzo posto per l’industria manifatturiera, che avrà bisogno di un numero di occupati compreso tra le 333 mila e le 471 mila unità, per far fronte alle esigenze di sviluppo produttivo. Molto, però, dipenderà dall’andamento dell’economia nazionale e internazionale (ecco spiegata la forbice nelle previsioni) ma, soprattutto, dal consistente turnover generazionale. Oltre tre quarti del fabbisogno occupazionale, infatti, sarà collegato alle sostituzioni di lavoratori in uscita (dovrebbe trattarsi di 2,1-2,3 milioni di unità). Mentre la crescita economica genererà, a seconda della sua intensità e in maniera molto differenziata nei diversi settori, una quota di nuovi posti di lavoro che dovrebbe andare dalle 427mila alle 905mila unità.
Skuola | TV
Alessandro Montesi ospite della Skuola Tv!

Lo youtuber, amatissimo dai giovani, sarà ospite della nostra videochat! Non perdere la puntata!

13 dicembre 2018 ore 14:30

Segui la diretta