
Il Liceo Classico è superato o attuale? Se dovessimo guardare le preferenze degli studenti italiani in fase di iscrizione al primo anno delle scuole superiori... la risposta sembrerebbe scontata: gli ultimi dati attestano il Classico solo al quarto posto delle preferenze, "sverniciato" dal Liceo Scientifico che viaggia su percentuali doppie e superato anche dal Linguistico e dal Liceo delle Scienze Umane.
Infatti in un’epoca in cui l’innovazione tecnologica sembra correre più velocemente della nostra capacità di adattamento, sorge spontanea una domanda: quale sarà il ruolo degli esseri umani in un mercato del lavoro dominato dai dati? E soprattutto che valore puà avere una formazione umanistica?
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L'esperta di innovazione spiega a cosa serivranno gli studi umanistici
Una risposta autorevole arriva da Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem & Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, recentemente inserita da Fortune Italia nel prestigioso progetto MPW Italia 2025, che celebra le cinquanta donne capaci di incidere profondamente sull'economia e sulla società italiana.
Secondo la manager, il segreto per guidare il cambiamento non risiede esclusivamente nelle competenze tecniche, ma nella capacità di mettere l’umanità al centro di ogni processo.
Sebbene le macchine siano oggi in grado di analizzare quantità enormi di dati e prevedere scenari futuri con estrema precisione, esse mancano di quelle caratteristiche intrinsecamente umane che definiscono un vero leader.
La capacità di ascoltare con empatia, di ispirare fiducia nei propri collaboratori e di dare un senso profondo al proprio operato sono elementi che nessun algoritmo potrà mai replicare.
Le competenze necessarie per i leader di domani
La leadership del futuro richiede quindi un delicato equilibrio tra l’utilizzo degli strumenti digitali e la valorizzazione delle relazioni umane. Per i giovani che aspirano a diventare i manager di domani, il consiglio principale è quello di investire in un percorso di apprendimento continuo, mantenendo però una bussola etica molto salda.
La vera differenza sarà fatta da chi saprà costruire alleanze solide e relazioni autentiche, poiché solo l’essere umano possiede la facoltà di compiere scelte che guardano oltre il semplice risultato immediato, puntando verso il bene comune e il significato profondo delle azioni.
L’intelligenza artificiale, insomma, non deve essere vista come un ostacolo, ma come un supporto che lascia spazio alla creatività e alla sensibilità dell'individuo. Il futuro appartiene a chi saprà restare umano in un mondo digitale, trasformando la tecnologia in un mezzo per servire valori più alti e costruire una società più equa e orientata al futuro.
Il liceo classico è nemico delle STEM?
Purtroppo nel nostro paese c'è un diaframma che impedisce l'ibridizzazione delle competenze umaniste e tecnologiche. Come ha fatto notare il nostro Direttore Daniele Grassucci, intervenendo a Filo Diretto - una trasmissione di Rai Parlamento condotta da Karen Sarlo - “Nel nostro paese oggi andare al Classico - anche solo come forma mentis - implica dire no alle discipline scientifiche all’università: in realtà gli studenti del Classico, superato lo scoglio iniziale dei primi esami STEM, possono andare alla grande perché hanno imparato a ragionare”.
Sulla nostra pagina Instagram il dibattito è ancora aperto, al momento il 65% dei rispondenti al nostro instant poll è convinto che il liceo Classico sia ormai superato.