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Una vita consacrata alla poesia


La poetessa americana Emily Dickinson rappresenta una delle più grandi voci della poesia dell'Ottocento. Isolata, schiva, quasi sconosciuta finché fu in vita, Emily Dickinson condusse un'esistenza tutta consacrata alla poesia, che fu per lei il mezzo privilegiato di comunicazione con il mondo. Nacque e visse in una cittadina dello stato americano del Massachusetts, in un'epoca in cui la cultura e la vita quotidiana erano dominate dal severo rigore della religione puritana che imponeva limiti morali molto rigidi alla condotta, soprattutto delle donne. Emily, dotata di un'intelligenza e di una sensibilità eccezionali, non poté adattarsi a essere la donna che le convenzioni sociali avrebbero voluto. Il suo modo di opporvisi fu quello di relegarsi, all'età di circa trent'anni, nel- la casa paterna, uscendo solo raramente dalla propria stanza per qualche passeggiata in giardino. La sua figura, sempre vestita di bianco, divenne, per coloro che le vivevano attorno senza quasi mai vederla, il "Mito".

Il potere visionario del linguaggio Emily


Dickinson oltrepassò i limiti di questo isolamento con la sua fervi- da immaginazione e fece della poesia il proprio infinito spazio di libertà. La sua poesia, assolutamente originale e personale, è dotata di una forza espressiva che a volte rende il linguaggio duro, quasi violento nel mettere a nudo sentimenti dolorosi, lucide immagini della vita e della morte. Vi è in essa un forte potere visionario, una grande capacità di rendere idee e sentimenti con immagini concrete, di fondere contenuti mentali e rappresentazione fisica delle cose. Nella sua opera tutto il cosmo è magicamente presente, dagli aspetti minuti della natura -le erbe, gli insetti del giardino - ai luoghi lontani, percepiti solo con lo sguardo visionario dell'immaginazione. Molta poesia di Dickinson si basa su descrizioni naturali: il passaggio delle stagioni, i cambiamenti di luce al tramonto o all'alba, le voci degli uccelli, il volo delle api. Ma in queste rappresentazioni cè un continuo passaggio dal concreto all'astratto, dal naturale al sovrannaturale. Materia e spirito si fondono, e fiori, animali, piante diventano oggetti simbolici.

L'opera


Emily Dickinson scrisse 1775 poesie, che per sua stessa volontà furono pubblicate (a eccezione di sette) soltanto dopo la morte: ella sentiva che i suoi contemporanei non avrebbero capito il suo messaggio profondo, intangibile purezza, a volte difficile, nascosto, aspro, a volte di una delicatezza infinita Negli anni che seguirono la morte della poetessa apparvero alcune raccolte, ma solo nel 1955 fu pubblicata la prima edizione integrale delle poesie. Gli anni tra il 1860 e il 1865 furono i più fecondi e a questo periodo risale la maggior parte dei testi.

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