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Concetti Chiave

  • La poesia "Se questo è un uomo" di Primo Levi esorta chi vive in sicurezza a riflettere sulle atrocità subite dal popolo ebraico durante l'Olocausto.
  • Levi utilizza un linguaggio diretto e semplice, con ripetizioni che accentuano il senso di rimprovero e condanna verso l'indifferenza.
  • Ogni strofa della poesia affronta un aspetto specifico: dalla vita degli uomini deportati alle sofferenze delle donne e alla necessità di ricordare.
  • La poesia funge da monito, invitando i lettori a mantenere viva la memoria delle ingiustizie e a trasmetterla alle generazioni future.
  • Primo Levi, scrittore e chimico, ha vissuto in prima persona le atrocità naziste, e la sua opera rappresenta una testimonianza della fragilità umana e della forza nel dolore.

Questo appunto di Italiano comprende la parafrasi ed un breve commento sulla poesia “Se questo è un uomo”, posta in apertura dell’omonimo libro di Primo Levi.
Se questo è un uomo, Primo Levi: parafrasi e commento articolo

La poesia e la parafrasi

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa e andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Voi che vivete al sicuro nelle vostre case riscaldate e che, tornando la sera, trovate cibo caldo e facce conosciute: chiedetevi se possa essere considerato un uomo una persona che lavora nel fango e non ha mai pace, che deve lottare per un pezzo di pane, che può morire in base ad una risposta affermativa o negativa; chiedetevi se possa essere considerata una donna, una persona privata del nome e dei capelli, senza nemmeno la forza per ricordare, con lo sguardo vuoto ed il grembo freddo, come una rana d’inverno. Ricordate che questo è ciò che è accaduto, scolpite nel vostro cuore queste parole che vi dico, tenetele a mente in casa e in viaggio, quando andate a dormire e quando vi svegliate, ripetetele ai vostri figli. Altrimenti, possa la vostra casa distruggersi, la malattia impedirvi una vita normale, e possano i vostri figli voltare lo sguardo lontano da voi.
Per ulteriori approfondimenti sulla parafrasi di Se questo è un uomo vedi anche qua

L’autore e le caratteristiche della poesia

Primo Michele Levi fu uno scrittore, chimico, poeta e partigiano italiano. Nacque a Torino, nel 1919, e dopo aver frequentato il Liceo classico Massimo d’Azeglio, si laureò in chimica presso l’Università di Torino. È noto, soprattutto, per il suo impegno nel raccontare le atrocità naziste, vissute in prima persona quando, nel 1944, fu deportato ad Auschwitz. Riuscì a sopravvivere a questa terribile esperienza, poiché fu mandato in un campo di lavoro. Se questo è un uomo è una delle sue pubblicazioni più famose, oltre a La tregua, Se non ora, quando?, La chiave a stella e Il Sistema periodico.
La poesia omonima, posta in apertura al libro, è stata scritta dall’autore durante la Seconda Guerra Mondiale. Si compone di cinque strofe (una quartina, una sestina, due cinquine e una terzina) in cui Levi cerca di descrivere il sentimento di profonda vergogna che è necessario provare nel momento in cui si ignorano o non si tramandano le ingiustizie compiute nei confronti del popolo ebraico. Pare quasi che la poesia voglia essere una sorta di condanna a coloro che stanno tranquilli nelle loro case, compresi tutti gli uomini che non hanno impedito il massacro del popolo ebraico.
L’autore non si preoccupa di fare troppi giri di parole, utilizza pochi versi ed un linguaggio diretto, semplice e comprensibile, che intende raggiungere il cuore di chi legge ed esprimere tutta la rabbia possibile. Importante, in questo senso, l’uso dell’anafora, che permette di utilizzare l’espediente della ripetizione, per veicolare questo senso di rimprovero e condanna (per esempio “voi”, “che”, “senza”, “considerate”).
Si può dire che ogni strofa della poesia porti un significato proprio ed unico: la prima è un diretto riferimento alle persone che vivevano tranquille nelle loro case durante il massacro vero e proprio del popolo ebraico (ma non solo); la seconda mette in luce le profonde sofferenze degli uomini ebrei deportati, costretti al lavoro incessante, ponendo l’accento sulla fame inimmaginabile che dovevano avere; la terza strofa, dedicata alle donne ebree, sottolinea l’importanza della privazione di un’identità e di una dignità (tramite il taglio dei capelli) e probabilmente anche dell’impossibilità di vivere una vita piena a livello familiare: il grembo freddo, infatti, oltre a richiamare il senso della fame, richiama un corpo non più fertile, “vuoto” come lo sguardo; la quarta strofa è l’ammonizione vera e propria, in cui Levi sottolinea che ciò di cui ha parlato finora è realmente successo e va ricordato; la quinta strofa, invece, è quasi una minaccia a chi si rifiuterà di ricordare, informarsi e raccontare, legittimata dalla sua rabbia e dall’esperienza reale di tale brutalità.
Per ulteriori approfondimenti su Primo Levi e Se questo è un uomo vedi anche qua
Se questo è un uomo, Primo Levi: parafrasi e commento articolo

Commento conclusivo

Con questa poesia Levi vuole far riflettere sul fatto che noi oggi viviamo quotidianamente nella sicurezza e nell'affetto, racchiusi nelle nostre case e nelle nostre abitudini, ma è importante ricordare chi non ha avuto questa possibilità: quelle migliaia di uomini e donne che diventavano dei numeri e venivano uccisi ogni giorno, e che preferivano dimenticare le gioie della vita per non soffrire. La poesia rappresenta una testimonianza dura e crudele di ciò che è successo, ma anche un monito. L’autore intende farci capire quanto l’uomo possa essere fragile e quanta forza possa tirare fuori nel momento del bisogno, ma soprattutto che è un compito dei posteri, anche che non abbiano vissuto i fatti sulla propria pelle, tramandare il ricordo alle generazioni future, così che entri a far parte della conoscenza e della coscienza collettiva.
Per ulteriori approfondimenti sull'Olocausto vedi anche qua
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Domande da interrogazione

  1. Qual è il messaggio principale della poesia "Se questo è un uomo"?
  2. La poesia di Primo Levi invita a riflettere sulla condizione disumana degli ebrei deportati durante l'Olocausto, esortando chi vive in sicurezza a considerare la sofferenza di chi ha subito ingiustizie e a tramandare la memoria di tali atrocità.

  3. Come viene rappresentata la figura dell'uomo e della donna nella poesia?
  4. L'uomo è descritto come un lavoratore nel fango, privo di pace e costretto a lottare per un pezzo di pane, mentre la donna è rappresentata come priva di identità e dignità, con un grembo freddo e vuoto, simbolo di una vita negata.

  5. Qual è l'importanza dell'anafora nella poesia?
  6. L'anafora, attraverso la ripetizione di parole come "voi" e "senza", serve a enfatizzare il rimprovero e la condanna verso coloro che ignorano le sofferenze altrui, rendendo il messaggio più incisivo e diretto.

  7. In che modo Levi utilizza il linguaggio nella sua poesia?
  8. Levi adotta un linguaggio semplice e diretto, evitando giri di parole, per raggiungere il cuore del lettore e trasmettere la sua rabbia e il suo dolore in modo chiaro e comprensibile.

  9. Qual è il compito che Levi assegna alle generazioni future?
  10. Levi sottolinea l'importanza di tramandare la memoria delle atrocità subite dagli ebrei, affinché le generazioni future possano conoscere e riflettere su questi eventi, contribuendo così alla coscienza collettiva.

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