apparenze dorian gray

Sui social vorresti pubblicare soltanto la versione migliore di te: sempre giovane, impeccabile, senza un difetto e senza che nessuno possa vedere i tuoi errori. Il sogno di chi vorrebbe avere il controllo assoluto della propria immagine.

Ma cosa succederebbe se, nel frattempo, tutto quello che cerchi di nascondere continuasse ad accumularsi da qualche altra parte?

Mostrare soltanto la versione migliore di te può trasformare la tua immagine perfetta in una prigione, proprio come accade a Dorian Gray. Il protagonista del romanzo di Oscar Wilde ottiene ciò che in tanti sognerebbero: restare impeccabile, senza che il volto mostri i segni delle sue colpe.

Il conto, però, arriva da un'altra parte. Per questo una storia scritta nell'Ottocento offre più di uno spunto a chi vive tra social network, filtri e attenzione costante alla propria immagine.

Indice

  1. Il ritratto che invecchia al posto di Dorian
  2. Una foto curata non racconta tutto di te
  3. Like e approvazione: chi decide le tue scelte
  4. Bellezza e carattere possono essere molto distanti

Il ritratto che invecchia al posto di Dorian

Il romanzo di Wilde è stato pubblicato per la prima volta nel 1890. Al centro c'è un ragazzo talmente affascinante da desiderare una cosa precisa: che sia il suo ritratto a invecchiare, mentre lui resta com'è.

Il desiderio si avvera e da quel momento la sua vita cambia per sempre. Il viso di Dorian resta giovane e perfetto, mentre il quadro inizia a rivelare il passare degli anni e la crudeltà delle sue azioni.

Il quadro finisce in una stanza nascosta, lontano dagli sguardi di tutti. Fuori ogni cosa sembra immacolata, ma dietro quella bellezza si fa strada una realtà sempre più inquietante.

All'inizio, per Dorian, questa possibilità ha l'aria di un dono. Col passare del tempo diventa una prigione: lui è sempre più ossessionato dall'immagine che gli altri hanno di lui e sempre meno disposto a fare i conti con ciò che è diventato.

Qui sta la grande contraddizione del romanzo. Dorian ferma l'invecchiamento del proprio corpo, ma resta esposto alle conseguenze delle esperienze che vive: il cambiamento c'è comunque, si sposta soltanto altrove.

Nella vita reale il collegamento è meno estremo, ma funziona. Puoi eliminare un post, cancellare una chat o fingere che una situazione non sia mai successa, eppure cancellare le prove di una discussione non equivale a chiedere scusa a chi hai ferito.

Una foto curata non racconta tutto di te

Da una parte c'è il profilo Instagram sistemato nei minimi dettagli, la foto scelta dopo venti tentativi, la storia pubblicata solo perché sembri che tutto vada alla grande. Dall'altra c'è la vita vera.

Quella è fatta anche di insicurezze ed errori, e di giornate che sui social difficilmente ci arrivano. Dorian porta questa doppia faccia all'estremo: il suo volto resta perfetto qualunque cosa faccia, mentre il ritratto custodisce una verità che lui cerca di nascondere agli altri.

Con il tempo, il protagonista è sempre più ossessionato dall'immagine che gli altri hanno di lui e meno disposto a confrontarsi con ciò che è diventato. Ed è proprio questo lo scivolone da tenere d'occhio anche fuori dalle pagine del libro.

Pubblicare belle foto va benissimo. Il rischio nasce quando quell'immagine diventa una versione di te a cui sentirti obbligato ad assomigliare di continuo, e magari ti fa sentire inadeguato perché la tua quotidianità non è sempre interessante, perfetta o da mostrare.

Lo stesso vale per la tentazione di congelare un'immagine precisa di sé: la persona sempre felice, l'amico che non sbaglia mai, lo studente che prende solo bei voti, chi sembra aver già capito cosa fare del proprio futuro.

Cambiare idea, attraversare periodi difficili e scoprire lati nuovi della propria personalità significa crescere, ben lontano dall'idea di fallimento. Una foto può raccontare come appari in un determinato momento. Tutto quello che sei, invece, resta fuori dall'inquadratura.

Like e approvazione: chi decide le tue scelte

L'ossessione di Dorian per la propria bellezza arriva da fuori. Lord Henry Wotton, aristocratico brillante e provocatorio, è soprattutto colui che gli fa capire il valore della giovinezza e del piacere, considerati tra i beni più preziosi della vita.

Le sue parole influenzano profondamente il ragazzo, fino a fargli desiderare qualcosa a cui prima non aveva mai pensato: restare giovane per sempre. Da lì Dorian comincia, un passo alla volta, a guardarsi attraverso gli occhi degli altri.

È uno dei passaggi più interessanti dell'opera. A volte sono gli altri a stabilire quali nostre caratteristiche debbano contare, e noi lasciamo fare, perdendo di vista i nostri desideri.

Oggi succede quando misuri il tuo valore con like, commenti e visualizzazioni, o con standard estetici che cambiano di continuo. È mai successo che modificassi le tue idee, il tuo comportamento o il tuo stile nel vestire perché una persona ti aveva fatto sentire fuori posto?

La stessa dinamica tocca amicizie, relazioni e scelte personali. Si va dalla paura di essere esclusi da un gruppo al bisogno di sembrare sempre interessanti.

Una domanda semplice può aiutarti a capire da che parte stai: faccio questa cosa perché la voglio davvero o per sentirmi approvato? Essere apprezzati fa piacere, ma vivere solo per ottenere approvazione può portarti a non riconoscere più quello che vuoi.

Bellezza e carattere possono essere molto distanti

Capita di attribuire qualità positive a qualcuno ancora prima di conoscerlo. A volte basta che sia attraente, sicuro di sé o capace di fare una buona impressione.

Dorian rappresenta perfettamente questa dinamica. Il suo aspetto giovane e innocente stride con comportamenti sempre più egoisti e crudeli: nel corso del romanzo ferisce profondamente altre persone e arriva a commettere un omicidio.

Eppure, proprio perché continua ad apparire così affascinante, riesce a nascondere agli altri la propria trasformazione con più facilità. Il segreto che custodisce, intanto, lo tormenta sempre di più.

Per tutto il romanzo Wilde mette in discussione il rapporto tra bellezza e moralità. E mostra quanto le due cose possano finire lontane.

Lo stesso discorso vale per le relazioni di tutti i giorni. Pensa a quando qualcuno ti piace così tanto da farti ignorare atteggiamenti che in un'altra persona non accetteresti, o a quando giudichi male qualcuno solo perché non rientra nei tuoi standard estetici.

L'attrazione può scattare subito, mentre conoscere davvero una persona richiede tempo. Bisogna guardare il suo modo di agire, il trattamento che riserva agli altri e la sua reazione davanti a ciò che non va secondo i suoi desideri.

Per farla breve: una persona può avere un aspetto impeccabile e comportarsi malissimo. Un'altra può essere lontanissima dai tuoi ideali estetici e rivelarsi straordinaria.

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