talenti under 35 della storia

A 20 anni Mary Shelly aveva già inventato uno dei personaggi più famosi della letteratura. A 22 Jesse Owens dominava le Olimpiadi organizzate dalla Germania nazista, mentre, a 27, Yuri Gagarin diventava il primo essere umano nello spazio.

Insomma, mentre noi cerchiamo ancora di capire come compilare correttamente un bonifico, qualcuno aveva già cambiato il corso della storia.

Questo non significa che esista una scadenza entro cui realizzare qualcosa di importante. Le loro imprese, però, raccontano quanto età e inesperienza contino poco quando talento, preparazione e circostanze si incontrano nel momento giusto.

Indice

  1. Mary Shelley: pubblica Frankenstein a 20 anni
  2. Jesse Owens: quattro ori olimpici a 22 anni
  3. Isaac Newton: getta le basi della fisica moderna a 23 anni
  4. Raffaello: dipinge la Scuola di Atene a circa 26 anni
  5. Ada Lovelace: immagina il software a 27 anni
  6. Yuri Gagarin: diventa il primo essere umano nello spazio a 27 anni
  7. Steve Jobs: porta il Macintosh al grande pubblico a 28 anni
  8. Ottaviano: vince la battaglia decisiva per Roma a 31 anni

Mary Shelley: pubblica Frankenstein a 20 anni

Mary Shelley concepì la storia di Frankenstein durante l’estate del 1816, quando aveva appena 18 anni e si trovava sul lago di Ginevra con Percy Bysshe Shelley, Lord Byron e John Polidori. Il romanzo uscì anonimo nel 1818, quando la sua autrice aveva 20 anni.

La sua creatura sarebbe diventata un’icona mondiale, mentre il libro viene oggi considerato un’opera fondamentale per la nascita della fantascienza moderna. Non male per una storia nata durante una sfida tra amici costretti in casa dal maltempo.

Jesse Owens: quattro ori olimpici a 22 anni

Alle Olimpiadi di Berlino del 1936, Jesse Owens vinse i 100 e i 200 metri, il salto in lungo e la staffetta 4×100. Aveva 22 anni e fu l’atleta più vincente di un’edizione che Adolf Hitler voleva trasformare in una vetrina della presunta superiorità ariana.

Le sue vittorie non cancellarono il razzismo, né in Germania né negli Stati Uniti. Davanti alla propaganda nazista, però, un atleta afroamericano conquistò quattro medaglie d’oro e stabilì nuovi record sotto gli occhi del mondo.

Isaac Newton: getta le basi della fisica moderna a 23 anni

Newton aveva circa 23 anni, durante il periodo più produttivo trascorso a Woolsthorpe tra il 1665 e il 1666. L’Università di Cambridge aveva sospeso le attività a causa della peste e lui tornò nella casa di famiglia.

In quei mesi sviluppò metodi che avrebbero contribuito alla nascita del calcolo infinitesimale e iniziò a ragionare sul legame tra la caduta degli oggetti e il movimento della Luna.

La legge di gravitazione universale sarebbe arrivata a una formulazione completa molti anni dopo: il celebre isolamento non produsse all’improvviso tutta la fisica newtoniana, ma ne pose basi decisive.

Raffaello: dipinge la Scuola di Atene a circa 26 anni

Raffaello fu chiamato a Roma da papa Giulio II nel 1508, quando aveva circa 25 anni, per decorare gli appartamenti pontifici. Tra il 1508 e il 1511 realizzò gli affreschi della Stanza della Segnatura, compresa la Scuola di Atene, iniziata generalmente intorno al 1509: aveva quindi circa 26 anni.

Nel dipinto riunì Platone, Aristotele, Pitagora, Diogene e altri grandi pensatori dell’antichità all’interno di un’architettura monumentale. Il risultato è diventato una delle immagini simbolo dell’intero Rinascimento.

Ada Lovelace: immagina il software a 27 anni

Nel 1843 Ada Lovelace pubblicò le proprie note sulla Macchina Analitica progettata da Charles Babbage. Tra queste compariva una sequenza di operazioni per calcolare i numeri di Bernoulli, considerata il primo algoritmo pubblicato destinato a essere eseguito da una macchina. Lovelace aveva 27 anni.

La sua intuizione andava oltre il singolo calcolo: comprese che una macchina avrebbe potuto manipolare simboli e informazioni, arrivando persino a elaborare musica. Per questo viene spesso definita la prima programmatrice della storia, anche se il primato resta oggetto di discussione tra gli studiosi.

Yuri Gagarin: diventa il primo essere umano nello spazio a 27 anni

Il 12 aprile 1961 Yuri Gagarin partì a bordo della Vostok 1, completò un’orbita attorno alla Terra in 108 minuti e diventò il primo essere umano a raggiungere lo spazio. Aveva 27 anni.

Fino a poche ore prima era quasi sconosciuto; dopo l’atterraggio diventò uno dei volti più famosi del pianeta. Dall’orbita descrisse la Terra come bellissima, inaugurando una nuova fase della corsa spaziale e della storia umana.

Steve Jobs: porta il Macintosh al grande pubblico a 28 anni

Steve Jobs aveva 28 anni quando, nel gennaio del 1984, presentò il Macintosh. Quel computer utilizzava icone, finestre e un mouse per permettere alle persone di interagire con la macchina senza dover memorizzare comandi complessi.

Apple non inventò né il mouse né l’interfaccia grafica, già sperimentati in precedenza. Il Macintosh riuscì però a portarli all’attenzione del grande pubblico, contribuendo a trasformare il personal computer in uno strumento più intuitivo e accessibile.

Ottaviano: vince la battaglia decisiva per Roma a 31 anni

Il 2 settembre del 31 a.C., quando non aveva ancora compiuto 32 anni, le forze di Ottaviano guidate in mare da Marco Vipsanio Agrippa sconfissero Marco Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio.

La vittoria gli aprì la strada verso il controllo incontrastato di Roma. Quattro anni dopo ricevette il titolo di Augusto e diventò il primo imperatore romano, inaugurando un sistema politico destinato a durare per secoli.

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