crioconservazione

Morire oggi, nella speranza di poter tornare domani. È questa la logica, a metà tra scienza, scommessa e fantascienza, che sta dietro alla crioconservazione umana, una pratica scelta finora da circa 500 persone nel mondo.

A ricorrere a questa opzione non sono stati solo scienziati, pionieri della tecnologia o appassionati di futurismo. In molti casi si tratta anche di persone comuni colpite da malattie gravi, degenerative o oggi considerate incurabili, che vedono nella crioconservazione una sorta di ultima possibilità affidata al futuro.

L’idea, in sostanza, è questa: se la medicina di oggi non può salvarli, forse quella di domani potrà farlo. Per questo alcuni decidono di conservare il proprio corpo, o il proprio cervello, nella speranza che un giorno i progressi scientifici rendano possibile trattare patologie che oggi non hanno una cura risolutiva. 

Indice

  1. Come funziona la crioconservazione?
    1. Quanto costa? Dipende dal tipo di conservazione
  2. I volti noti che hanno scelto la crioconservazione

Come funziona la crioconservazione?

L’idea guarda al futuro: attendere progressi nella medicina e nella tecnologia che un giorno possano riparare i danni e, potenzialmente, riportarli in vita. Il principio è noto: dopo la morte legale, il corpo - oppure solo il cervello - viene sottoposto a un processo di conservazione estrema a −196 gradi Celsius.

L’obiettivo è preservare i tessuti nel modo più stabile possibile, evitando i danni provocati dalla formazione di ghiaccio nelle cellule.

Per farlo si utilizza la vetrificazione, una tecnica che sostituisce i liquidi corporei con particolari sostanze crioprotettive. In questo modo, invece di cristallizzare, i tessuti entrano in uno stato simile a quello del vetro, riducendo i danni strutturali a livello cellulare.

Le persone sottoposte a questo trattamento sono custodite in speciali contenitori pieni di azoto liquido, che non hanno bisogno di corrente elettrica per mantenere la temperatura necessaria.

Quanto costa? Dipende dal tipo di conservazione

La maggior parte si trova in due delle strutture più note del settore: la Alcor Life Extension Foundation, in Arizona, e il Cryonics Institute, in Michigan. Ovviamente, parliamo di pratiche che hanno i loro costi.

Il portale online della Alcor Life Extension Foundation (Arizona) indica oggi questi importi:

  • 80.000 dollari per la neuropreservation (solo testa/cervello)

  • 220.000 dollari per la whole-body preservation (corpo intero)

Alcor segnala anche che molti membri finanziano la procedura tramite polizza vita, con premi indicativi “a partire da” 25-45 dollari al mese per la neuro e 50-75 dollari al mese per il corpo intero. A questi si aggiungono quote associative annuali calcolate in base all’età al momento dell’iscrizione.

Il Cryonics Institute (Michigan) ha prezzi più bassi sulla procedura base, ma separa in modo netto iscrizione e servizi aggiuntivi:

  • 28.000 dollari per la crioconservazione con membership a vita da 1.250 dollari

  • 35.000 dollari per la crioconservazione con membership annuale, che richiede 200 dollari di attivazione più 120 dollari l’anno

  • 45.000 dollari per casi non-member/post-mortem, soggetti comunque ad accettazione

Il Cryonics Institute specifica inoltre che queste cifre non includono il costo del funerale/preparazione locale e della spedizione, che possono andare da zero in Michigan a circa 3.000 dollari sulla costa ovest degli USA, e non includono nemmeno l’eventuale “standby help”, che può variare da 500 a 100.000 dollari in base alla distanza e al tipo di intervento richiesto.

E in Italia?

Nel 2022, le cronache riportavano che 15 cittadini italiani erano già stati trasferiti e criopreservati nelle strutture di Alcor o del Cryonics Institute.

I volti noti che hanno scelto la crioconservazione

Spesso chi sceglie questa strada finanzia la procedura attraverso una polizza vita, trasformando così una decisione estrema in un investimento su un’ipotesi futura di sopravvivenza. 

Tra i nomi più noti associati alla crioconservazione compaiono il campione di baseball Ted Williams e Hal Finney, informatico molto conosciuto negli ambienti tecnologici.

Per ora, però, questa prospettiva resta teorica. La crioconservazione non offre alcuna garanzia di un possibile ritorno alla vita: è piuttosto un atto di fiducia nelle possibilità della scienza futura.

Una scelta estrema, che per alcuni rappresenta una speranza razionale e per altri resta un confine ancora lontanissimo tra immaginazione e realtà.

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