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Concetti Chiave

  • L'avverbio è una parte invariabile della frase che modifica il significato di verbi, nomi, aggettivi, pronomi o altri avverbi.
  • Gli avverbi possono essere classificati in base al loro significato, come avverbi di affermazione, quantità, tempo, luogo, qualificativi, dubbio e negazione.
  • La formazione degli avverbi può avvenire attraverso forme semplici, derivate da aggettivi tramite suffissi come -mente, o composte da più parole.
  • Le locuzioni avverbiali sono combinazioni di parole che, mantenendo una certa separazione, funzionano complessivamente come un avverbio.
  • Molti avverbi si riconoscono grazie ai suffissi -mente o -oni, ma esistono anche avverbi privi di suffissi, come "quando" e "dentro".

Questo appunto di Grammatica Italiana si propone di illustrare la categoria grammaticale dell’avverbio dandone una definizione, presentandone le varie caratteristiche e categorie. Si riportano numerose frasi come esempio.
Guida Completa agli Avverbi nella Grammatica Italiana articolo

Indice

  1. Cosa sono gli avverbi?
  2. Categorie degli avverbi
  3. Le locuzioni avverbiali

Cosa sono gli avverbi?

L'avverbio è quella parte della frase invariabile, ossia non si coniuga al contrario dei verbi e non si declina come i sostantivi e gli aggettivi, che serve a modificare il significato di un termine, il più delle volte esso è costituito da un verbo ma può anche riferirsi ad altre parti del discorso, all'interno della frase. Sono pochi gli avverbi che possono essere soggetti ad alterazioni quali vezzeggiativi o diminutivi: benino, benone, malaccio, pochino, pochetto ecc. Oppure possono presentarsi nella forma comparativa o superlativa: più spesso, spessissimo, bene che diventa meglio o ottimamente. Esso, come già scritto, può essere definito come un modificatore verbale poiché modifica normalmente un verbo, diversamente dall’aggettivo che viene impiegato come modificatore per i sostantivi. Prendiamo ad esempio il verbo cantare: possiamo dire cantare bene o cantare male. Bene o male danno informazioni aggiuntive e qualificano l’azione espressa dal verbo. Possono però verificarsi casi in cui l'avverbio modifica il significato di un nome, un aggettivo, un pronome o addirittura un altro avverbio. L’avverbio molto ad esempio oltre ad avere proprietà e caratteristiche avverbiale funge anche da intensificatore aggettivale, ovvero preposto ad un avverbio ne intensifica il significato. Vediamo alcuni esempi di avverbi nelle seguenti frasi:
Mangia velocemente (modifica il verbo)
Temo particolarmente lui (modifica il pronome)
Temo soprattutto l'acqua alta (modifica il nome)
Hai un cane troppo bello (modifica l’aggettivo)
L’atleta corre molto velocemente (modifica l’avverbio)
Spesso è facile identificare gli avverbi poiché in molti casi presentano il suffisso –mente, altri sono formati dal suffisso –oni (tastoni, tentoni, cavalcioni ecc.), ma sono altrettanto numerosi i casi in cui i suffissi non sono presenti. Avverbi quali ad esempio: quando, come, dentro, attraverso, vicino, invece, fuori, prima, dopo ecc. Spesso questi avverbi sono utilizzati in funzione di preposizioni monovalenti o avalenti o come connettori. Altri avverbi con diverse funzioni sono i cosiddetti focalizzatori. Essi sono avverbi molto frequenti come ad esempio proprio, anche, ancora, soprattutto ecc. che oltre ad avere la funzione di avverbi servono anche a dare maggior rilievo a un elemento della frase.
Questo film è proprio bello. Proprio intensifica l’aggettivo bello.
Mi fanno paura tutti gli insetti soprattutto i ragni. Soprattutto va a specificare una particolare categoria nella frase.
Per approfondimenti sull’analisi grammaticale vedi anche qua

Categorie degli avverbi

Gli avverbi possono essere suddivisi a seconda del significato o della loro formazione.
Per quanto riguarda il significato gli avverbi possono appartenere ai seguenti gruppi:
  • di affermazione: certamente, sicuro, davvero, certo;
  • di quantità: troppo, parecchio, poco, molto, più, meno, solamente, assai, abbastanza (la quantità espressa è sempre indeterminata)
  • ;
  • di tempo: mai, ieri, domani, prima, poi, ora, subito, sempre;
  • presentativi: ecco;
  • interrogativi e/o esclamativi: perché, come, quanto, dove, quanto, quando; questi avverbi che possono essere sia interrogativi sia esclamativi si distinguono dall’intenzione del parlante e, per quanto riguarda la forma scritta, dalla punteggiatura al termine dell’enunciato;
  • di luogo: qua, sotto, sopra, davanti, qui, dentro, fuori, accanto, dietro;
  • qualificativi o di modo: giustamente, male, bene, piano, forte, cortesemente, lentamente, velocemente;
  • di dubbio: forse, probabilmente;
  • di negazione: no, non.
Per quanto riguarda invece la loro formazione, gli avverbi possono essere distinti in:
  • Avverbi semplici: sono quegli avverbi che hanno una propria forma, e che pertanto non sono né derivati da altre parole, né composti assieme ad altre parole. Per esempio: presto, male, bene, tardi, sempre, meno, già.
  • Avverbi derivati: sono quegli avverbi che derivano da altre parole, le quali vengono modificate dall'aggiunta di un suffisso. Nel caso si tratta di aggettivi, si aggiunge a questi il suffisso -mente, quindi fortemente, duramente, velocemente, lentamente, ecc. Se però l'aggettivo termina in "-le, o -re", si elimina la "e" finale, aggiungendo sempre –mente: talmente, celermente.
  • Avverbi composti: sono quegli avverbi formati da più parole diverse insieme, e separate, esempi: talvolta (tal volta), davvero (originariamente "da vero").
    Per approfondimenti sulla lingua italiana vedi anche qua
    Guida Completa agli Avverbi nella Grammatica Italiana articolo

    Le locuzioni avverbiali

    Infine abbiamo le locuzioni avverbiali, ossia combinazioni di due o più parole che rimangono separate all'interno della frase, mantenendo nel loro insieme la funzione e il significato di avverbio. Possono essere formate in questo modo:
    • Utilizzando doppi avverbi: "quasi quasi, così così";
    • Utilizzando doppi nomi: "passo passo";
    • Utilizzando doppi verbi: “mangia mangia, stringi stringi”;
    • Utilizzando doppi aggettivi: "triste triste, forte forte, bello bello, quatto quatto";
    • Con doppia preposizione: "a faccia a faccia, a poco a poco, a mano a mano";
    • Con preposizioni di - in: "di male in peggio, di tanto in tanto, di volta in volta";
    • Con una preposizione: "a stento, in futuro, da lontano, all’improvviso, a proposito".
  • Studia con la mappa concettuale

    Domande da interrogazione

    1. Cosa caratterizza gli avverbi rispetto ad altre parti del discorso?
    2. Gli avverbi sono parti della frase invariabili che modificano il significato di un termine, a differenza dei verbi che si coniugano e dei sostantivi e aggettivi che si declinano.

    3. Qual è la funzione principale degli avverbi all'interno di una frase?
    4. Gli avverbi fungono principalmente da modificatori verbali, fornendo informazioni aggiuntive su un'azione espressa da un verbo, come nel caso di "cantare bene" o "cantare male".

    5. Come si possono classificare gli avverbi in base al loro significato?
    6. Gli avverbi possono essere suddivisi in gruppi come di affermazione, di quantità, di tempo, di luogo, qualificativi, di dubbio e di negazione, ognuno con funzioni specifiche all'interno della frase.

    7. Quali sono le differenze tra avverbi semplici, derivati e composti?
    8. Gli avverbi semplici hanno una forma propria, quelli derivati si formano aggiungendo suffissi a parole esistenti, mentre gli avverbi composti sono formati da più parole diverse unite.

    9. Cosa sono le locuzioni avverbiali e come si formano?
    10. Le locuzioni avverbiali sono combinazioni di due o più parole che mantengono la funzione di un avverbio, formate attraverso vari metodi come l'uso di doppi avverbi, nomi o preposizioni.

    Domande e risposte

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