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I sistemi energetici

Le fonti di energia, ovvero tutti quei sistemi, sostanze, trasformazioni che producono energia, si classificano in fonti rinnovabili e fonti non rinnovabili. Si dicono rinnovabili quando possono essere consumate in tempi equivalenti al loro periodo di rinnovo, invece si definiscono non rinnovabili quelle destinate a esaurirsi in tempi più o meno lunghi. Vi è inoltre la presenza di fonti energetiche primarie e fonti energetiche secondarie; le prime si ricavano da un combustibile fossile estratto da un deposito sedimentario, mentre le seconde si hanno quando all'interno di una raffineria o di una centrale, questo combustibile fossile subisce una trasformazione e diventa energia distribuita utilizzabile dal consumatore che la converte in servizi energetici. Le fonti non rinnovabili ricoprono una notevole percentuale del totale della produzione mondiale di energia, infatti, queste sono diffuse in Europa, in una fascia che va dal Regno Unito alla Polonia. L’impiego di carbon fossile si è ridotto notevolmente a causa dell’esaurimento di molti giacimenti, dell’aumento dei costi di estrazione e di trasporto, dall'alto tasso di inquinamento e per la forte concorrenza di altre fonti come il petrolio e il gas.

Tuttavia si stanno perfezionando delle tecnologie per ridurre i costi di trasporto, ad esempio trasportandolo con carbonodotti (come fosse un liquido dopo averlo ridotto in polvere e unito all'acqua),si sta cercando anche di ridurre l’impatto ambientale. Il petrolio è il maggior combustibile fossile liquido; ha bassi costi d'estrazione ed è facilmente trasportabile, inoltre è meno inquinante del carbone ed ha un potere calorifero maggiore. I luoghi di produzione non coincidono con quelli di consumo,i Paesi più sviluppati utilizzano la maggior quantità di petrolio e la devono importare principalmente dal Medio Oriente. I consumi di petrolio sono stabili nei vari Paesi, con un calo nei Paesi in via di sviluppo. Gli Stati Uniti sono i maggiori consumatori di petrolio. Vi sono poi i gas naturali, una delle fonti più dinamiche; il suo utilizzo è in continua crescita per il basso costo d'estrazione, la facilità di trasporto, l’alto potere calorifero ed è meno inquinante di altri. Le più rilevanti riserve sono concentrate nell'emisfero boreale, ma anche nel Medio Oriente, nel Nord Africa, nei fondali del mare del Nord e in Europa, nei Paesi Bassi, Regno Unito, Germania e Norvegia.
Infine vi è l’energia nucleare che si basa sull'utilizzo dell’uranio, che è un minerale raro, ma non esiste il problema dell’esaurimento perché sono stati messi appunto dei reattori autofertilizzanti, ovvero degli impianti in grado di produrre combustibile in quantità maggiori. Oggi il nucleare non supera il 7% del fabbisogno mondiale, dopo l’incidente di Cernobyl alcuni Paesi ne hanno rallentato la produzione o addirittura l’hanno abbandonata del tutto, un esempio lo si ha con l’Italia. Anche se offre dei vantaggi dal punto di vista dei bassi costi, questi non compensano le difficoltà di smaltimento delle scorie radioattive, la sicurezza degli impianti e gli elevati costi per le costruzioni delle centrali. Le fonti di energia non rinnovabili invece sono in larga parte derivanti dall'energia solare, generatrice di quasi tutta l’energia del nostro sistema solare, sia delle fonti energetiche rinnovabili e sia delle fonti esauribili. Sono fonti energetiche rinnovabili l’energia solare, eolica, dell’acqua, da biomasse e geotermica. Queste fonti non vengono utilizzate in tutti i Paesi allo stesso modo, infatti, i Paesi che hanno un’economia avanzata fanno largo uso di fonti non rinnovabili; i Paesi in ritardo di sviluppo, che sono in assoluto i minori consumatori di energia, sono tra i principali utilizzatori di fonti non rinnovabili. Invece per i Paesi di nuova industrializzazione sono in rapido aumento le fonti rinnovabili, ma anche le fonti non rinnovabili stanno conoscendo un forte sviluppo.

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