L'industria è il settore trainante dell'economia europea (infatti sono coinvolti oltre il 40% degli addetti in Repubblica Ceca, Lituania, Bielorussia, Repubblica Slovacca, Romania, Bulgaria e Macedonia; fino al 40% degli addetti in Germania, Ucraina, Estonia e Russia; fino al 35% in Italia, Portogallo, Austria, Ungheria e Lettonia; fino al 30% degli addetti in Finlandia, Irlanda, Regno Unito, Francia, Spagna, Moldavia e Grecia; fino al 25% degli addetti in Islanda, Norvegia, Svezia, Polonia, Paesi Bassi, Croazia, Jugoslavia e Albania).
Le industrie più sviluppate sono: dei mezzi di trasporto, alimentare, elettrica (con la produzione di energia nucleare in Francia, Regno Unito, Germania e Russia; le principali risorse energetiche sono i giacimenti di petrolio nel Mare del Nord, nel Mar Caspio e in Russia e di gas naturale nei Paesi Bassi, in Germania, in Russia e nel Mare del Nord), elettronica, chimica, ad alta tecnologia; sono in crisi le industrie siderurgiche e metallurgiche.

Le principali aree industriali europee sono: Liegi in Belgio, l'Alsazia, la Lorena, la Catalogna, la Boemia, la Slesia, le Midlands britanniche, il Bacino di Samara e il Bacino di Kama.
Nei Paesi europei occidentali l'industria ha 3 problemi:
-la delocalizzazione delle industrie a causa dei progressi tecnologici e dell'andamento dell'economia che hanno portato allo spostamento delle industrie in aree dove è basso il costo della manodopera;
-la concorrenza dei Paesi industrializzati (soprattutto asiatici) che hanno preso il sopravvento nell'industria tessile, dell'abbigliamento e delle calzature;
-il ritardo dell'industria tecnologica a causa del primato ottenuto da Giappone e Stati Uniti in questo settore.

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