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Etiopia – l’aspetto fisico ed l’aspetto economico


l’aspetto fisico: L’Etiopia confina a Nord e a Ovest con il Sudan, a Sud con il Kenya, a Est e Sud-est con la Somalia, l’Eritrea e il minuscolo stato di Gibuti; è bagnata a Nord-est dal Mar Rosso. Il territorio, prevalentemente montuoso, è costituito dalla Dancalia e da due altipiani separati da una profonda frattura di origine tettonica occupata da numerosi laghi fra cui lo Stefania, l’Abaja, il Shala e lo Ziway, e dal corso del Fiume Awash. La regione dancata posta a nord-est è una depressione desertica e torrida che sprofonda fino a 116 metri sotto il livello del mare. L’altopiano occidentale, l’Acrocoro Etiopico, culmina con la cima del Ras Dascian (4620 m9 ed è coperto da boschi e pascoli intensamente coltivati. L’altopiano Somalo, situato nella parte sud-orientale del Paese, è invece più arido e caldo.
I fiumi scendono a raggiera dall’Acrocoro e si dirigono verso il Nilo (Atbara e Nilo Azzurro), oppure verso l’Oceano Indiano come il Giuba e l’Uebi Scebeli. Il clima varia secondo le altitudini. Sull’Acrocoro Etiopico presenta temperature relativamente miti; più caldo è invece l’Altopiano Somalo, mentre le coste e la Dancalia hanno un clima secco e torrido.
L’aspetto economico: l’agricoltura, ancora molto povera e di sussistenza, occupa la stragrande maggioranza della popolazione attiva (circa l’80%). Solitamente si distinguono tre fasce agricole, differenziate per clima e altitudine: la Quollà, la Voinà Degà e la Degà. La Quollà comprende le aree meno elevate che vengono destinate alla coltivazione del mais, del cotone e del tabacco. La Voinà Degà, situata fra i 1800 e 2400 metri, è molto produttiva; vi si coltivano frumento, miglio, legumi, frutta, ortaggi, orzo, ma soprattutto semi di lino e caffè. Oltre i 2400 si estende la Degà per la maggior parte costituita da pascoli.
Grande rilievo per l’economia ha anche l’allevamento, attività tradizionale del Paese, che conta un numero elevato di capi. L’Etiopia è, infatti, il primo Paese africano per numero di bovini, 30.000.000 di capi, ovini (23.000.000) e caprini (18.000.000), che alimentano un ricco commercio di lana e pelli.
Le riserve del sottosuolo sono nel complesso modeste; gli unici depositi di qualche interesse sono quelli di platino, oro e sale. L’industria ha un peso molto scarso sull’economia del Paese ed ha tratto scarsi vantaggi dal processo di nazionalizzazione avviato dopo il 1975. i settori maggiormente sviluppati sono quelli tessile, alimentare e della manifattura del tabacco.
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