America

E’ il continente più esteso in latitudine e questo spiega la varietà di climi e paesaggi. L’America viene divisa in due: America del nord formata dalla massa continentale divisa in Stati Uniti e Canada, bagnata a nord dal mar Glaciale Artico, a ovest dal Pacifico e a est dall’Atlantico; America del sud divisa in 13 stati. Tra le due americhe si allunga una regione geograficamente chiamata America centrale circondata dagli arcipelaghi delle Antille. Una seconda divisione impone una distinzione tra America anglosassone e America latina.
Il Canale di Panama è un canale artificiale che attraversa l’istmo di Panama; collega l’Atlantico al Pacifico. Ha una grande importanza economica in quanto permette alle navi dirette dai porti del Pacifico a quelli dell’Atlantico e viceversa di evitare la circumnavigazione dell’America. I pedaggi per il transito costituiscono la principale fonte di reddito per l’economia dello stato.
Coste e isole: l’intero continente è bagnato dal Pacifico e dall’Atlantico. A nord le acque atlantiche si mescolano con quelle gelide del mar Glaciale Artico, caratterizzato da vaste e numerose isole, con coste frastagliate (appartengono al Canada). A nord-est si estende la Groenlandia, la più vasta isola del mondo; a nord-ovest troviamo l’Alaska che è separata dall’Asia dallo stretto di Bering; le coste sono articolate. In America centrale l’Atlantico penetra tra le terre formando un mare interno che a sua volta è diviso in golfo del Messico e mar dei Caraibi. Nell’America meridionale la costa è paludosa e interrotta da estuari fluviali. La costa occidentale è uniforme.
Orografia: le catene occidentali, di recente formazione, sono aspre ed elevate mentre le catene orientali, più antiche, sono basse e arrotondate. L’area continentale nordamericana è famosa per lo zoccolo canadese; a ovest i rilievi più importanti sono la Catena costiera e le Montagne Rocciose. L’area montuosa orientale non supera i 600m. In America centrale e Messico a ovest le cime sono più elevate mentre a est sono più modeste, tra esse troviamo l’Altopiano del Messico. Il subcontinente sudamericano presenta il bassopiano amazzonico; l’orografia è dominata dal cordigliere delle Ande. Verso est troviamo il massiccio della Guayana e verso sud due altipiani il Mato Grosso e l’altopiano del Brasile. In America meridionale a nord troviamo la depressione del Rio delle Amazzoni e il Gran Chaco e le pampas.

Idrografia

Fiumi dell’America settentrionale: hanno portate regolari; quattro bacini idrografici: bacino artico (corso principale il Mackenzie); bacino atlantico (acque degli Appalachi con corsi brevi ma ricchi d’acqua); bacino del golfo del Messico (sistema fluviale del Missisipi-Missouri che è il terzo al mondo; nel golfo sfocia anche il Rio Grande); bacino pacifico (corsi brevi, fa eccezione il Colorado che ha scavato profonde vallate come il Grand Canyon). Nel Nordamerica troviamo anche i Grandi laghi che costituiscono il più grande bacino lacustre del mondo, sono di origine glaciale e i cinque laghi principali sono Michigan, Superiore, Ontario, Erie e Huron. Nel territorio canadese troviamo il Gran Lago degli schiavi e il Gran Lago degli orsi.
Fiumi dell’America meridionale: il regime dei fiumi è soggetto a variazioni stagionali; tra i fiumi troviamo l’Orinco (bacino idrografico diviso tra Colombia e Venezuela, sfocia nell’Atlantico); Rio delle Amazzoni (secondo al mondo per lunghezza, primo per portata d’acqua e ampiezza del bacino idrografico, nasce dalle Ande); Rio Paranà (nasce in Brasile). Sul versante occidentale i fiumi hanno corso breve e irregolare a carattere torrentizio; il più esteso bacino lacustre nell’America centro-meridionale è il lago Nicaragua e il lago Titicaca.
Climi e ambienti: grande varietà di climi e ambienti naturali.
America settentrionale: il clima polare della Groenlandia e delle isole canadesi si mitiga con quello subpolare e con quello boreale freddo. L’estremo nord caratterizzato dalla tundra, in Alaska e nelle regioni centro-settentrionali del Canada c’è la taiga; a sud si entra nella zona temperata. Negli Stati Uniti orientali le foreste sono state abbattute per il legname mentre nella parte occidentale sono diffuse le foreste di conifere. Le pianure e le praterie degli Stati Uniti e del Canada oggi sono caratterizzate da culture di frumento. Tra i mammiferi troviamo gli orsi (polare e grizzly); tra gli erbivori troviamo la renna, il bisonte, l’alce, il cervo. Tipicamente americani sono il bue muschiato, il puma, il coyote e l’opossum.
America centrale: clima continentale; sulle coste le precipitazioni sono abbondanti e favoriscono una ricca vegetazione. Le alture presentano fasce climatiche differenti in relazione all’altitudine: terre calde fino ai 600m; terre fredde tra 600 e 1800m; terre gelate oltre i 4000m. La regione insulare caraibica caratterizzata da un clima tropicale con una vegetazione rigogliosa, le alte temperature favoriscono gli uragani.
America meridionale: varietà di climi e di ambienti naturali. La fascia equatoriale è caratterizzata da un clima piovoso e asciutto con inverni secchi e estati umide; le regioni a sud del Tropico del Capricorno hanno un clima subtropicale/temperato. La vicinanza all’oceano e le correnti marine influenzano il clima; sulle altitudini il clima è di alta montagna. La fascia equatoriale è coperta dalla Foresta Amazzonica (la più estesa foresta pluviale). A sud troviamo la steppa; verso nord troviamo boschi sparsi, praterie e vegetazione desertica. La fauna ha delle specie esclusive come il lama, la vigogna e l’alpaca; felini come il giaguaro; troviamo procioni, serpenti, condor, armadilli e bradipi.
Popolazione: secondo continente al mondo per estensione; popolazione distribuita in modo disomogeneo e la densità è molto bassa ma variabile. L’America è caratterizzata dai nativi americani che fino a pochi anni fa erano relegati in riserve mentre oggi vivono nelle zone orientali delle Montagne Rocciose, nelle Grande Pianure o lungo il S. Lorenzo. Gli europei imposero lingua, religione, usi e costumi dividendo il territorio in due aree culturali (inglese negli stati uniti e francese nel canada). Alla cultura dominante si contrapponeva quella africana portata dagli schiavi neri. La popolazione dell’America latina è sottoposta a due flussi culturali: quello portoghese e quello spagnolo. Troviamo anche gli indios dei quali oggi rimangono poche comunità (Brasile e Venezuela).
Economia: detiene una lunga serie di primati mondiali e da decenni condiziona l’economia mondiale. A supportare l’economia sono le risorse del sottosuolo come i giacimenti di carbone e uranio (Alaska, Texas e nord Canada); troviamo anche il ferro, oro, rame, zinco e nichel. In America latina la modernizzazione dell’economia è recente e ancora oggi in corso. La terra è ancora in mano a pochi grandi produttori che detengono la metà degli spazi dedicati all’agricoltura. L’America latina è ricca di risorse come petrolio (Messico,Venezuela e Brasile), ferro, rame, piombo, zinco(Perù,Cile); il loro sfruttamento e gli interessi economici sono fonte di conflitti.

America anglosassone

E’ costituita dal Canada e dagli Stati Uniti, la popolazione conta 350 milioni di abitanti ed è il terzo paese più popoloso al mondo. La maggior parte della popolazione è di origini europee; scarso incremento demografico. La lingua ufficiale e dominante è l’inglese ma in Canada è ufficiale anche il francese. Nell’America anglosassone quattro persone su cinque vivono nelle città mentre ampie zone del subcontinente sono quasi spopolate. Le grandi città della costa orientale (Boston, NY, Filadelfia, Baltimora, Washington) sono i fulcri della megalopoli atlantica; ChiPitts è un’altra megalopoli estesa fra Montreal, Ottawa, Toronto e Milwaukee; un’altra megalopoli è denominata SanSan constituita da S.Diego, LA e S.Francisco. In Canada rimane irrisolto il problema del rapporto tra la minoranza francofona e quella anglofona. Razzismo e disparità sociali sono presenti negli Stati Uniti, afroamericani e ispanici costretti a vivere nei ghetti. Per decenni ha prevalso la politica del melting pot che poneva come modello dominante la popolazione bianca di origine anglosassone e di religione protestante. Recentemente si è diffuso il modello anglosassone del salad bowl che dovrebbe garantire maggiore rispetto delle differenze proponendo il modello del confronto e dell’integrazione. Con l’elezione di Obama alla presidenza degli Stati Uniti è caduto il mito del potere bianco anglosassone.
Gli Stati Uniti hanno creato un modello economico che si è imposto nel mondo intero; hanno saputo sviluppare le varie regioni diversificando le attività. L’agricoltura può contare su tecniche avanzate e metodi moderni. La terra coltivabile è distribuita tra grandi e moderne aziende meccanizzate e specializzate in una o più colture. Le colture sono distribuite nel territorio in ampie fasce specializzate; fra le coltivazioni spiccano quella del mais e frumento; quelle tradizionali sono il tabacco e il cotone. Fiorente è l’allevamento, soprattutto l’allevamento dei bovini da latte che favorisce l’industria lattiero-casearia. Le foreste permettono la produzione di legname mentre sulle coste e nei fiumi si pratica la pesca. Le risorse minerarie sono diversificate e abbondanti (Alaska, Montagne Rocciose e Appalachi). Il Nordamerica fornisce il 25% del carbone e il 30% del gas naturale modiale. Il settore industriale è particolarmente sviluppato nel comparto alimentare, tessile, dell’abbigliamento, metallurgico, meccanico e elettrico. Le produzioni si autoveicoli, fibre tessili, carta, gomma sintetica, alluminio e piombo rappresentano il 25% del totale mondiale. Le industrie petrolchimiche forniscono la metà dei prodotti mondiali ma gli Usa petrolio grezzo da Messico e Venezuela. Il settore terziario del Nordamerica è all’avanguardia; sono stati effettuati nuovi investimenti nei comparti di alta tecnologia e questo ha favorito la supremazia degli Stati Uniti nelle telecomunicazioni, informatica e nelle biotecnologie. Gli Usa destinano il 3% del PIL alla ricerca. L’economia è favorita dall’enorme sviluppo delle comunicazione; ha il primato della più estesa rete ferroviaria del mondo, i trasporti via acqua sono stati ala base del popolazione dell’area. E’ la patria delle telecomunicazioni . Il Canada è al primo posto al mondo per l’elevata percentuale di utenti di internet in rapporto alla popolazione residenti. Caratteristiche dell’economia statunitense sono la libertà dell’iniziativa privata e il libero mercato. Ma in realtà lo stato controlla le attività bancarie, limita il monopolio e sostiene i settori economici in crisi. Gli Stati Uniti hanno il controllo dei mercati e dell’assetto politico mondiale e delle principali organizzazioni sovranazionali.
In seguito alla colonizzazione è nato il mito del self made man che fa oggi della società nordamerica il modello insuperato della libertà e dell’individualismo. L’uomo che dal nulla emerge e diventa un ricco imprenditore o uno scienziato geniale e questo rende l’America il sogno dalle infinite possibilità.

America latina

La popolazione è distribuita in modo disomogeneo; larghi spazi rimangono quasi disabitati, la popolazione è concentrata sulle coste atlantiche e caraibiche. L’America centrale ospita 1/3 della popolazione latino-americana. Il popolamento è cresciuto tra il 19 e 20 secolo per l’afflusso di emigranti dall’Europa. Nella parte centrale sono presenti vari piccoli stati (Guatemala, Honduras, Nicaragua, Costa Rica); l’America meridionale conta 13 stati indipendenti ( Colombia, Venezuela, Ecuador, Perù, Cile, Bolivia, Argentina).
L’economia risente della situazione politica e resta caratterizzata dalla dipendenza dai paesi più sviluppati. In alcuni stati si sono affermati governi democratici che hanno avviato un processo di pacificazione nazionale tra le forze governative e la guerriglia, in altri permane il potere dei militari. A Cuba si sono via via ridotti gli aiuti dell’Unione Sovietica fino a cessare. In Colombia i guerriglieri hanno occupato parte del paese scontrandosi con le forze governative e gruppi paramilitari dell’estrema destra. In Cile dal 2006 l’economia si è sviluppata. In Venezuela il governo prima aderì all’embargo verso Cuba poi firmò un accordo di cooperazione con Cuba e Bolivia.
La ripresa economica degli anni ‘60 si rivelò un fallimento in quanto comportò numerosi debiti. L’apertura ai mercati ha determinato conseguenze che permangono ancora oggi: debiti con l’estero, alto tasso di inflazione e crisi finanziarie, instabilità politica, commercio caratterizzato dall’esportazione di pochi prodotti di base, importazione di prodotti industriali dall’estero, commercio di droga, basso livello di reddito medio pro capite e disparità sociali, piccole proprietà agricole, insufficienza di infrastrutture e servizi pubblici.
Per alcuni paesi sudamericani la produzione e il traffico di droga costituiscono una fonte di reddito sicura e cospicua; la coltura della cocaina è tradizionale in Colombia, Perù e Bolivia.
Il Brasile è il più vasto paese dell’America latina, rappresenta quasi la metà della superficie totale del subcontinente. Tra le sue caratteristiche distintive troviamo la lingua (portoghese) e la componente etnica. Il livello di natalità è molto alto; quasi l’87% degli abitanti vive nelle grandi città della costa atlantica dove convivono quartieri ricchi, poveri e periferie degradate (favelas). L’elezione di Luiz Inacio favorì la giustizia sociale e riscosse ampi successi ma ci furono numerose proteste da parte degli strati più poveri. L’economia brasiliana è in continua e rapida crescita grazie alle risorse naturali di cui dispone ( BRICS maggiori paesi emergenti). L’agricoltura detiene diversi primati come la produzione di caffè e canna da zucchero ma il 40% dei terreni agricoli è in mano a l’1% dei produttori; ricco i risorse minerarie ( ferro, stagno e bauxite); in sviluppo le telecomunicazioni e la tecnologia; è una delle principali potenze industriali al mondo, la maggior parte delle attività dipende dalle esportazioni e dagli investimenti esteri.
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