Concetti Chiave
- Il Cile è uno Stato lungo oltre 4300 km, con una larghezza che varia da 40 a 410 km, affacciato a ovest sul Pacifico e circondato da Perù, Bolivia e Argentina.
- La geografia cilena è caratterizzata dalla Cordigliera Centrale, la Depressione Centrale e la Cordigliera della Costa, con un clima variegato e una significativa attività sismica nella regione andina.
- La storia del Cile include la scoperta da parte di Magellano nel 1520, la conquista spagnola, l'indipendenza proclamata nel 1810 e l'instaurazione di una dittatura sotto Pinochet fino al 1988.
- La popolazione cilena è composta per il 65% da meticci, il 30% da discendenti di immigrati europei e il 5% da indigeni, con oltre l'80% degli abitanti che vive nella Grande Valle Centrale.
- L'economia cilena si basa su risorse minerarie come rame e nitrati, un settore agricolo in crescita e un avanzato settore manifatturiero, con industrie alimentari e tessili predominanti.
Geografia del Cile
In questo appunto viene descritto il Cile che è uno Stato dell’America Meridionale, confinante a nord con il Perù, a nord-est con la Bolivia, a est con l’ Argentina; a ovest si affaccia sul Pacifico. Si allunga da nord a sud per oltre 4300 km, mentre la larghezza da est a ovest oscilla da un minimo di 40 km a un massimo di 410 km.
All’interno del sistema andino si distinguono da est a ovest: la Cordigliera Centrale, che nella sezione settentrionale si presenta come un bastione, con passi oltre i 4000 m. di altitudine e apparati vulcanici di oltre 6000 m., mentre nella Patagonia cilena, si fraziona in brevi catene che originano vicino alla costa frastagliate penisole e isole; la Depressione Centrale, con altopiani aridi (deserto di Atacama) a nord e la lunga Grande Valle Centrale a sud, è la regione più popolata e coltivata del Cile; la Cordigliera della Costa, catena secondaria lungo il Pacifico interrotta da numerose valli. Il clima influenzato dai rilievi, dal mare e dal regime dei venti presenta situazioni differenziate; le temperature diminuiscono procedendo da nord a sud e dalla costa ai rilievi. Le caratteristiche vulcaniche fanno della regione andina una zona di intensa attività sismica.
Storia del Cile
Scoperto da Magellano nel 1520, conquistato dagli spagnoli (1535-53 contro gli Inca, in seguito contro gli Araucani). L’idea nazionale cilena si formò solo verso la fine del XVIII secolo, grazie all’indipendenza degli Stati Uniti (1776), alla penetrazione delle idee innovatrici della Rivoluzione francese e anche ad abili interventi politici ed economici da parte degli Inglesi. Il Cile fu proclamato repubblica indipendente nel 1810. Solo nel 1818, grazie ad una vittoria sugli Spagnoli il Cile poté finalmente dichiararsi indipendente. Il Cile più volte in conflitto nel secolo XIX con il Perù e la Bolivia, cui strappò l’Atacama (guerra del Pacifico 1879-93). Il paese godette di una relativa stabilità politica fin verso la metà del ‘900 quando un esperimento riformatore avviato alla vigilia della II guerra mondiale dal cristiano democratico Eduardo Frei fu interrotto da pressioni militari. Sorte analoga ha subito il governo di Unità Popolare, presieduto da Salvatore Allende: eletto nel 1970, questi sperimentò la via cilena al socialismo, avviò la riforma agraria e la nazionalizzazione delle risorse minerarie controllate da capitali nordamericani, ma venne ucciso durante il golpe del generale Augusto Pinochet (1973), che instaurò una durissima dittatura. Liquidato il regime Pinochet con un referendum nel 1988 poco più di un anno prima della scadenza del suo mandato. Nel 1993 venne eletto presidente della repubblica Patricio Aylwin Azòcar, al quale succedette nel 1993 Eduard Frei-ruiz Tagle, figlio dell’omonimo ex presidente.
Demografia cilena
La popolazione indigena (Fuegini della terra del fuoco) tocca appena il 5%; il 65% della popolazione è costituito da meticci e il 30% dai discendenti degli immigrati europei; la densità varia da regione a regione: oltre l’80% della popolazione abita la grande Valle Centrale; nel Cile settentrionale la densità è molto bassa e la popolazione si addensa solo nelle regioni minerarie; nel Cile meridionale vi sono vastissime regioni quasi spopolate. Alta è la percentuale della popolazione urbana: il 60% degli abitanti vive in città e il 25% nella sola capitale. La lingua ufficiale è lo spagnolo, la religione più diffusa è quella cattolica.

Economia cilena
L’ economia del Cile è influenzata dalla divisione del Paese in tre zone nettamente diverse per condizioni ambientali e climatiche: quella settentrionale, arida e irrilevante per l’ agricoltura, ma ricchissima di minerali; quella centrale, irrigabile per vaste superfici, dove sono possibili varie colture e l’allevamento del bestiame; quella meridionale, umida e relativamente fredda, ricca di pascoli e di foreste.
La produzione agricola, insufficiente al fabbisogno, si basa sul grano, su altre colture cerealicole, sulle viti (il vino cileno è tra i migliori dell’America) e sullo sfruttamento delle foreste; importanti l’ allevamento e la pesca.
Il Cile fra i paesi dell’America meridionale, è uno di quelli che ha raggiunto un più elevato livello industriale, sia nel settore estrattivo, sia in quello manifatturiero. Importantissime e ricchissime sono le risorse minerarie: giacimenti di rame a ridosso delle Ande, nel Nord e nel centro del Paese (40% delle riserve mondiali); vastissimi banchi di nitrati di sodio nel deserto di Atacama; giacimenti di ferro, carbone, lignite, oro, argento, manganese, zolfo, molibdeno, mercurio, uranio e giacimenti petroliferi nella terra del fuoco.
Il settore manifatturiero del Cile è uno dei più progrediti dell’America Latina, favorita dalle abbondanti risorse minerarie e da un crescente potenziale idroelettrico e termoelettrico; prevalgono le industrie produttrici di beni di consumo: i settori più importanti sono quello alimentare e tessile. Altre industrie sono quelle conciaria, quella delle calzature, quella chimica e cartaria.
Domande da interrogazione
- Quali sono le caratteristiche geografiche principali del Cile?
- Come si è sviluppata l'idea nazionale cilena?
- Qual è la composizione demografica della popolazione cilena?
- Quali sono le principali risorse economiche del Cile?
- In che modo il clima influisce sull'economia cilena?
Il Cile si estende per oltre 4300 km da nord a sud e presenta una larghezza variabile da 40 km a 410 km. È caratterizzato dalla Cordigliera Centrale, dalla Depressione Centrale e dalla Cordigliera della Costa, con un clima influenzato dai rilievi e dal mare.
L'idea nazionale cilena si è formata verso la fine del XVIII secolo, influenzata dall'indipendenza degli Stati Uniti e dalle idee della Rivoluzione francese, culminando nella proclamazione della repubblica indipendente nel 1810 e nella definitiva indipendenza nel 1818.
La popolazione cilena è composta per il 5% da indigeni, per il 65% da meticci e per il 30% da discendenti di immigrati europei, con oltre l'80% che vive nella Grande Valle Centrale e una significativa urbanizzazione, con il 60% della popolazione residente in città.
L'economia cilena è caratterizzata da risorse minerarie significative, come il rame (40% delle riserve mondiali), nitrati e altri minerali, oltre a un settore agricolo che include grano, viti e allevamento, e un settore manifatturiero avanzato.
Il clima del Cile, che varia da arido a umido, influisce sulla divisione economica del paese: la zona settentrionale è ricca di minerali, la centrale è irrigabile per l'agricoltura, mentre la meridionale è caratterizzata da pascoli e foreste, contribuendo a diverse attività economiche.