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La Terra


La crosta terreste è divisa in ‘pezzi’ detti zolle che si muovono secondo la teoria di Riciard Wegner che ha osservato la forma dei continenti e ha capito che si possono intersecare (teoria della deriva dei continenti nata dal ritrovamento di resti fossili) perché inizialmente facevano parte di un unico continente dalle condizioni climatiche estreme: la Pangea, circondato da un unico mare, il Pantalassa. In seguito si è staccato in due continenti con al centro il mare Tetide, fino a raggiungere la posizione attuale. Le zolle si possono muovere sul mantello grazie ai moti convertivi: dal mantello sale il magma che pio riscende. Questi moti sono originati dal calore che rendono il magma più leggero. Così fuoriesce dalle spaccature della crosta terrestre: i vulcani. Questi sono formati dalla camera magmatica, dal camino e dal cratere- la lava esce e si raffredda, formando le rocce che possono essere di vari tipi:
• igne: lava fredda
• sedimentarie: accumulo di detriti
• metamorfiche: si trasformano a contatto con alte temperature o pressioni
Così, la Terra cresce continuamente. Infatti i vulcani sono il punto di creazione di nuova terra. C’è anche un punto di distruzione: la fossa di subduzione. Questa si crea con l’incontro tra il fondale marino e la crosta terrestre. Quando, invece, si ha l’incontro tra basalto e basalto, si ha l’orogenesi, che crea l’innalzamento di catene montuose. Ci sono diversi tipi di vulcano: a scudo (con bassa pendenza e a lava basaltica), a cono (come il Vesuvio). Ci sono anche diversi tipi di eruzioni: efusiva (la lava scivola sui lati del vulcano), islandese (la lava esce dalle fessure del vulcano creando altipiani), esplosive (sul cratere si forma un tappo di magma solido che scoppia con la pressione dei gas).
Un’altra conseguenza del movimento delle placche sono i terremoti, cioè esplosioni di energia cinetica. Il punto interno alla terra in cui si sviluppa in terremoto si chiama incentro; quello esterno dove lo si avverte con maggiore intensità è l’epicentro. Le scosse sismiche possono essere sussultorie, se verticali, ondulatorie, se orizzontali. Per misurare l’intensità di un terremoto si usa la scala Rither, per misurare la distruttività la scala Marcalli.
Le zone a maggiore rischio sismico e vulcanico sono, in Europa, la regione mediterranea e la dorsale medio - atlantica. Il vulcano maggiormente attivo è l’Etna. Nei pressi dei vulcani ci sono eruzioni secondarie: fumarole, solfate, zolfate, soffioni boraciferi, geyser, terme. I maggiori terremoti avvengono in Turchia, Grecia e Italia.
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