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I due problemi fondamentali dello spinozismo

I critici hanno rivolto due domande:
1) Che cos’è, in definitiva, la sostanza di Spinoza?
Per il filosofo, la sostanza è la natura. Il Dio-natura di Spinoza, è in ultima analisi, l’ordine geometrico dell’universo. Lo spinozismo può essere considerato una traduzione metafisica del modo galileiano di considerare la natura. Per il filosofo, la natura non è più l’anima o l’energia intrinseca della materia, bensì il sistema o l’ordine strutturale delle relazioni tra le cose.
2) Che rapporti esistono precisamente tra la sostanza e i suoi modi?
Per lui Dio è la natura. Esclude la dottrina della creazione perché:
a) A causa della rappresentazione antropomorfica della divinità
b) Il concetto biblico di creazione implica quello del nulla, che è impensabile

c) Conclude che la causalità di Dio produce un effetto dal nulla, cioè un effetto del tutto estraneo alla propria natura, anziché ammettere che Dio è anche corporeo.
Spinoza esclude anche la dottrina dell’emanazione.
Per lui la sostanza è un ordine cosmico dal quale scaturiscono in modo necessario tutte le cose. L’ordine geometrico è la sostanza stessa delle cose. Di conseguenza, nell’universo Spinoziano, non c’è nulla di accidentale, poiché in esso ciò che è possibile si realizza necessariamente.

Critica al finalismo e al Dio biblico

L’antifinalismo spinoziano è un portato della rivoluzione scientifica. Spinoza in questo campo va oltre gli esiti stessi della scienza moderna. Galileo infatti non aveva escluso le cause finali, si limitava a sostenere che noi non possiamo conoscerle. Spinoza invece afferma risolutamente che le cause finali non esistono, né in natura, né in Dio. Secondo il filosofo, ammettere l’esistenza di cause finali, è un pregiudizio dovuto alla costituzione dell’intelletto umano. Gli uomini ritengono tutti di agire in vista di un fine, cioè di un vantaggio o un bene che desiderano conseguire. Nasce così il pregiudizio che il dio produca e governi le cose per l’uso degli uomini, per legarli a sé e per essere onorato da loro. Spinoza quindi considera il sapere matematico, o meglio, la matematica, la soluzione al finalismo.
Il limite maggiore del finalismo, filosoficamente parlando, è di considerare come causa ciò che in natura è effetto e viceversa. L’errore del finalismo consiste nel non rendersi conto ad esempio, che non è l’ambiente a conformarsi ai viventi, ma sono i viventi che si conformano all’ ambiente. Inoltre il finalismo rende imperfetto ciò che è perfetto. Perfetto è l’effetto che è prodotto immediatamente da Dio, imperfetto quello che per essere prodotto ha bisogno di cause intermedie. Infine la dottrina delle cause finali, non solo elimina la perfezione del mondo, ma toglie anche la perfezione di Dio. La concezione finalistica quindi è solo un prodotto dell’ignoranza e dell’immaginazione. Per Spinoza, anche la visione biblica di Dio, considerato come una specie di super uomo, è soltanto il prodotto dell’immaginazione superstiziosa degli uomini. Spinoza quindi sostituisce questa ideologia con il tutto cosmico.

Parallelismo tra pensiero ed estensione

Come si spiega la connessione tra pensiero ed estensione, cioè tra mente e corpo?
Pensiero = ordine delle idee
Estensione = ordine delle cose
È una corrispondenza biunivoca, una cosa vale l’altra.
Il corpo è solo l’aspetto esteriore della mente ↔ la mente è l’aspetto interiore del corpo
Questo parallelismo psico-fisico costituisce un nuovo modo filosofico di rappresentare i rapporti tra corpo e psiche. Ciò che garantisce la correlazione necessaria tra mente e corpo è l’ordine unitario dell’essere. E quest’ordine è appunto la sostanza, struttura unitaria e matematica del cosmo.

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