Il pensiero di Arthur Schopenhauer

Schopenhauer nasce a Danzica da una scrittrice e un banchiere. La sua filosofia viene influenzata dalle teorie di Platone sul mondo delle idee e dalle forme a-priori di Kant perciò si pone come punto d'incontro tra illuminismo e romanticismo. Rifiuta l'idealismo ma si lascia influenzare dalla filosofia orientale derivata dalla madre. La sua opera più importante è "Il mondo come volontà e rappresentazione".
Schopenhauer riprende i termini della realtà fenomenica di Kant associandoli al sogno, un'illusione che egli definisce, mediante un termine orientale, Velo di Maya. Questo velo deve essere distrutto per rappresentare la realtà noumenica. La realtà fenomenica è quindi una rappresentazione dell'oggetto e si distacca dunque dalla visione materialistica e idealista. Questa rappresentazione è determinata da tre forme a-priori: spazio, tempo e casualità. L'ultimo è il più importante perché riprende il concetto di categoria e perciò assume diverse forme: divenire, conoscere, essere e agire.

Per Schopenhauer l'uomo è un animale metafisico perché portato ad interrogarsi sull'essenza della vita. L'uomo infatti non è solo conoscenza ma insieme di corpo, spirito e animo. Questo lo rende anticipatore della psicoanalisi di Freud. L'uomo è determinato dalla volontà di vivere, una volontà inconscia, irrazionale ed istintiva che appartiene a tutta la realtà. Essa si trova in tutti i corpi in modo diverso, non ha spazio, è eterna e si pone su due piani: quello delle idee (modelli su cui l'uomo pone la sua copia), e quello della realtà.

Il pessimismo

L'uomo è un pendolo che oscilla tra noia e sofferenza poiché condizionato da un desiderio inappagato. Questo pessimismo è determinato dalla volontà di vivere e condiziona tutta la sua vita. Anche l'amore rende l'uomo inappagato perché viene definito come un sentimento strumentalizzato dalla volontà di vivere.

Possibilità di liberarsi dal dolore

Dal momento in cui la volontà di vivere è eterna allora Shopenhauer non accetta il suicidio. La soluzione che può portare l'uomo a liberarsi dal dolore è vista in tre strade: arte, etica della compassione e ascesi.
L'arte, come anche la musica, rappresenta la purificazione poiché non è legata ai criteri di spazio, tempo e casualità. Dunque può liberare l'uomo dalla sofferenza.
L'etica della pietà catapulta l'uomo in un mondo determinato da un comportamento morale che lo allontana dall'individualismo. Perciò non si parla di morale ma di compassione, condivisione della sofferenza dell'altro.

L'ascesi è il momento più importante, qui l'uomo si allontana dalla realtà per rinchiudersi in una vita contemplativa abbandonando tutte le sofferenze.

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