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Concetti Chiave

  • Schelling propone l'assoluto come un'unità indifferenziata di natura e spirito, differente dalla concezione fichtiana che parte solo dallo spirito.
  • La polemica di Schelling contro Fichte evidenzia come quest'ultimo abbia ridotto la natura a un semplice strumento dell'io, privo di autonomia.
  • L'attività dell'io secondo Schelling è un processo creativo che integra sia l'aspetto conscio che quello inconscio, influenzando la natura e la realtà.
  • L'io inconscio produce la natura come limite, mentre l'io conscio supera tale limite attraverso l'idealizzazione e l'intuizione intellettuale.
  • Schelling utilizza il paradigma fichtiano per dimostrare che l'io non è solo attività creatrice, ma anche consapevole della propria produzione della realtà.

Indice

  1. Che cos'è l'assoluto secondo Schelling?
  2. La polemica contro Fichte
  3. L'attività dell'io

Che cos'è l'assoluto secondo Schelling?

Schelling parte diversamente da Fichte dall’idea di totalità, di assoluto, nel senso che sostiene la concezione secondo cui l’assoluto è unità indifferenziata di natura e spirito, non parte dallo spirito come Fichte. L’assoluto è unità indifferenziata, è totalità dentro la quale vi è il soggetto e il non-soggetto (l’oggetto), l’io e il non-io, spirito e natura. A questo punto si possono elaborare due percorsi: uno che dalla natura giunge allo spirito, la filosofia della natura e dallo spirito alla natura, l’idealismo trascendentale.

La polemica contro Fichte

La considerazione di Schelling nasce da una forte polemica contro Fichte che aveva elaborato un sistema filosofico in cui la natura era privata di autonomia. La natura era il non-io, schiacciata, quasi un’appendice dell’io che non appena l’io la riconosceva non esisteva più. Aveva un’esistenza strumentale, senza una sua autonoma funzione ma uno strumento di cui l’io si serviva per essere attivo.

L'attività dell'io

Schelling mostra come dallo spirito, dal soggetto si giunga alla realtà, la natura, l’oggetto. Riprende il paradigma fichtiano secondo il quale l’io è attività creatrice che nel porre sé stessa pone la realtà. La natura è produzione del soggetto di cui il soggetto non è però consapevole fino a che non supera l’opposizione. L’io è quindi attività conscia, ideale e inconscia, reale: nella sua attività inconscia produce la natura come suo limite mentre nella sua attività conscia supera il limite. L’attività inconscia dell’io che pone il reale è un’attività che pone il limite mentre quella ideale/conscia idealizza il limite e l’unità è colta solo attraverso un’intuizione intellettuale, vale a dire attraverso quella forma di attività, a un tempo conscia e inconscia che imita la creazione naturale e cioè la creazione artistica.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la concezione di assoluto secondo Schelling?
  2. Schelling definisce l'assoluto come un'unità indifferenziata di natura e spirito, contrariamente a Fichte, che partiva dallo spirito. L'assoluto comprende sia il soggetto che il non-soggetto, l'io e il non-io, e permette di sviluppare due percorsi filosofici: dalla natura allo spirito e viceversa.

  3. Qual è la critica principale di Schelling nei confronti del sistema di Fichte?
  4. Schelling critica Fichte per aver privato la natura della sua autonomia, considerandola solo come un'appendice dell'io. Secondo Fichte, la natura esisteva solo in funzione dell'io, senza una propria esistenza autonoma, mentre Schelling sostiene che la natura ha un ruolo fondamentale e indipendente.

  5. Come si articola l'attività dell'io secondo Schelling?
  6. Schelling descrive l'io come un'attività creatrice che produce la realtà, ovvero la natura. L'io opera sia in modo conscio che inconscio: l'attività inconscia crea la natura come limite, mentre l'attività conscia supera questo limite. L'unità tra spirito e natura si realizza attraverso un'intuizione intellettuale che riflette la creazione artistica.

Domande e risposte

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