Concetti Chiave
- Schelling inizia la sua carriera a 16 anni nel seminario di Tubinga, dove stringe amicizia con Hegel e ascolta Fichte a Jena.
- Dopo la rottura con Hegel, Schelling vive isolato mentre Hegel diventa il filosofo predominante in Europa, ma nel 1841 succede a Hegel a Berlino.
- La concezione di Schelling sull'origine del cosmo è quella di un organismo finalistico immanentistico, in cui la natura ha una finalità intrinseca.
- Schelling considera l'arte come il miglior strumento per comprendere l'universo, vedendo gli artisti come profeti capaci di esprimere l'infinito.
- Critica l'idea di "genio" di Kant, sostenendo che l'ispirazione artistica è inconsapevole e che l'arte ha molteplici significati, alcuni ignoti anche all'artista.
Indice
Inizio della carriera di Schelling
A soli 16 anni entrò nel seminario teologico di Tubinga e in questa città strinse amicizia con Hegel. Per un certo periodo rimase a Jena, dove ascoltò le lezioni di Fichte. Si recò pure a Monaco dove diventò segretario dell’Accademia di Belle Arti e in seguito segretario della classe filosofica dell’Accademia delle Scienze.
Rottura con Hegel
Nel frattempo, si spezzò l’amicizia con Hegel poiché quest’ultimo pubblicò la prefazione "Fenomenologia dello spirito"(1807) nella quale criticò la filosofia di Schelling; lo sminuì. Schelling assistette amareggiato al trionfo di Hegel e ciò segnò anche il declino della sua fortuna. Dunque, egli visse isolato e pressoché misconosciuto. Hegel diventò IL filosofo, in Europa si parlava solo della SUA fiosofia. Più avanti, nel 1841, Schelling fu chiamato a succedere a Hegel nella cattedra di Berlino e capitanò la reazione contro l’hegelismo che si andava profilando in Germania.
Interessi filosofici di Schelling
Gli interessi dominanti di Schelling sono rivolti inizialmente alla natura e all’arte e in seguito al problema metafisico-religioso.
Secondo il filosofo: la natura ha una sua dignità e non può perciò essere stata creata dall’Io. L’Io e la natura sono quantomeno di ari valore.
Che origine ha il cosmo?
Due ipotesi:
- cristianesimo di stampo religioso a Shelling però non convince in quanto bisogna dare valore alla natura - cristianesimo di Democrito non lo convince nemmeno questo
Il cristianesimo è un organismo finalistico trascendente.
Teoria cosmologica di Schelling
Schelling esprime una sua teoria riguardo l’origine del cosmo: organismo finalistico immanentistico. Con il termine ORGANISMO è sottolineata l’importanza di ogni parte all’interno del tutto; l’espressione FINALISTICO IMMANENTISTICO sta a significare che la Natura, oltre al meccanicismo delle sue forze, ha una finalità superiore che però non viene da un’entità esterna, bensì dalla Natura stessa. Nel 1800 scrisse "Sistema dell’idealismo trascendentale"(filosofia trascendentale) diretta a mostrare come lo spirito si risolva nella Natura).
La sua concezione è molto simile a quella di Giordano Bruno; anche Schelling era un panteista. Secondo lui, l’universo “non è nato”,bensì è eterno. Ci racconta la storia di questo grande organismo: all’inizio l’universo era come un neonato che ha zero consapevolezza di sé stesso (stiamo parlando di quando non vi erano ancora forme animali, ma solo asteroidi, pianeti…). Poi, su un pianeta nacque una forma di intelligenza che si esprime nella mente dell’uomo, dunque questo organismo inizia ad avere consapevolezza di sé. Lo scopo della storia è arrivare alla pace perpetua, proprio come sosteneva anche Kant. Il ruolo di noi essere umani è quello di arricchire questo organismo e contribuire ad arrivare alla pace perpetua. La storia è una sintesi di libertà e necessità (noi siamo liberi e allo stesso tempo non lo siamo). Essa non può finire come vogliamo noi, ma siamo liberi di arrivare alla fine della storia a modo nostro. Dunque, Schelling concilia libero arbitrio e serbo arbitrio.
Concezione dell'arte di Schelling
Egli è anche celebre per le sue idee riguardanti l’arte. Mai nessuno, prima e dopo di lui, ha mai trattato con così tanto rispetto gli artisti. Egli guarda infatti con molto interesse la filosofia espressa nella "Critica del giudizio di Kant". Gli artisti sono la mente dei filosofi, l'artista è come un profeta. L'arte ha la capacità di penetrare nei misteri dell'universo e l'artista è in grado di concentrare in un oggetto finito l'infinito. L'arte è lo strumento conoscitivo gnoseologico più adatto, perché è quella espressione dell'uomo in cui il soggetto (lo spirito) e l'oggetto (la Natura) sono fusi. L'arte è una fusione tra momento conscio e momento inconscio.
Secondo il filosofo, Kant ha torto sull'idea di "genio": il "genio" non è puro. Ti arriva l'ispirazione, ma non sai né perché, né quando ti arriva. L'arte, poiché rappresenta l'infinito, ha infinite interpretazioni.
l'Assoluto è illimitato, per cui in un'opera non si può trovare un solo significato e inoltre, alcuni significati sono inconsapevoli anche all'artista perché inconsapevolmente la sua mano è stata guidata dall'Assoluto. L'artista è il tramite per comprendere l'Assoluto; il filosofo usa la razionalità, ma questa ad un certo punto si blocca ed ecco che entra in gioco l'artista, il quale diventa qualcuno degno di stima culturale proprio grazie a Schelling. L'arte consente di cogliere l'identità di spirito e natura, cioè l'Assoluto. La concezione di "arte" è cambiata col tempo, dato che inizia a crearsi, nel '900, una società di massa (si passa da un'arte per pochissimi ad un'arte per le massi popolari).
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'inizio della carriera di Schelling?
- Qual è stata la causa della rottura tra Schelling e Hegel?
- Quali sono gli interessi filosofici principali di Schelling?
- Come definisce Schelling l'origine del cosmo?
- Qual è la concezione di Schelling riguardo all'arte?
Schelling iniziò la sua carriera a soli 16 anni, entrando nel seminario teologico di Tubinga, dove strinse amicizia con Hegel e ascoltò le lezioni di Fichte a Jena, prima di diventare segretario dell'Accademia di Belle Arti a Monaco e della classe filosofica dell'Accademia delle Scienze.
La rottura tra Schelling e Hegel avvenne quando Hegel pubblicò la prefazione della "Fenomenologia dello spirito" nel 1807, criticando e sminuendo la filosofia di Schelling, il quale visse poi in isolamento mentre Hegel divenne il filosofo di riferimento in Europa.
Gli interessi di Schelling si concentrano inizialmente sulla natura e sull'arte, per poi spostarsi verso il problema metafisico-religioso, sostenendo che la natura ha una dignità intrinseca e non può essere considerata creata dall'Io.
Schelling propone una teoria cosmologica in cui il cosmo è visto come un organismo finalistico immanentistico, dove la Natura ha una finalità superiore che proviene da essa stessa, piuttosto che da un'entità esterna.
Schelling considera l'arte come uno strumento conoscitivo fondamentale, in grado di rivelare i misteri dell'universo, e vede l'artista come un profeta che, attraverso la fusione di spirito e natura, permette di cogliere l'Assoluto, contrariamente all'idea di "genio" di Kant.