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Biografia e pensiero di Schelling


A soli 16 anni entrò nel seminario teologico di Tubinga e in questa città strinse amicizia con Hegel. Per un certo periodo rimase a Jena, dove ascoltò le lezioni di Fichte. Si recò pure a Monaco dove diventò segretario dell’Accademia di Belle Arti e in seguito segretario della classe filosofica dell’Accademia delle Scienze. Nel frattempo, si spezzò l’amicizia con Hegel poiché quest’ultimo pubblicò la prefazione "Fenomenologia dello spirito"(1807) nella quale criticò la filosofia di Schelling; lo sminuì. Schelling assistette amareggiato al trionfo di Hegel e ciò segnò anche il declino della sua fortuna. Dunque, egli visse isolato e pressoché misconosciuto. Hegel diventò IL filosofo, in Europa si parlava solo della SUA fiosofia. Più avanti, nel 1841, Schelling fu chiamato a succedere a Hegel nella cattedra di Berlino e capitanò la reazione contro l’hegelismo che si andava profilando in Germania.
Gli interessi dominanti di Schelling sono rivolti inizialmente alla natura e all’arte e in seguito al problema metafisico-religioso.
Secondo il filosofo: la natura ha una sua dignità e non può perciò essere stata creata dall’Io. L’Io e la natura sono quantomeno di ari valore.
Che origine ha il cosmo?
Due ipotesi:
- cristianesimo di stampo religioso a Shelling però non convince in quanto bisogna dare valore alla natura - cristianesimo di Democrito non lo convince nemmeno questo
Il cristianesimo è un organismo finalistico trascendente.
Schelling esprime una sua teoria riguardo l’origine del cosmo: organismo finalistico immanentistico. Con il termine ORGANISMO è sottolineata l’importanza di ogni parte all’interno del tutto; l’espressione FINALISTICO IMMANENTISTICO sta a significare che la Natura, oltre al meccanicismo delle sue forze, ha una finalità superiore che però non viene da un’entità esterna, bensì dalla Natura stessa. Nel 1800 scrisse "Sistema dell’idealismo trascendentale"(filosofia trascendentale) diretta a mostrare come lo spirito si risolva nella Natura).
La sua concezione è molto simile a quella di Giordano Bruno; anche Schelling era un panteista. Secondo lui, l’universo “non è nato”,bensì è eterno. Ci racconta la storia di questo grande organismo: all’inizio l’universo era come un neonato che ha zero consapevolezza di sé stesso (stiamo parlando di quando non vi erano ancora forme animali, ma solo asteroidi, pianeti…). Poi, su un pianeta nacque una forma di intelligenza che si esprime nella mente dell’uomo, dunque questo organismo inizia ad avere consapevolezza di sé. Lo scopo della storia è arrivare alla pace perpetua, proprio come sosteneva anche Kant. Il ruolo di noi essere umani è quello di arricchire questo organismo e contribuire ad arrivare alla pace perpetua. La storia è una sintesi di libertà e necessità (noi siamo liberi e allo stesso tempo non lo siamo). Essa non può finire come vogliamo noi, ma siamo liberi di arrivare alla fine della storia a modo nostro. Dunque, Schelling concilia libero arbitrio e serbo arbitrio.
Egli è anche celebre per le sue idee riguardanti l’arte. Mai nessuno, prima e dopo di lui, ha mai trattato con così tanto rispetto gli artisti. Egli guarda infatti con molto interesse la filosofia espressa nella "Critica del giudizio di Kant". Gli artisti sono la mente dei filosofi, l'artista è come un profeta. L'arte ha la capacità di penetrare nei misteri dell'universo e l'artista è in grado di concentrare in un oggetto finito l'infinito. L'arte è lo strumento conoscitivo gnoseologico più adatto, perché è quella espressione dell'uomo in cui il soggetto (lo spirito) e l'oggetto (la Natura) sono fusi. L'arte è una fusione tra momento conscio e momento inconscio.
Secondo il filosofo, Kant ha torto sull'idea di "genio": il "genio" non è puro. Ti arriva l'ispirazione, ma non sai né perché, né quando ti arriva. L'arte, poiché rappresenta l'infinito, ha infinite interpretazioni.
l'Assoluto è illimitato, per cui in un'opera non si può trovare un solo significato e inoltre, alcuni significati sono inconsapevoli anche all'artista perché inconsapevolmente la sua mano è stata guidata dall'Assoluto. L'artista è il tramite per comprendere l'Assoluto; il filosofo usa la razionalità, ma questa ad un certo punto si blocca ed ecco che entra in gioco l'artista, il quale diventa qualcuno degno di stima culturale proprio grazie a Schelling. L'arte consente di cogliere l'identità di spirito e natura, cioè l'Assoluto. La concezione di "arte" è cambiata col tempo, dato che inizia a crearsi, nel '900, una società di massa (si passa da un'arte per pochissimi ad un'arte per le massi popolari).
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