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Concetti Chiave

  • Il Positivismo, nato in Francia nella seconda metà dell'Ottocento, è una continuazione del pensiero illuministico di Saint-Simon e Comte, influenzato da problemi economici, sociali e scientifici del tempo.
  • La scienza è vista come un'indagine sulla realtà naturale per scoprire leggi e meccanismi, con l'obiettivo di dominarla e trasformarla attraverso la conoscenza e l'osservazione.
  • I positivisti privilegiavano i fatti osservabili come base del sapere scientifico, escludendo intuizioni irrazionali e approcci metafisici, limitandosi alla spiegazione di fenomeni concreti.
  • La sociologia, inventata da Comte, mirava a identificare leggi nei comportamenti umani per eliminare conflitti e promuovere la felicità sociale attraverso un'analisi scientifica della società.
  • Il Positivismo esprimeva un forte ottimismo verso la scienza come strumento per migliorare la vita umana e risolvere problemi sociali, basandosi sull'esperienza e negando il valore di ciò che non è osservabile.

Indice

  1. Origini del Positivismo
  2. Principi fondamentali del Positivismo
  3. Conoscenza e metodo scientifico
  4. Sociologia e felicità sociale
  5. Ottimismo e fiducia nel progresso

Origini del Positivismo

Nella seconda metà dell’Ottocento il fatto nuovo sul piano culturale, filosofico e pedagogico è rappresentato dal Positivismo, un movimento nato in Francia, e diffuso poi in tutta Europa, come diretta prosecuzione del pensiero illuministico di Claude Henri De Saint-Simon (1760-1825) e del suo allievo Auguste Comte (1798-1857). Alla nascita di questo nuovo movimento di pensiero contribuirono la riflessione sui problemi economici e sociali del tempo, le grandi invenzioni e il progresso delle scienze. Comte intendeva adottare anche nel campo delle scienze umane i metodi utilizzati dagli scienziati, per esempio la legge della conservazione della materia, definita dal chimico francese Antoine-Laurent de Lavoisier, la legge della conservazione dell’energia, definita dal fisico tedesco Robert von Mayer, la teoria dell’evoluzione degli esseri viventi studiata dagli zoologi Jean-Baptiste Lamarck e Charles Darwin.

Il movimento prendeva il nome dalla proclamata esigenza di positività e concretezza sperimentale della scienza.

Principi fondamentali del Positivismo

I positivisti intendevano la scienza come indagine sulla realtà naturale, per scoprirne le leggi e i meccanismi di sviluppo e come strumento di progresso. Conoscere le leggi della natura, per prevederne i possibili sviluppi e per dominarla, doveva diventare l’obiettivo primario della scienza; lo scienziato, agli occhi dell’opinione pubblica, era colui che conosceva la realtà naturale e che poteva divenire artefice delle sue trasformazioni. Questo tipo di conoscenza doveva estendersi anche alla società umana, nelle sue svariate articolazioni: anche la società doveva diventare oggetto dell’analisi scientifica. Dunque, il Positivismo intendeva rivolgersi alla realtà concreta basandosi sull’esperienza che derivava dall’osservazione e dalla percezione sensibile. L’unico paradigma, criterio e modello del sapere era la razionalità scientifica.

Conoscenza e metodo scientifico

Su cosa si doveva basare il sapere scientifico? Secondo i positivisti, si doveva basare sui fatti (in questo senso era definito positivo) e non su intuizioni irrazionali e arbitrarie o su idee metafisiche, confuse e difficili da definire. Secondo il pensiero positivista, la conoscenza non parte dal soggetto ma dai fatti esistenti che il soggetto può osservare, scoprire e interpretare scientificamente senza ricorrere a un ente divino né a elementi metafisici. In questa ricerca della verità concreta e della conoscenza 1 pensatori positivisti non intendevano scoprire le cause prime di tutti i fatti che accadevano (in quanto erano considerate inconoscibili): si limitavano all’indagine e alla spiegazione dei fenomeni osservabili e dei rapporti costanti che regolano la molteplicità e la varietà delle cose.

La scienza doveva chiedersi concretamente e positivamente, “come” sono le cose e quali ne siano le leggi di comportamento.

Sociologia e felicità sociale

Nel campo delle scienze umane, per il Positivismo si trattava di ridurre a leggi i comportamenti degli uomini. A questo mirava la scienza della società o sociologia, di cui Comte fu l’inventore. Nel delineare il campo della sociologia, Comte le affidava il compito della realizzazione della felicità in terra in quanto la sociologia, chiarendo le leggi dello sviluppo della società, sarebbe stata in grado di eliminare i conflitti sociali e le guerre fra i popoli.

Il Positivismo si collegava ai principi scientifici e poneva l’esperienza a fondamento di ogni indagine, perciò esprimeva un metodo in grado di dare valore all’esperimento e all’osservazione. L’indagine filosofica doveva tendere ad avvicinarsi alla scienza e a far propri i principi della ricerca scientifica; ma, poiché le scienze sono molteplici e ciascuna di esse si rivolge a un campo particolare, la filosofia avrebbe dovuto costituire l’elemento unificatore e offrire a ciascuna scienza il metodo.

Ottimismo e fiducia nel progresso

Il Positivismo si dichiarava ottimista per la sua illimitata fiducia nella scienza, che poteva rendere più facile e più felice la vita degli uomini, migliorare le condizioni dell’esistenza, agevolare gli scambi e le comunicazioni fra i popoli, risolvere i problemi sociali col benessere di tutti, eliminare le inquietudini e i contrasti posti dalla religione e dalla metafisica. Il Positivismo considerava l’esperienza come l’inizio e il fondamento di tutta l’attività dell’uomo, in questo senso aveva dei punti di contatto con l’empirismo; partiva dal reale e negava valore a ciò che restava estraneo all’esperienza, pur conservando una fiducia ottimistica nel progresso.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del Positivismo e quali pensatori ne sono stati i principali esponenti?
  2. Il Positivismo è un movimento culturale, filosofico e pedagogico nato in Francia nella seconda metà dell’Ottocento, come continuazione del pensiero illuministico di Claude Henri De Saint-Simon e Auguste Comte.

  3. Qual è l'obiettivo principale della scienza secondo i positivisti?
  4. I positivisti consideravano la scienza come un'indagine sulla realtà naturale, mirante a scoprire leggi e meccanismi di sviluppo, con l'obiettivo di prevedere e dominare la natura.

  5. Su quali basi si fonda il sapere scientifico nel pensiero positivista?
  6. Il sapere scientifico, secondo i positivisti, deve basarsi sui fatti osservabili e non su intuizioni irrazionali o idee metafisiche, ponendo l'accento sull'osservazione e l'analisi concreta.

  7. Qual è il ruolo della sociologia nel contesto del Positivismo?
  8. La sociologia, inventata da Comte, ha il compito di ridurre a leggi i comportamenti umani e di realizzare la felicità sociale, eliminando conflitti e guerre attraverso la comprensione delle leggi dello sviluppo della società.

  9. Qual è l'atteggiamento del Positivismo nei confronti del progresso e della scienza?
  10. Il Positivismo si caratterizza per un ottimismo illimitato nella scienza, ritenuta capace di migliorare la vita umana, risolvere problemi sociali e facilitare gli scambi tra i popoli, partendo sempre dall'esperienza concreta.

Domande e risposte

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