Positivismo

Caratteri generali del movimento
Il positivismo è un movimento di pensiero che ha dominato la cultura europea dagli anni 40 dell’800 fino alla prima guerra mondiale. Non è un movimento solo filosofico, ma anche pedagogico, dell’antropologia criminale e quindi riguarda un po’ tutte le branchie.
Il contesto è quello di pace e stabilità europea in quanto c’erano episodi di guerre limitate ed era l’epoca dell’espansione europea. È l’epoca in cui la II rivoluzione industriale dispiega i suoi effetti. Ad esempio si riesce a debellare certe malattie, c’è l’aumento della produzione e della ricchezza e quindi si sentono gli effetti della rivoluzione industriale. Fu un’epoca nella quale si coagulò un entusiasmo generale nei confronti del progresso: si era convinti che si stesse realizzando uno sviluppo che dava strumenti per ogni problema umani con scienza tecnica e industria questi erano strumenti per lo sviluppo e quindi progresso della scienza.

La tour Eiffel, il canale di Suez, le ferrovie sono i simboli dl periodo.
Quindi è un movimento che esalta l’ambiente socio-culturale caratterizzato da stabilità (pace) e sviluppo scientifico tecnologico e industriale.
Non è che non si rendessero conto dei mali della società contemporanea, ma ritenevano che sarebbero stati risolti con il sapere, l’industria e quindi rispetto al marxismo danno un’immagine in positivo della situazione.

Si innesta in tradizioni diverse:
In Francia si fonda su Cartesio.
In Inghilterra sulla tradizione empiristica (Locke, Hume).
Il Germania assume le forme di un rigido materialismo.
In Italia ha dato sviluppi in pedagogia e antropologia criminale.
Nonostante queste diversificazioni ci sono tratti comuni che ci permettono di individuarlo come movimento:
1) Nel positivismo si rivendica il primato assoluto della scienza nel senso che l’unica forma di conoscenza è quella scientifica e anche l’unico metodo è quello scientifico. Quindi è esclusa la metafisica perché l’unico metodo è quello scientifico. Ciò che pretende di andar oltre lo sperimentabile è squalificato.
2) Questo metodo sta nel trovare leggi e convalidarle nella base degli esperimenti. Questo metodo non vale solo per lo studio della natura, ma anche della società, dell’uomo. C’è stato un dibattito su unicità o meno di questo metodo. Per il positivismo c’è l’unicità del metodo a prescindere dall’oggetto. Per altre correnti ad esempio quella di Dilthey esponente del storicismo tedesco, diversità di oggetti implicano diversità di metodi, in particolare le scienze della natura (fisica, chimica, biologia) tendono a spiegare in termini fattuali, mentre le scienze umane/dello spirito (psicologia, sociologia) per queste si tratterebbe di comprendere e in questo senso ci sarebbe necessità di immedesimarsi. Quindi c’è chi ha sostenuto che diversità di oggetti implicano diversità di metodi e invece il positivismo (e poi l’epistemologia contemporanea) dice che c’è unicità di metodo a prescindere dall’oggetto. Poi è ovvio che le metodiche son diverse.

3) La sociologia è un frutto qualificante del positivismo: la sociologia è la scienza dei caratteri della società. La sociologia è lo studio di fatti naturali da studiarsi con l’approccio scientifico. Compte è considerato fondatore della sociologia.
4) Il positivismo ritiene che la scienza sia l’unico modo per risolvere tutti i problemi: quindi la scienza è vista come panacea di tutti i mali. La scienza risolverà tutti i problemi e in particolare quello di realizzare un’umanità pacificata.
5) È un movimento culturale impregnato di un ottimismo che va verso condizioni di progresso generalizzato, progresso dato dalla crescita del sapere.
6) Dal punto di vista interpretativo certi interpreti hanno collocato il positivismo nel’età romantica: ha un assoluto anche lui, cioè la scienza, perché è considerata garanzia del progresso dell’umanità, fondamento del benessere dell’uomo. Qui a essere divinizzata è la scienza. Altri interpreti hanno colto elementi illuministici come il richiamo a fatti empirici, o la fede nella ragione, o il fatto che si tende a laicizzare la cultura ; da questo possiamo dire che è una riedizione 800centesca dell’illuminismo.
7) Il positivismo è caratterizzato da una fiducia ingenua, a critica nel fatto che la scienza si sarebbe realizzata in modo stabile e progressiva, con una crescita senza ostacolo. Questa fiducia fu diffusa nel positivismo a parte eccezioni come Stuart e Mill. Con Heinstein vedremo che andrà in crisi questa crescita.
8) L’assunzione della scienza come unico metodo li porta a eliminare ogn concezioni idealistica.
9) Dal punto di vista sociale in particolare i marxisti hanno collegato le idee, l’ideologie dei positivisti con quelle della borghesia trionfante.

Significati del termine
Il termine positivismo è stato coniato da Saint Simon. Poi Compte ne ha specificato i suoi significati. Positivo per Compte vuol dire reale cioè l’opposizione a qualsiasi spiegazione di carattere misterioso, metafisico, non controllabile empiricamente. Quindi reale vuol dire sperimentabile.
Positivo vuol dire utile e dietro l’utile c’è Bacone. La conoscenza deve esser utile per migliorare le condizioni dell’umanità.
Positivo vuol dire certo cioè sono eliminati i dubbi e i problemi dell’antica metafisica. Altri problemi, non risolvibili con la scienza, l’uomo non se li deve porre (cioè i problemi metafisici no).
Positivo vuol dire preciso rispetto tutto quello che era retaggio dell’antica metafisica.
Quindi vuol dire sperimentabile e utile non sterile e infecondo. Questa è la conoscenza positiva, certa, utile, reale, precisa. È Compte che definisce questi significati e rimanda all’ambiente illuminista convinto che la preparazione scientifica sia la base della filosofia. Compte avrebbe detto che la filosofia è molto più vicina alle scienze (come gli analitici). La filosofia per essere praticata deve avere base scientifica.

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