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Pascal

•Perché la filosofia non basta?
Lo spirito di finezza ha per oggetto l’uomo, che si fonda sul cuore, organo conoscitivo che non si limita al sentimentalismo e che non procede matematicamente ma seguendo il sentimento in senso alto. Rapporto spirito di geometria-spirito di finezza.
Non può rispondere alla questione del senso della vita.
Si scaglia contro il Dio dei filosofi, Cartesio.
La filosofia si pone le domande corrette, sui problemi esistenziali e metafisici, ma dal momento che ha un andamento di rigore logico, non riesce a risolverli. Ha un metodo dimostrativo. È incapace di dare risposta perché affronta i problemi con armi improprie, quelle di geometria.
Un sommo geometra, entità di servizio degli uomini quando nel caso di Cartesio bisogna accettare un Dio.
Pascal rimprovera alla patristica il fatto di poter raggiungere Dio appoggiando la scala del sapere umano al cielo.

San Tommaso non parla mai di prove, ma di vie per giungere alla soglia.
Pascal dice che quello metafisico è un Dio troppo lontano, come quello di Spinoza. Per lui quello dei cristiani (pensiero n.556) è un Dio d’amore, di consolazione: un Dio che riempie l’anima e il cuore di coloro che possiede e allora solo l’intuizione alimentata dal sentimento può indicare il senso della vita umana, giustificando la sua condizione. Uno dei problemi esistenziali è quello intorno alla propria natura ambivalente: l’uomo ha una propensione verso una nobiltà che supera tutti, ma con altra consapevolezza si scopre fragile, il più sofferente (forse l’unico). È come un ponte precario teso sull’abisso tra il tutto ed il nulla(miseria) e in ciò sta la sua unicità, oscillando di continuo tra un estremo e l’altro.
La prima risposta che solo la religione da è sull’ambivalenza. L’uomo è la creatura formata a sua immagine ma che la fragilità materiale ha reso impotente. L’incarnazione dopo il peccato originale hanno segnato un uomo che solo la religione può rendere accettabile, comprensibile perché posto in una condizione che non potrà più essere pura.
[793] →L’uomo è come una ‘canna’, la più fragile tra le creature, più si alza verso il cielo, più è facile per il vento piegarla. L’uomo sarà sempre più nobile di colui che lo ucciderà perché pensante e perché comprende la sua condizione. La vera filosofia è la Metafilosofia.
[4]→ La filosofia deve beffarsi di lei nelle modalità di risposta, non nelle domande.
La filosofia serve come stimolo a cercare risposte, perché le domande sono quelle giuste, ma bisogna ridere delle risposte che dà. Solo la religione cristiana spiega cos’è l’uomo e la sua ambiguità.
La religione cristiana ha saputo parlare della condizione che ha passato persino Gesù che è Dio nel momento dell’incarnazione, che soffre tutte le pene → come sulla croce quando è ‘abbandonato dagli amici’ e ha il ‘dubbio’ che anche Dio l’abbia abbandonato.
Gesù è l’uomo che nella carne, nell’umanità mortale decaduta prova tutte le sofferenze. Quando Pascal ci dice che il Cristianesimo è l’unica è perché deriva dall’Ebraismo e perché è come un ponte, anche Dio quando si incarna prova tutte le sofferenze umane/terrene.
Pascal guarda gli uomini del suo periodo mondano mentre si allontanano da Dio (ricchezza, gioco, donne). Cerca di convincerli attraverso lo spirito di geometria → senso dell’utile → conviene che tu ti converta.
La ‘pari’ → si rivolge allo scettico → ormai si è imbarcati, è più utile puntare tutto; rosso=Dio c’è; nero=non c’è nulla.
Di fronte alla possibilità di guadagnare due vite, conviene puntare sul rosso, per un bieco calcolo dell’utile bisogna puntare tutto e tutti sul rosso. Se esce nero perdi solo la vita nell’aldilà perché vivi la tua vita dignitosa e onesta. Se esce rosso hai vinto l’eternità. Se punti tutto sul nero ed esce nero voi avrete buttato via l’unica vita a disposizione. Se esce rosso avete perso anche l’eternità.
Conviene Vivere come sei Dio esistesse: alla fine Dio vi ammansirà. Dio diventerà connaturato a voi, come un abito che prima non vi sentite addosso, ma al quale vi abituerete.
Si ritirerà poi a Port-Royal.
Dopo aver passato una notte tra dolori atroci, tornerà allo spirito di geometria come se fosse un analgesico. Chiede poi perdono a Dio, anche avendo partecipato ad un concorso per geometri.

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