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Pascal


Secondo Pascal è possibile dimostrare con prove razionali l’esistenza di Dio?


Secondo Pascal non è possibile dimostrare razionalmente l’esistenza di Dio perché la ragione ha limiti precisi e non può comprendere l’infinito. Dio lo si avverte con il cuore, lo si sente, non è necessario dimostrare la sua esistenza.

Che rapporto c’è fra il cristianesimo e la condizione umana?


Il cristianesimo è l’unica religione che possa risolvere il disagio esistenziale della condizione umana, la contraddittorietà del contrasto tra l’essere e il dover essere della natura umana.


Che cos’è l’esprit de finesse? che ruolo ha nella conoscenza?


L’esprit de finesse è l’intuizione, rivolta alla comprensione dell’esistenza quotidiana, il sentimento che da risposta alle domande sull’esistenza che l’esprit de geometrie, la ragione, non può indagare in quanto limitato all’ambito matematico. Essa dimostra che la fede non può essere argomentata in base a principi matematici, ma deve essere sentita, in quanto in ambito religioso ed esistenziale il metodo matematico è impotente rispetto alla volontà.

Quali sono i due infiniti di cui parla Pascal? Qual è la reazione dell’uomo di fronte a essi?


I due infiniti di cui parla Pascal sono l’infinitamente grande (scoperto grazie al cannocchiale di Galileo) e l’infinitamente piccolo (sondato grazie alle scoperte in materia microscopica da Newton). Di fronte a questo infinito l’uomo di Pascal non è un punto medio, un’unione tra questi due infiniti, ma un uomo consapevole di un infinito che non può dominare e che trasforma questa consapevolezza in un disagio e un’inquietudine esistenziale, poiché egli aspira alla verità e alla certezza. La reazione dell’uomo, di fronte a questi due infiniti l’uomo può reagire accettando la propria condizione rimuovendo l’esigenza dell’infinito o la può far propria, cercando Dio attraverso la fede.

Che cosa intende Pascal con il termine divertissment?


Il divertissment è il cercare attività frenetiche che distolgano l’uomo dal confronto tra la propria pochezza e l’infinito. Esso si propone finalità illusorie, poiché se l’oggetto del divertissment fosse offerto senza la necessità di conquistarlo perderebbe la propria attrattiva. Esso finisce quindi con l’allontanare l’uomo da se stesso, distrarlo dalla noia (strettamente congiunta con la disperazione ma spinge anche l’uomo verso la ricerca della fede) e dallo stare a riposo e senza occupazioni che equivarrebbe a essere di fronte a sé, a prendere coscienza della propria natura rispetto all’infinito.

Perché la natura umana è duplice? Quali sono le contrapposizioni che scandiscono questa duplicità?


Pascal sostiene che l’esistenza è caratterizzata da una duplicità di fondo: la nullità dell’uomo davanti all’infinito e la sua precarietà di fronte alla morte da un lato, e la coscienza di sé e dell’infinito stesso dall’altro. Per spiegare questa duplicità dell’uomo, Pascal utilizza la metafora della canna di bambù: l’uomo è come una canna al vento, che può spezzarsi da un momento all’altro e può essere in qualsiasi momento schiacciata dall’universo. Ma in essa c’è una dignità che l’universo non possiede: è un essere pensante, consapevole e cosciente di sé e dell’universo stesso, e perciò è superiore ad esso.

In che senso l’uomo è un re decaduto?


L’uomo è un re decaduto in quanto è consapevole della propria origine ma anche della sua condizione attuale di miseria. Il suo conflitto interiore nasce dal ricordo di ciò che era prima del peccato originale, e non avrebbe coscienza della propria miseria se non avesse termini di paragone: si sente misero poiché è stato grande e ha in sé il ricordo di una diversa condizione. Il contrasto tra l’essere attuale e le sue aspirazioni testimoniamo che questa non è la vera natura dell’uomo, ma il peccato originale ha portato l’uomo ad una condizione di inadeguatezza che non gli appartiene, e la sua sensazione di disagio è un istinto che rende coscienti di questo problema ma che non indica alcuna via di uscita.

Perché il cristianesimo può dare una spiegazione della condizione umana?


Il cristianesimo è l’unica religione che possa offrire una spiegazione della condizione umana: non è dimostrabile ma è ciò che occorre perché la vita mostri un senso al di là delle apparenti contraddizioni. Essa spiega la duplicità della natura umana: l’uomo, creato santo e innocente, ha commesso il peccato che ne ha determinato la caduta e la miseria attuale, conservando per quell’impulso a riconquistare la condizione originaria. La Bibbia non può però essere assunta come dimostrazione di questa condizione ma, piuttosto, lo stato attuale dell’uomo è comprensibile solo ammettendo la verità del cristianesimo, quindi l’uomo è una contraddizione che solo la fede riesce a spiegare.

In che senso si parla di un Dio nascosto?


Pascal parla di un Dio nascosto perché se Dio si potesse dimostrare l’esistenza di Dio, o se lui stesso ci apparisse, l’uomo perderebbe la propria libertà di credere o meno, sarebbe obbligato a scegliere di credere in Dio, ma così non sarebbe più un essere morale e la fede non avrebbe così alcun merito. Esso è un Dio che si mostra quanto basta per suscitare la fede, ma non tanto da costringere a credere in lui, altrimenti l’uomo non potrebbe non sceglierlo, venendo però meno la libertà e, così, anche la moralità stessa.


In cosa consiste la scommessa?


Pascal teorizza la scommessa per provare l’esistenza di Dio: egli ipotizza un dialogo con uno scettico discutendo l’esistenza di Dio alla luce della ragione e proponendo una scommessa sulla sua esistenza o non esistenza. Il rapporto tra rischio e posta in gioco fa propendere la scommessa sulla sua esistenza, poiché se non esiste rischiamo soltanto qualche rinuncia inutile, ma se esiste e viviamo come se non ci fosse rischiamo la dannazione eterna. Questa è una posizione basata su un forte utilitarismo (convenienza esistenza di Dio), ma che mira a far comprendere che di fronte alla fede siamo obbligati a scegliere e non possiamo astenerci da questa scelta, poiché questa scommessa è, prima ancora della possibilità della vita eterna, una scelta sul modo di essere della persona.
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