Pascal
Pascal, grande scienziato e amante della scienza, ha precocemente manifestato il suo
prodigioso ingegno scrivendo un saggio sulle coniche e costruendo una macchina
calcolatrice (la pascalina).
Ha focalizzato la sua attenzione anche sulla condizione umana poiché si è accorto che
il dedicarsi alla conoscenza della natura non esaurisce l’universo umano e esistono
una serie di domande esistenziali a cui la scienza non può rispondere (nemmeno la
filosofia, e a questo proposito egli cita due frasi: nei giorni di afflizione niente mi
servirà sapere di matematica e scienza; burlarsi della filosofia è fare davvero filosofia
per sottolineare i limiti di essa; tuttavia questo non significa svalutare la scienza).
Successivamente si converte al giansenismo (movimento religioso nato nell’ambito
della chiesa cattolica e avversato per alcuni assunti che la avvicinavano al
protestantesimo) e aderisce ad alcune concezioni proprie di questo movimento:
dottrina della predestinazione e dannazione (originata dal peccato originale).
Avversi ai giansenisti erano i gesuiti (uno degli ordini religiosi più potenti all’interno
della chiesa cattolica) accusati di lassismo.
Pascal ha scritto un’unica grande opera incompleta “i Pensieri” che doveva far parte di
“un’apologia della religione cristiana”. In quest’opera egli critica le posizioni scettiche
e libertine con l’intendo di mostrare come la fede sia la scelta più razionale per gli
uomini.
Compie un’analisi della condizione umana affermando che l’uomo può essere
considerato un giunco pensante ma quello più fragile che ci sia poiché egli è sospeso
tra il tutto e il nulla, in altre parole non è né un dio né una ‘’schifezza’’, quindi in una
posizione di medietà.
Per questo l’uomo di fronte a questa situazione d’incertezza preferisce adottare l’amor
proprio (il camuffare la sua vera natura imperfetta e illimitata ingannando e
mentendo) e il divertissement (allontanamento o distrazione da ciò che ci rende
consapevoli della nostra natura).
Egli afferma che l’uomo conosce attraverso due metodi: l’esprit de gèomètrie (proprio
della scienza perché attraverso la ragione e passaggi deduttivi e dimostrativi si
conoscono le realtà fisiche e gli enti matematici) e de finesse (attraverso il cuore o
sentimenti comprendiamo i problemi di un amico).
Tornando alla curvatura religiosa di Pascal, egli afferma che i Cristianesimo offre delle
risposte che possono essere dimostrate razionalmente e accettate dalla ragione in
quanto sono in conformità con essa (la ragionevolezza del cristianesimo) perché riesce
a dare conto dell’ambiguità e contraddittorietà dell’uomo, infatti la Bibbia parla della
sua creazione a immagine e somiglianza di Dio (spiega i suoi aspetti più nobili) ma
descrive il peccato originale in seguito al quale Adamo ed Eva vengono cacciati dal
paradiso terrestre e tutta la loro stirpe conosce l’esperienza del male e della
decadenza. In definitiva vuole convincere gli agnostici (chiamati da Belardo insipiens)
con un’argomentazione razionale.
Il cristianesimo fa luce su ciò che non può essere spiegato dalla scienza. Il Dio di
Pascal non è quello dei filosofi ma quello di Abramo di Isacco e non si fa trovare
facilmente (absconditus) perché l’uomo deve capire che ha bisogno di lui.