Blaise Pascal nacque nel 1623 ad Alvernia; si occupò del problema del vuoto che viene negato da Cartesio e si occupò della dinamica dei liquidi giungendo a formulare il 'principio di Pascal', per il quale la pressione esercitata da un liquido si trasmette con uguale intensità in tutte le direzioni. Egli confuterà il pensiero di Cartesio: la razionalità e la presenza di Dio. La prima per Cartesio era la chiarezza del cogito e per Pascal non è possibile perché non si conosce solo la ragione ma anche il cuore: con la ragione si conosce il mondo fisico e col cuore tutto ciò che è al di là del mondo fisico (ad esempio la finezza). Per Pascal la ragione è limitata e l'uomo è tanto più limitato quando s'affida alla matematica. Se i sensi ingannano la ragione attraverso false apparenze, la ragione si vendica, quindi vi è un inganno reciproco fra i sensi e la ragione. Questi limiti si mostrano anche nella possibilità di conoscere la moralità-i criteri del giusto e dell'ingiusto-che la maggior parte degli uomini affida ai costumi dei popoli cui ciascuno appartiene. L'uomo non è capace di conoscere se stesso e la sua grandezza consiste nel riconoscersi miserabile e peccatore. Grandezza e miseria sono due elementi che rimandano l'uno all'altro e che devono costituire il principio del modo in cui l'uomo guarda a se stesso. L'uomo é fragile come una canna-esposta alle variazioni delle condizioni naturali-ma il pensiero lo nobilita. L'uomo si distoglie continuamente dal pensare e basta ben poco per distrarre la sua mente come ad esempio il divertissement, cioè il divertimento inteso come distrazione della mente nel momento in cui distoglie lo sguardo e la riflessione da ciò che è importante (come la miseria e il bisogno di Dio). Se l'uomo non riesce a distrarsi, s'annoia e ne i "Pensieri" di Pascal c'è l'immagine della morte: anche la vita più appagata è infelice se non ci si diverte. Mentre per Cartesio Dio garantiva la presenza di un mondo esterno, per Pascal é un dio cristiano (un deus ex machina) che alla fine di una commedia o di una tragedia scende dal cielo e s'immerge in vesti umane per distogliere i loro intrighi. E per questo nell'opera "I Pensieri" egli parla della scommessa sull'esistenza di Dio poiché la vita eterna è superiore a qualsiasi altro bene. Pascal dichiara di voler utilizzare non la fede ma il Lume Naturale, ossia la ragione di cui tutti sono partecipi. La ragione non può dire nulla sull'esistenza di Dio ma deve scommettere su quest'eventualità.

Pascal morì nel 1662 a Parigi e nel 1711 un suo nipote incollò tutti i fogli de "I pensieri" e lo pubblicò nel 1884.

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