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Concetti Chiave

  • Nietzsche descrive il mondo come frutto dell'incontro tra due forze contrapposte: lo spirito apollineo, simbolo di razionalità e ordine, e lo spirito dionisiaco, rappresentante dell'istintività e dell'ebbrezza.
  • Lo spirito apollineo cerca di dare senso al caos della realtà attraverso costruzioni mentali ordinate, esprimendosi nella poesia epica e associato alla figura di Apollo.
  • Lo spirito dionisiaco, incarnato da Dioniso, esprime l'impulso vitale e la perdita di autocontrollo, riflettendosi nella danza satiresca della tragedia attica.
  • La decadenza della tragedia attica è attribuita all'emergere di una visione razionale del mondo a partire da Socrate, che ha portato alla scomparsa della componente dionisiaca e all'introduzione di soluzioni narrative come il deus ex machina.
  • Nietzsche propone una transvalutazione dei valori, dove la pesante responsabilità di negare valori falsi viene trasformata nella leggerezza creativa del superuomo, simile a un ballerino che danza liberamente nella realtà.

Qual è l'incontro tra apollineo e dionisiaco?

Secondo Nietzsche, il mondo nasce dall’incontro-scontro tra due forze contrapposte, che egli chiama spirito apollineo e spirito dionisiaco. Come viene espresso all’interno de ‘La nascita della tragedia dallo spirito della musica, ovvero grecità e pessimismo’(1871), tale dualità di impulsi umani era già presente all’interno dell’arte greca ed in particolare della tragedia attica del V secolo a.C., presentata come la più perfetta sintesi tra apollineo e dionisiaco.

Caratteristiche dello spirito apollineo

L’apollineo rappresenta la ratio umana, portatrice di equilibrio, capace di far percepire l’essenza del mondo come ordine e che spinge a produrre forme armoniose e razionali; consiste perciò nel tentativo di spiegare il mondo tramite costruzioni mentali ordinate, negando così il caos intrinseco al reale. Tale spirito scaturisce da un atteggiamento di fuga di fronte al divenire ed all’interno della tragedia si esprime nella limpida forma della poesia epica. Esso deriva infatti dalla figura di Apollo, dio del Sole, quindi della chiarezza e della bellezza.

Il ruolo del dionisiaco nella tragedia

Questa divinità si contrappone a Dioniso, dio greco dell’ebbrezza e dell’oscurità, che rappresenta quindi lo spirito dionisiaco; quest’ultimo indica l’impulso alla vita, ad una diretta relazione con la realtà, l’istintività stessa della volontà di potenza, libertà senza limiti e di sfrenamento degli istinti vitali, che squarciando il velo di Maya schopenhaueriano, porta alla perdita di autocontrollo e di equilibrio, fino a giungere alla perdita dell’individualità in favore del congiungimento con il divino.

All’interno della tragedia attica era proprio la danza satiresca a rappresentare questo secondo spirito, in perfetto equilibrio con l’espressione apollinea del recitativo.

La decadenza della tragedia attica

Ma tale bilanciamento raccontava però quella che era la vera tragedia dell’esistenza umana troppo pesante da sopportare tanto che a partire da Socrate venne inaugurata una visione più razionale del mondo, così che la tragedia perse di significato, in quanto non si era più in grado di tollerare la verità senza negarla. Scompare di fatto la componente dionisiaca per aprire la strada all’introduzione del deus ex machina in grado di risolvere una situazione apparentemente senza via d’uscita ed anche del prologo, attraverso cui spiegare in maniera tutta apollinea ciò che accadrà.

Critica alla cultura socratica e platonica

La prima decostruzione, tipica della filosofia del martello attuata da Nietzsche, è proprio quella inferta alla cultura socratica e platonica, culla della cultura occidentale: a partire da questi infatti si era negata la vita ed era stata indicata una vita metafisica da preferire a quella terrena. Ciò che vuole demolire sono le radici filosofiche greco-classiche per imporre il ‘sì alla vita’: non si può eliminare la vera essenza dell’uomo, la vita non può essere solo accettata, ma bensì voluta in ogni suo aspetto, senza alcun tipo di mediazione metafisica o filosofica.

In ‘Così parlò Zarathustra’ (1885) si legge: ‘Non incede egli a passo di danza? Trasformato è Zarathustra, un bambino è diventato Zarathustra’.

Il superuomo e la transvalutazione dei valori

Nietzsche rappresenta il passaggio al superuomo attraverso tre grandi mutamenti che egli chiama metamorfosi dello spirito: lo spirito diventa cammello, il cammello leone ed il leone fanciullo. Ciò che il fanciullo esprime con la propria risata innocente è la volontà creatrice, la stessa che sarà affermata dal superuomo, proprio nel momento in cui diventerà consapevole di essere egli stesso il senso della vita.

In modo apparentemente paradossale, colui che ha affermato con piena consapevolezza la propria volontà di potenza e che perciò si trova ora a dover sopportare una realtà fatta di dolore e sofferenza viene invece paragonato ad un essere capace di danzare, ad un ballerino.

Tale similitudine ben esprime quella che Nietzsche chiama transvalutazione dei valori: la pesante responsabilità di negare valori falsi, ma tradizionali, viene trasformata così nella leggerezza di chi al pari di un fanciullo crea quelli nuovi, così come in una ballerina la pesantezza della muscolatura si trasformerà nella leggerezza di salti e volteggi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'incontro tra apollineo e dionisiaco secondo Nietzsche?
  2. Nietzsche descrive l'incontro tra apollineo e dionisiaco come la dualità fondamentale da cui nasce il mondo, evidenziando come questa tensione fosse già presente nell'arte greca, in particolare nella tragedia attica del V secolo a.C. (La nascita della tragedia).

  3. Quali sono le caratteristiche principali dello spirito apollineo?
  4. Lo spirito apollineo rappresenta la razionalità e l'equilibrio, cercando di spiegare il mondo attraverso costruzioni mentali ordinate e negando il caos della realtà. Esso è associato alla figura di Apollo, dio della chiarezza e della bellezza.

  5. Come si esprime lo spirito dionisiaco nella tragedia attica?
  6. Lo spirito dionisiaco, rappresentato da Dioniso, si esprime nella tragedia attica attraverso l'istintività e la perdita di autocontrollo, simboleggiata dalla danza satiresca, che si bilancia con l'espressione apollinea del recitativo.

  7. Qual è la critica di Nietzsche alla cultura socratica e platonica?
  8. Nietzsche critica la cultura socratica e platonica per aver negato la vita terrena a favore di una vita metafisica, sostenendo che la vera essenza dell'uomo deve essere affermata e voluta in ogni suo aspetto, senza mediazioni filosofiche.

  9. Cosa rappresenta la metamorfosi dello spirito nel concetto di superuomo?
  10. La metamorfosi dello spirito, che passa attraverso le fasi di cammello, leone e fanciullo, rappresenta il percorso verso il superuomo, il quale, attraverso la consapevolezza della propria volontà di potenza, trasforma la pesantezza della responsabilità in leggerezza creativa, simile a quella di un ballerino.

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