Concetti Chiave
- Montaigne è considerato il fondatore dell'antropologia filosofica, concentrandosi su uno studio descrittivo dell'uomo basato sulla sua costituzione reale.
- La sua analisi si focalizza sui costumi e le condizioni degli uomini, rifiutando giudizi morali in favore di un'approccio neutro e osservativo.
- Montaigne accetta la mediocrità dell'uomo come parte integrante della sua esistenza, evidenziando come le sue qualità possano diventare difetti.
- Definisce l'uomo come una creatura di sorprendente diversità, suggerendo che l'educazione serve spesso a dissimulare piuttosto che rivelare la vera natura umana.
- Si interessa a ciò che l'uomo è comunemente, piuttosto che a come dovrebbe essere secondo concezioni morali o ideali.
Montaigne e l'antropologia filosofica
Montaigne si può considerare (accanto ad altri grandi filosofi della tradizione moderna: Machiavelli, Hobbes, Spinoza, Hume, che incontreremo nei prossimi capitoli) il fondatore dell'antropologia filosofica o della scien-za morale. Con queste espressioni si intende lo studio dell'uomo, condotto con un intento più «descrittivo» che «valutativo». Con l'occhio rivolto, cioè, a considerare ciò che l'uomo è di fatto, sulla base della sua costituzione fisica, psicologica, sociale, culturale, anziché ciò che dovrebbe essere, sulla base di una presupposta concezione morale o religiosa.
Qual è la descrizione dell'uomo secondo Montaigne?
Montaigne si propone «la considerazione delle nature e delle condizioni dei diversi uomini, i costumi delle differenti nazioni». Egli fa propria un'accezione neutra del comportamento dell'uomo (costume), osservato in uno standard «medio», quale gli è offerto dalla diretta auto-osservazione. La mediocrità dell'uomo è accettata come condizione inseparabile dalla sua realtà esistenziale. Egli (come ripete spesso nei Saggt) non si propone infatti di «formare l'uomo», bensì, più semplicemente, di «descriverlo». Anziché preoccuparsi di ciò che l'uomo «può e deve» diventare (secondo il concetto aristotelico della finalità o entele-chia, come passaggio dalla potenza all'atto), Montaigne preferisce interessarsi di ciò che esso «è comunemente»: un essere mediocre, le cui stesse qualità ne costituiscono spesso anche i difetti. Egli definisce l'uomo una creatura di una sorprendente diversità, cui l'educazione e l'incivilimento servono più spesso per dissimulare la propria natura, anziché manifestarla.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo di Montaigne all'antropologia filosofica?
- Come descrive Montaigne l'uomo nella sua opera?
- Qual è l'approccio di Montaigne nei confronti dei costumi umani?
Montaigne è considerato il fondatore dell'antropologia filosofica, poiché si concentra sullo studio descrittivo dell'uomo, analizzando la sua costituzione fisica, psicologica, sociale e culturale, piuttosto che su ciò che dovrebbe essere secondo concezioni morali o religiose.
Montaigne descrive l'uomo come una creatura di sorprendente diversità, accettando la mediocrità come una condizione inseparabile dalla sua esistenza. Egli si propone di descrivere l'uomo per quello che è, piuttosto che cercare di formarlo secondo ideali predefiniti.
Montaigne adotta un'accezione neutra del comportamento umano, osservando i costumi delle diverse nazioni e considerando ciò che è "comunemente" umano, evidenziando come l'educazione possa servire a dissimulare piuttosto che manifestare la vera natura dell'uomo.