gaiabox di gaiabox
Ominide 3551 punti

Montaigne non è stato stoico, scettico o epicureo in senso proprio, ma ha attinto a queste tradizioni dell'antichità, da lui fatte coesistere senza apparente contrad-dizione con la fede cattolica, per esprimere gli aspetti multiformi e complessi della sua personalità. Egli appartiene culturalmente all'Umanesimo, ma se ne distacca, per i toni pessimistici (anziché elogiativi) che trova in lui l'analisi del concetto di uomo.

Il testo in cui emerge la preponderante tonalità scettica del suo pensiero è l'Apologia di Sebond, che fa parte della sua opera principale: gli Essais. L'occasione dello scritto è la difesa, dalle critiche dei teologi ortodossi, dell'opera dello scrittore catalano Ramon Sibiuda, Theologia naturalis, sive liber creaturarum (Teologia naturale, o libro delle creature), tradotta in francese da Montaigne. I critici accusavano l'autore catalano di volere giustificare la fede religiosa con argomenti puramente razionali, ma di utilizzare, a tal fine, argomenti deboli. Montaigne ribatte che, essendo i ragionamenti umani tutti ugualmente infondati e sottoponibili al dubbio scettico universale, quelli di Sebond non risultano peggiori di altri. In conclusione, la religione dovrebbe fondarsi unicamente sulla fede. Egli riprende e accentua - taluni motivi cari al fideismo pessimistico: gli uomini sono generalmente «vani, stupidi e immorali». La loro presunta superiorità rispetto alle bestie è solo frutto di presunzione. La stessa civilizzazione, di cui l'uomo europeo vanta il merito e il privilegio, non ci rende moralmente migliori del «nobile selvaggio», le popolazioni delle Americhe, di recente scoperta, che vivono in uno stato naturale di "semplicità" e "ignoranza", in tutto simile a quella dei nostri biblici progenitori.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email