Caratteristiche generali del marxismo


Secondo il filosofo e politico tedesco Karl Korsch, il marxismo non può essere racchiuso in un'unica materia perchè porterebbe alla distruzione di quest'ultima (totalitarismo). Invece, secondo il filosofo ungherese Gyorgy Lukacs, il marxismo si interessa delle manifestazioni organiche complessive della società.
La filosofia di Karl Marx parte dalla filosofia di Hegel, filosofo dell'idealismo, il quale il primo vuole unire teoria e prassi (Engels "Lo scienziato non è nemmeno la metà di Marx"). Inoltre la filosofia di Marx viene influenzata da:
- La filosofia classica tedesca (Hegel a Feaurbach);
- L'economia politica borghese (Smith a Ricardo);
- Il pensiero socialista ( Saint-Simon a Owen);

La critica della civiltà moderna e del liberalismo


Marx critica la civiltà moderna e lo Stato liberale. Da questa teoria parte dalla filosofia di Hegel nel quale vi è una scissione tra la Poleis greca (cittadino unito, ego pubblico) e la civiltà moderna. In quest'ultima l'uomo vive due vite, una in terra come "borghese" (ego interiore, egoismo) e una in cielo come "cittadino" (ego pubblico, comunità). Quest'ultima può essere paragonata alla democrazia cristiana in quanto in cielo tutti siamo uguali. Marx afferma che viene a crearsi uno Stato illusorio (vita in cielo) dal tipo di società. Egli riprende Hegel che identifica il sistema borghese come la società del "bellum omnium contra omnes", infatti reputa lo Stato come una proiezione politica asociale e contro-sociale. Con la Costituzione del '93 furono legalizzate la libertà individuale e la proprietà privata (società asociale). Le caratteristiche di questa società sono:
- L'atomismo e l'individualismo che si separano dalla società;
- Contro lo Stato liberale, scissione tra Stato e individuo, libertà individuale.

Marx, quindi, immagina un modello di società basata sulla democrazia sostanziale o totale in cui ciascuno rappresenta "una goccia nell'acqua", ovvero l'intero demos. Ciò rappresenta se stesso e tutta la popolazione. Alla base della disuguaglianza c'è la proprietà privata.
Nel 1843 Marx propone il suffragio universale per far fronte a questo problema; 1844 fa appello alla rivoluzione sociale attuata dal proletariato. Infatti è proprio questa classe sociale a non avere la proprietà e a subire gli effetti dell'alienazione.

Critica economica borghese


Marx assume un duplice atteggiamento verso la borghesia. In primo luogo la considera come espressione del capitalismo, mentre l'accusa di dare un'immagine illusoria, falsa del mondo borghese. Non si pensa in modo dialettico, ma si intende il sistema capitalistico come l'unico modo naturale, immutabile e razionale per produrre e distribuire i beni, quindi, si pensa che la proprietà privata sia necessaria. Inoltre l'economia borghese non scorge l'altro lato della medaglia, ovvero il conflitto tra borghesia e il proletariato.

L'alienazione


Marx identifica l'alienazione in qualcosa di reale e la propaga alla condizione storica del salariato.
- Il proletario è alienato rispetto al prodotto, poiché non gli appartiene ed è dominato da quest'ultima;
-E' alienato rispetto alla sua stessa attività, non lavora per piacere ma per fini estranei (capitalista). Si sente bestia nelle cose nobili (il lavoro) e si sente uomo quando si comporta da bestia (mangiare, bere, procreare);
-E' alienato rispetto il whesen (genere), infatti l'uomo rispetto all'animale ha la prerogativa del lavoro libero, creativo e universale. Invece nella società capitalistica è costretto a un lavoro forzato, ripetitivo e unilaterale;
-E' alienato rispetto al prossimo, ovvero il capitalista, che lo tratta come un mezzo e lo priva del frutto della sua produzione;
La causa di tutto ciò risiede nella proprietà privata delle produzioni (capitalista sfrutta i salariati per accrescere i propri guadagni), per questo Marx parla di sfruttamento e di legge di profitto.

Struttura e sovrastruttura


Marx distingue forze produttive e rapporti di produzione.
Le forze produttive sono:
-uomini= forza lavoro;
-macchinari= mezzi di produzione;
-conoscenze tecniche e scientifiche;
Quindi per forze produttive Marx intende gli elementi necessari al processo di produzione.
I rapporti di produzione sono quei rapporti che si creano tra gli uomini nel corso della produzione che regolano l'uso di mezzi di produzione. Questi due insieme creano il modo di produzione.
L'insieme dei rapporti di produzione creano la struttura, ossia lo scheletro economico della società. La sovrastruttura indica che i rapporti giuridici, artistiche, religiose, non devono essere a se stanti ma come l'insieme dei rapporti che definiscono la struttura della società; infatti è la struttura economica a determinare lo Stato, le leggi e le religioni. Infatti le vere forze motrici della società sono di natura socio-economica.

Dialettica della storia


Secondo Marx vi sono rivoluzioni sociali quando si crea frizione tra le forze produttive (si producono velocemente) e i rapporti di produzione (che rimangono statici). Quindi quasi sempre trionfa la classe che propone nuove forze produttive. Esempio Rivoluzione francese infatti vi fu una frizione tra borghesia (società capitalistica) e aristocrazia (società agrario-feudale). Allo stesso modo di sta sviluppando una contraddizione nel capitalismo moderna, ossia che la fabbrica anche se proprietà privata produce solo grazie al lavoro collettivo degli operai. Secondo Marx però, se la produzione della ricchezza è sociale anche la sua distribuzione deve esserlo ed è per questo che il comunismo porta in sé il socialismo. In base a ciò egli distingue 4 epoche:
-asiatica;
-schiavista;
-feudale;
-borghese;
Partendo dalla comunità primitiva al comunismo futuro egli delinea una serie di gradini di una sequenza che va dalla società inferiore alla società superiore.

Marx, a differenza di Hegel, afferma di far camminare la dialettica sui piedi e non sulla testa, perché:
-Il soggetto diventa struttura economica insieme alle classi, non più spirito;
-La dialettica è scientificamente osservabile;
-Le opposizioni sono concrete e determinate;

Manifesto (1848)


Marx indica in esso gli scopi e i metodi della rivoluzione:
-Analisi della funzione storica della borghesia;
-Storia intesa come lotta tra classi, lotta tra proletariato e borghesia;
-Critica socialismi non scientifici;
A differenza delle classi del passato la borghesia rivoluziona continuamente e gli strumenti di produzione e i rapporti sociali sono dinamici. Questo è simile ad uno stregone che è impossibile controllarne il potere. Le forze produttive (sempre più sociali) fanno conflitto contro gli antichi rapporti di società e il proletariato mette in atto una lotta di classi per superare il capitalismo. La lotta di classe diviene il soggetto autentico della storia. Le classi sociali sono quei gruppi di individui umani viventi che incarnano le forze produttive e i rapporti di produzione. Lo slogan è "Proletari di tutti i Paesi, unitevi".

Il Capitale (1866)


In esso Marx spiega i meccanismi della società borghese e del capitalismo, per svelare la legge economica della società moderna. Marx a differenza di Smith e Ricardo non crede che esistono leggi universali dell'economia e che ogni società ha leggi specifiche, inoltre crede che la società borghese porti in sé stessa contraddizioni che la distruggeranno. Il Capitale non è solo un libro dell'economia ma è una fotografia della società capitalista e Marx creava delle previsioni distinguendo gli elementi di fondo del capitalismo e mettendo in luce le caratteristiche strutturali.

Merce


Una merce possiede un valore d'uso (serve a qualcosa) e possiede un valore di scambio (deve poter essere scambiabile). Questo valore equivale alla quantità di lavoro socialmente necessario (indica il periodo storico di quando è prodotto). Il valore non equivale al prezzo, quest'ultimo può essere superiore o inferiore dalla quantità di prodotto.
Marx contesta il feticismo delle merci (merci hanno valori per sé stesse), infatti sottolinea di come sia l'insieme delle forze di produzione e dei rapporti. Secondo Marx il ciclo capitalista evoluzione da D.M.D (Denaro merce denaro) a D.M.D' (Denaro Merce Piu' Denaro).

Plusvalore


Il plusvalore non può provenire né dallo scambio né dal denaro. Marx pensa quindi che il plusvalore sia originato dalla produzione. Nella società capitalista si può comprare o usare una merce: l'uomo (merce umana). Questa merce viene pagata con una somma pari a quella necessaria per la propria sopravvivenza. Il plusvalore, quindi, è il valore gratuitamente offerto dal proletariato al capitalista, ciò accade perchè quest'ultimo possiede i mezzi di produzione.
Differenza plusvalore
Marx separa il capitale variabile e il capitale costante. Il primo sono le spese spese dei salari e i secondi le spese per le macchine.
Saggio del plusvalore è dato dal rapporto tra plusvalore e il capitale variabile.
Saggio del profitto è dato dal rapporto tra plusvalore e il capitale variabile + capitale costante.
Il saggio del profitto è sempre minore del saggio del plusvalore.

Il capitalismo è retto dalla logica del profitto privato, tralasciando l'interesse collettivo. E insegue tutte le vie possibili per raggiungere la maggior quantità di plusvalore, ciò avvenire:
-aumento della giornata lavorativa, ciò ha delle contraddizioni, ossia l'operaio dopo un tot di tempo non produce meglio. Per superare questa situazione di passa dal plusvalore assoluto (allungamento della giornata lavorativa) al plusvalore relativo (diminuzione della giornata lavorativa che faccia rientrare il salario). L'operaio produce in 4 ore ciò che potrebbe produrre in 6 ore, e ciò si può avere solo introducendo nuovi ed efficienti metodi di lavoro.

Storicamente il processo del plusvalore presenta 3 fasi:
-cooperazione semplice;
-manifattura;
-grandi industrie;
La grande svolta in questo ambito si ha con l'introduzione della macchina (mezzo più potente per la riduzione del lavoro) e ciò permette al capitalista di far lavorare donne e bambini ad un salario molto più basso.
Questa facilità di produzione crea una sovrapproduzione (più merce meno valore) che è dovuto dall'anarchia della produzione che causa soprattutto disoccupazione.

Caduta provvidenziale del profitto


Con questa affermazione Marx indica la legge secondo la quale diventando altissimo il capitale costante (macchinari) rispetto al capitale variabile, il saggio di profitto va a cadere. Infatti il plusvalore è generato dal lavoro dell'uomo (capitale variabile), il saggio di plusvalore è dato da P/V.
Il saggio di profitto è dato P/C+V.
Ed è per questo che Marx lo definisce "il tallone di Achille" della società capitalista. Tutto ciò crea una divisione tra minoranza industriale (ricchissima e potente) dall'altra da una maggioranza di proletariato (soppresso e povero).

La rivoluzione


La rivoluzione del proletariato ha come base le contraddizioni delle società capitalistiche ed è proprio il proletariato che deve impadronirsi del potere politico e passare dal capitalismo a comunismo. Questa rivoluzione porta all'eliminazione della proprietà privata, divisione del lavoro e dominio di classi. Secondo Marx vi sono diversi possibilità per prendere il potere:
-la violenza;
-la via pacifica;
L'unico obiettivo è abbattere la borghesia e le istituzioni borghesi. E' il proletariato non deve usare la macchina statale borghese ma deve distruggere i meccanismi.
Lo Stato, per Marx, è una macchina ma non può essere utilizzata da tutti a proprio piacimento. Egli parla quindi di una dittatura di una maggioranza di ex-oppressi su ex-oppressori destinata a scomparire. Infatti la dittatura è solo una transizione che mira al superamento di ogni forma di governo.

Fasi della società comunista


Marx distingue due tipi di comunismo:
-il comunismo "rozzo": indica la proprietà come proprietà di tutti, mentre gli uomini diventano operai con lo stesso salario (comunità diventa un unico capitalista). Nonostante ciò questo comunismo è governato dalla mentalità proprietaria e getta le radici nell'invidia. Il vero comunismo si ha quando l'uomo cessa di avere con il mondo sentimenti egoistici, di possesso e di consumo e si viene a creare l'uomo nuovo che si oppone all'uomo economico (homo aeconomicus).
La società futura si divide in due fasi:
-La società appena emersa quella capitalistica: tutti vengono trasformati in salariati, tutti salariati equamente senza tener conto alla individualità (la società unico datore di lavoro);
-La società che tiene conto dei bisogni e dell'individualismo;
In sintesi ecco profilarsi l'attesa società comunista: senza divisione di lavoro, senza miseria, senza divisione tra gli uomini e senza Stato.
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