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Karl Marx - Il valore della merce

Una merce ha un valore d'uso, perché deve poter servire a qualcosa, e un valore di scambio, perché può essere scambiata con altre merci.
Valore: quantità di valore necessario per produrre la merce
Il valore di una merce, quindi, non è quindi il prezzo con cui compare nel mercato, perché su esso può influire ad esempio l'abbondanza o la scarsità di quella merce nel commercio.

Il plusvalore
Nel capitalismo la produzione è finalizzata all'accumulazione di denaro (D.M.D'. - denaro-merce-più denaro= capitale); mentre nella società preborghese una quantità di merce viene trasformata in denaro per acquistare nuovamente merce (M.D.M. - merce-denaro-merce).
Ma da dove deriva il valore in più (plusvalore) che il capitalista riceve investendo il suo denaro ottenendone di più

Il plusvalore deriva dall'operaio: l'operaio infatti vende al capitalista la sua forza-lavoro come fosse una merce. Ma l'operaio produce con il proprio lavoro un valore maggiore di quello che gli viene pagato nel salario, quindi il plusvalore è il lavoro che l'operaio offre gratuitamente al capitalista.
Capitale variabile: capitale investito nei salari;
Capitale costante: capitale investito nelle macchine e nella fabbrica
Saggio del plusvalore: (plusvalore)/(capitale variabile)
Ma il profitto non dipende solo dal plusvalore perché il capitalista deve investire, oltre che nei salari, anche nella fabbrica.
Saggio del profitto: (plusvalore)/(c. costante + c. variabile)

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