Struttura e sovrastruttura


Nell’ambito del lavoro e di quella che Marx definisce «produzione sociale dell’esistenza» che è alla base della storia, vanno distinti due elementi di fondo: le forze produttive e i rapporti di produzione.
Per forze produttive si intendono tutti quegli elementi necessari al processo della produzione, cioè gli uomini che producono (la forza-lavoro), i mezzi utilizzati per produrre (mezzi di produzione) e le conoscenze tecnico-scientifiche di cui gli uomini si avvalgono per organizzare e migliorare la produzione.
Per rapporti di produzione, invece, s’intendono i rapporti che si instaurano tra gli uomini nel processo della produzione e che regolano il possesso e l’impiego dei mezzi di lavoro. I rapporti di produzione coincidono, in linea di massima, anche con i rapporti di proprietà.
Ora, forze produttive e rapporti di produzione costituiscono insieme il «modo di produzione» di un particolare periodo storico. L’insieme dei rapporti di produzione, o meglio la base economica che si esprime nel modo di produzione e nella distinzione tra forze produttive e rapporti di produzione è detto «struttura»; costituisce, in altre parole, lo scheletro dell’economia della società. La struttura rappresenta il piedistallo su cui si eleva una sovrastruttura di tipo politico, giuridico e culturale; questa «sovrastruttura» sta a indicare proprio i rapporti giuridici, le forze politiche, le dottrine etiche, artistiche, religiose ecc. di una società, cose che però vanno intese non come realtà a se stanti (idealisticamente) ma come espressioni più o meno dirette dei rapporti che definiscono la struttura di una società.
Quindi, non sono le leggi, lo Stato, le religioni ecc. a determinare la struttura economica di una società, ma è quest’ultima a determinare leggi, Stato ecc.. Proprio in questo consiste il materialismo storico marxista. È dunque chiaro che il termine “materialismo” non allude alla tesi metafisica secondo cui la materia è sostanza e causa delle cose, ma allude più che altro al fatto che le vere forze motrici della storia non siano spirituali, ma di natura socio-economica, e per questo motivo assolutamente concrete, materiali.
Il rapporto che c’è tra la struttura e la sovrastruttura è stato spesso causa di molte interpretazioni diverse.
Quando Marx parla di sovrastruttura egli intende sottolineare la dipendenza di alcuni fenomeni, come quelli politici e culturali, dalla base economica, ma facendo ciò non intende ridurli a qualcosa di poco importante o di superfluo. Dire che propositi politici, scienze, sistemi di diritto e così via dipendono da determinate condizioni e situazioni non vuol dire screditare queste cose e dire che siano soltanto delle “bolle di sapone” (Labriola).
Per indicare il rapporto tra struttura e sovrastruttura Marx fa uso dei termini “determinare” e “condizionare” alla stessa maniera; in realtà la loro portata è diversa in quanto “determinare” denota un rapporto molto stretto e immediato tra due cose, mentre “condizionare” sicuramente allude ad un rapporto più labile, indiretto. L’uso ambiguo di tali parole è dovuto al fatto che Marx voglia sottolineare la dipendenza della sovrastruttura dalla struttura senza concepire tale dipendenza in modo meccanico e immediato.
Marx non nega che le idee possano alla fine influire sugli avvenimenti storici, ma ciò avviene solo perché le idee già esprimono determinati cambiamenti della struttura. Per fare un esempio, è vero che le idee dei philosophes francesi influenzarono la Rivoluzione, ma ciò avvenne perché queste idee già rispecchiavano una situazione già in effetti rivoluzionaria. L’unico elemento realmente determinante della storia è dunque la struttura economica, mentre la sovrastruttura ne è un riflesso.

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