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La battaglia per l'autonomia della scienza e il rifiuto del principio di autorità (salvaguardia del nuovo sapere da ogni ingerenza esterna)su due fronti: contro l'autorità religiosa ,della chiesa, e l'autorità culturale degli aristotelici. Pars destruens.
Polemica contro la Chiesa e contro i teologi: la riforma protestante aveva messo in crisi la dottrina della chiesa. Se mettevi in discussione la fede mettevi in discussione tutto quanto quindi la chiesa teneva duro in maniera molto forte. Ogni tema era legato sia alla teologia,alla cultura e alla scienza che era sempre collegata al modello aristotelico-tolemaico, ogni tema di sapere delle bibbia era stato gia accettato come veritiero. Di fronte alla riforma e alla sua critica aveva avuto sia difesa che diffidenza. Il problema di fondo è che se mettevi in discussione le tesi aristoteliche tolemaiche mettevi in discussione tutta la bibbia e tutti i suoi presupposti, non solo la fede ma anche la cultura e la scienza. La controriforma aveva stabilito che ogni sapere dovesse essere in armonia con le sacre scritture, con la precisa interp. fornita dalla chiesa . ci si chiedeva allora se il credente dovesse accettare solo il messaggio religioso e morale oppure ogni affermazione scritturale della bibbia comprese qll di carattere scientifico che le nuove scoperte mettevano in discussione. Bellarmino era convinto che negare certi dati esposti nelle scritture invalidassero la verità della bibbia(spirito santo). Galileo scrive le due lettere a benedetto castelli e a Cristina di Lorena sperando che queste autorità una della nobiltà e l’ altra del clero, (quelle più aperte) potessero sostenerlo, le scrive in volgare , le pubblica, entrambe hanno un contenuto simile, enuncia i problemi iniziali detti dalle sacre scritture che sostenevano la tesi geocentrica contro quella eliocentrica e per la chiesa bisognava accettare tutto come buono; galileo invece li pone su due piani diversi e sposta i termini della questione cioè della fede e della scienza su 2 piani diversi pur premettendo . Segue un ordine preciso e semplice di scansione della lettere: premessa,tesi di fondo e argomentazione e poi le conclusioni.

In queste ultime afferma che entrambi derivino da dio: 1)sacre scritture e 2)natura: eliocentrismo di Copernico
1) nel 600 diventa un problema perché gli autori dei testi sacri hanno scritto ciò per farsi capire dal pubblico rozzo ed ignorante, hanno dovuto usare un linguaggio vicino al senso comune (dovuto usare il loro linguaggio e i loro strumenti ed è stato costretto a esprimersi in modo semplice e superficiale. in conclusione non dobbiamo fermarci al significato letterario delle sacre scritture ma interpretarle perché se no anche tutte le caratteristiche antropomorfe attribuite da dio all’ uomo sarebbero eresie se le seguissimo commetteremo un eresia e se non ci fermiamo al significato letterario di questo allora neanche per l’ altro. Lavoro di decodifica(interpretazione) (Filologico di interpretazione dei testi ). La scienza e le sacre sono le massime autorità ma in campi diversi, autonomi in cui non vi può essere contrasto. Sulle questioni della natura i teologi non si devono affidare alle sacre figuriamoci gli scienziati, ma alla scienza e non viceversa cioè la scienza non si deve adattare alle sacre scritture .
Natura e scienza: la natura non si preoccupa di essere interpretata , che i suoi modi siano capiti perché non puo andare incontro a quelle leggi che sono immutabili , dobbiamo usare il suo linguaggio : la matematica, la bibbia è da capire interpretandola, la natura invece usando un linguaggio matematico , quindi non vi e’ un interpretazione ma è necessario cogliere le leggi oggettive che si basano su qualità primarie oggettive e che si esprimono sul linguaggio matematico. E noi possiamo capirla bene perché dotato di sensi, intelletto e discorso e queste sono le sue abilita’, vi e’ una differenza trai destinatari delle sacre scritture che era tutto il popolo e quelli della scienza e della natura che sono gli studiosi e quindi usano un altro linguaggio metaforico, immagini da interpretare per le sacre scritture (metodo = semplice metafore , interpretazione soggettive) , la natura invece da scoprire , da leggere attraverso la scienza ed il suo metodo basato su un linguaggio matematico oggettivo e metodo scientifico formato da sensate esperienze e necessarie dimostrazioni ) .la scienza è l’ unica autorità a cui dobbiamo attenerci , dopo le differenze di linguaggio diventa un problema di fini e di scopi : ad esempio lo scopo delle sacre scritture è saper spiegare la via della salvezza-ambito della fede “duchessa di Lorena”“Come si va al cielo”.
Lo scopo del libro della natura invece è “come vada il cielo” descrivere come e’ il cielo e le sue leggi. La bibbia non puo’ fare testo sulle questione naturali e se e’ in contrasto con la scienza deve essere interpretata non il mondo naturale – porterà effetti pessimi 1613, 1616 subisce ammonizione dall’autoritas della chiesa.
La polemica contro gli aristotelici: critica agli aristotelici(infedeli discepoli-che invece di osservare direttamente la natura e di confermare ad essa le proprie opinioni si limitano a consultare i testi delle biblioteche vivendo in un astratto mondo di carta con la convinzione che il mondo sta come scrisse Aristotele e non come vuole la natura) non ad Aristotele(stima-si manteneva abbastanza laica), erano i suoi seguaci che aveva selezionato Aristotele,erano dogmatici(dogmatismo antiscientifico-ostacola l’ avanzamento del sapere e inebetisce gli intelletti), sapere di carta, non una osservazione diretta dei testi ma su concetti artificiosi e astratti ,anche sulla natura ,critica per quanto riguarda le lettere.

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