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Concezione morale dell'illuminismo

Come la religione naturale afferma la sua indipendenza dalla rivelazione divina, così la morale si rende autonoma da ogni legge precostituita e ricerca nella stessa natura umana il principio etico dell'attività pratica, diventando anch'essa naturale. Questo principio interiore trova la sua radice nel sentimento che si manifesta come simpatia, benevolenza verso gli altri, in opposizione all'istinto egoistico. L'uomo perciò ha il compito di vincere il proprio egoismo, di trascurare il proprio interesse personale per seguire l'altruismo e adoperarsi così per la felicità dei propri simili, promuovendo l'armonia universale fra tutti gli uomini.
Il più significativo seguace della dottrina morale del sentimento è l'inglese Antonio Aschley Cooper, conte di Shaftesbury (1671-1713), il quale identifica bellezza, verità e bene, ispirandosi alla concezione della filosofia classica greca.

Egli sostiene che la virtù è armonia, equilibrio interiore, cioè bellezza, e l'uomo, che compie il bene superando l'istinto egoistico, attua in se stesso la medesima armonia esistente nell'universo.
in tal modo la morale si rende autonoma, dal momento che non è legata alla rivelazione divina o ai dogmatici precetti religiosi, bensì trova in se stessa il proprio fine.

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