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Le prove dell'esistenza di Dio

Prova a posteriori= terza prova tra quelle enumerate da Tommaso d’Aquino nella Somma teologica e precisamente di quella desunta dal rapporto tra il possibile e il necessario. Leibniz formula ricorrendo al principio di ragion sufficiente. Dio, egli dice, è la prima ragione delle cose. Bisogna dunque cercare la ragione dell’esistenza del mondo; e bisogna cercarla nella sostanza che porta in se stessa la ragione della sua esistenza e che perciò è necessaria ed eterna.
Se un mondo solo esiste, tra innumerevoli mondi tutti ugualmente possibili e tutti con una pretesa all’esperienza, la ragion sufficiente di esso non può che essere costituita da un intelletto che ha le idee di tutti i mondi possibili e da una volontà che ne sceglie uno: l’intelletto e la volontà di Dio. La potenza della sostanza divina rende poi efficace la volontà.

Dio è quindi allo stesso tempo ragion sufficiente del mondo che esiste di fatto e la ragion sufficiente di tutti i mondi possibili.
Dio è la fonte non soltanto di ogni realtà, ma anche delle essenze possibili e delle verità eterne.

Concetto del possibile (Anselmo)= alla forma cartesiana dell’argomento ontologico oppone che si può dedurre l’esistenza, in quanto perfezione, dal concetto di un essere che possieda tutte le perfezioni solo dopo aver dimostrato che il concetto di questo essere è possibile.
In Dio dunque possibilità e realtà coincidono: tale è, secondo Leibniz, il significato della necessità della sua natura. Posto che sia riconosciuto possibile, dev’essere riconosciuto esistente; e non c’è dubbio che possa o debba essere riconosciuto possibile, data la totale assenza di limitazioni intrinseche che lo caratterizza.

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