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Concetti Chiave

  • Soren Kierkegaard, nato a Copenhagen nel 1813, visse una vita influenzata dalla rigida religiosità del padre, un pastore, che lo portò a considerare la ricchezza come un castigo.
  • Dopo aver rotto il fidanzamento con Regine Olsen, Kierkegaard si dedicò alla scrittura, affrontando critiche e campagne denigratorie, che lo resero amareggiato.
  • Kierkegaard critica la filosofia di Hegel, sostenendo che la verità è soggettiva e ruota attorno all'esperienza personale, senza possibilità di mediazione.
  • Individua tre stadi della vita: estetica, etica e religiosa, ognuno dei quali rappresenta alternative radicali con implicazioni diverse per l'esistenza umana.
  • Lo stadio religioso, esemplificato dalla storia di Abramo, offre una via di redenzione attraverso il paradosso della fede, superando le ambiguità della vita etica.

Indice

  1. Infanzia e influenze familiari
  2. Rottura con Regine Olsen
  3. Critica alla chiesa luterana
  4. Critica a Hegel
  5. Stadi della vita
  6. Vita estetica
  7. Figura del Don Giovanni
  8. Disperazione e cambiamento
  9. Vita etica
  10. Limiti della vita etica
  11. Stadio religioso e Abramo

Infanzia e influenze familiari

Soren Kierkegaard nacque a Copenhagen nel 1813. La sua esistenza fu segnata da una rigida religiosità che gli era stata inculcata dal padre, che era un pastore vedovo e anziano che si risposò con una cameriera. Kierkegaard prese bene la morte della madre e, la conseguente morte di tutti i suoi fratelli. Si convinse perciò che sulla sua famiglia gravava una maledizione derivante dal fatto che il padre una sola volta aveva maledetto il cielo a causa della sua condizione di povertà. La loro condizione familiare migliora con la morte di uno zio che lascia loro una cospicua eredità che da Kierkegaard viene visto come un ulteriore castigo perché riteneva che la ricchezza chiudesse le porte del paradiso.

Rottura con Regine Olsen

Nel 1841 ruppe anche il fidanzamento con Regine Olsen della quale era innamorato e rimase innamorato, ma riteneva che lei fosse la sua prima priorità, un posto che doveva essere riservato soltanto a Dio e al loro rapporto assoluto. Dopo quest’episodio si recò a Berlino ad ascoltare gli insegnamenti di Schelling che ascoltò prima con entusiasmo e poi con delusione. Ritornato a Copenhagen si dedicò all’attività di scrittore. Nel 1846 fu vittima di una campagna denigratoria del giornale il Corsaro. Kierkegaard fu amareggiato non soltanto perché era stato deriso ma anche perché non era stato difeso da personaggi di spicco.

Critica alla chiesa luterana

Continuò a scrivere opere religiose e nel 1854 avviò una polemica contro la chiesa luterana danese in risposta ad un elogio funebre per il vescovo Mynister scritto dal vescovo Martenses. Inasprì la polemica nella rivista da lui fondata “l’istante.” La polemica consumò le sue energie e morì nel 1855. Scrisse numerose opere servendosi di pseudonimi e altre con il suo vero nome.

Critica a Hegel

Kierkegaard critica Hegel per la sua filosofia di sistema. Per Kierkegaard infatti, la verità non è oggettiva, ma soggettiva e la filosofia ruota intorno all’esperienza personale. Inoltre, a differenza di Hegel, non ritiene sia possibile una mediazione et… et, per lui o si fa una scelta o se ne fa un'altra.

Stadi della vita

Egli individua tre diverse possibilità di esistenza “gli stadi della vita”. Ogni individuo può vivere la vita in uno solo di questi tre modi oppure può passare da uno stadio all’altro senza un collegamento, ma con un salto. I tre stadi, infatti, sono sono simili ma costituiscono delle alternative radicali: la vita estetica, la vita etica e la vita religiosa.

Vita estetica

La vita estetica si basa sul piacere di un attimo che deve essere detratto da ogni situazione. L’esteta è colui che vive senza riflettere e senza impegnarsi sia dal punto di vista matrimoniale sia professionale.

Figura del Don Giovanni

Kierkegaard esemplifica questo stadio con la figura del Don Giovanni, il quale vive senza impegnarsi l’amore immediato e sensuale. Per lui vedere e amare una donna sono una cosa sola, e in questo modo deve continuamente ripetere la conquista. La donna viene così da lui considerata non nella sua individualità ma nell’università. L’uomo che vive da esteta è però costretto a rimanere inappagato perché la somma di esperienze finite non da un’esperienza infinita.

Johannes, infatti, a differenza del don Giovanni rappresenta la seduzione intellettuale, la riflessione sulla vita estetica. Egli scrive un diario dal quale trae il massimo piacere di conquista di Cordelia, che non mira a conquistare subito per il piacere di un attimo ma per l’intensità di appagamento. Tuttavia anche lui rimane inappagato perché vive solo in se stesso e quindi sempre nella dimensione finita.

Disperazione e cambiamento

L’esteta è colui che non ha mai preso una decisione e ha lasciato che fosse la vita a scegliere per lui. Questo stile di vita lo porta alla disperazione e soltanto attraverso essa l’esteta può arrivare ad un cambiamento radicale. Ammettendo il fallimento della propria esistenza, entra nella sfera etica.

Vita etica

La vita etica è rappresentata con il matrimonio, simbolo di una scelta che si rinnova in ogni momento. Chi vive secondo l’etica accetta la ripetizione, confermando l’amore per una stessa donna o per una stessa professione. A differenza dello stadio etico, infatti, l’uomo ha una storia: il presente è frutto del passato e da esso dipende il futuro.

Limiti della vita etica

Lo stadio etico non costituisce l’ultimo stadio per l’uomo perché caratterizzato da ambiguità che devono essere superate. Vivere secondo l’etica significa conformarsi alle leggi morali che prevedono il sacrificio della singolarità. L’etica afferma il primato dell’universale sul singolare. Nello stadio etico l’uomo si trova a vivere il pentimento perché l’etica presumere che l’uomo sia in grado di realizzare l’idealità che essa addita come scopo. Nel momento in cui l’uomo non la realizza si sente in colpa e si pente. Questa consapevolezza porta allo scacco dell’etica perché l’insufficienza dell’uomo rinvia alla sua peccaminosità. La redenzione dal peccato è possibile solo attraverso la sfera religiosa.

Stadio religioso e Abramo

Lo stadio religioso viene spiegato da Kierkegaard esaminando la storia di Abramo. Secondo la bibbia Dio promette ad Abramo un figlio, Isacco. Essendo quest’ultimo cresciuto, chiede ad Abramo di sacrificarlo. Abramo si trova di fronte ad una contraddizione tra la legge morale e il dovere verso Dio. Niente secondo l’etica può giustificare l’assassinio del figlio che vede prevalere il singolare sul generale. Tuttavia Abramo accetta il paradosso della fede che riguarda il singolo e in particolare il rapporto con l’assoluto. Prima che Isacco venga sacrificato Abramo viene fermato dall’angelo. Essendo pronto a perdere il finito Abramo lo riacquista in virtù dell’assurdo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'influenza della famiglia sulla vita di Kierkegaard?
  2. La rigida religiosità del padre e le esperienze di perdita familiare segnarono profondamente Kierkegaard, portandolo a credere in una maledizione sulla sua famiglia, influenzando così la sua visione della vita e della ricchezza (testo).

  3. Perché Kierkegaard decise di interrompere il fidanzamento con Regine Olsen?
  4. Kierkegaard ruppe il fidanzamento con Regine Olsen perché riteneva che il suo amore dovesse essere subordinato a Dio, considerandola una priorità che non poteva competere con il suo rapporto assoluto con il divino (testo).

  5. Qual è la critica principale di Kierkegaard alla filosofia di Hegel?
  6. Kierkegaard critica Hegel per la sua filosofia di sistema, sostenendo che la verità è soggettiva e che ogni individuo deve fare scelte personali, senza possibilità di mediazione (testo).

  7. Come descrive Kierkegaard i tre stadi della vita?
  8. Kierkegaard identifica tre stadi di esistenza: la vita estetica, caratterizzata dal piacere immediato; la vita etica, che implica scelte e responsabilità; e la vita religiosa, che supera le ambiguità etiche attraverso la fede (testo).

  9. Qual è il significato dello stadio religioso secondo Kierkegaard?
  10. Lo stadio religioso, esemplificato dalla storia di Abramo, rappresenta un paradosso di fede in cui il singolo deve affrontare il dovere verso Dio, accettando l'assurdo e superando le leggi morali (testo).

Domande e risposte

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