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Kierkegaard, gli stadi dell'esistenza

Estetico. Sfera del gioco, dell’immaginazione, l’esistenza è come un teatro. Gli emblemi sono Don Giovanni e Faust. Il primo si lancia in conquiste infinite, nel piacere della seduzione, esalta la forza dell’eros. Anche la musica di Mozart e la ricerca della conoscenza assoluta rientrano in questo ambito. Johannes è vita estetica al più alto livello. Vi è l’orizzonte della possibilità infinita senza mai compierne la realizzazione. Significa non gettare mai via la maschera. E’ una vita priva di durata e di memoria. E’ disperazione.

Etico. E’ la scelta. Si istituisce una personalità morale. La scelta è rivelarsi al mondo, uscendo dalla maschera, così si ha anche un diverso rapporto col tempo. Esso infatti è consistente, duraturo, ha uno sviluppo. Nell’etica vi è storia e memoria. Emblema è il giudice Wilhelm. Il matrimonio dà possesso, intesa, amore, continuità, serietà nella vita. Non annulla l’estetico ma lo comprende in una bellezza superiore. Lavoro + amicizia sono gli ingredienti della vita etica. Ma la ricerca della perfezione naufraga contro la peccaminosità.

Religioso. Pentimento. Storia di Abramo: Dio gli impone di uccidere il figlio, lui sta per farlo ma l’angelo lo ferma. Riavrà sia suo figlio Isacco che l’amore di Dio. Vi è una collisione fra etica e religione. Il passaggio da innocenza a peccato è contraddistinto dall’angoscia, che è “vertigine della libertà”.

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