Ominide 1172 punti

Gli stadi dell'esistenza di Kierkegaard


Gli stadi dell’esistenza di Kierkegaard sono dei modelli di vita che non possono sintetizzarsi hegelianamente in una sintesi dialettica, ma si presentano come alternative inconciliabili che si escludono l’un l’altra. Infatti tra essi esiste una sorta di “abisso”, un “salto” che non permette di tornare indietro una volta compiuta la scelta.
Kierkegaard sottolinea, inoltre, come ognuno degli stadi sia caratterizzato da una pura scelta e come uno non sia la conseguenza logica dell’altro.
Gli stadi dell’esistenza sono tre:
-Vita estetica: la figura emblematica della vita estetica e il Don Giovanni di Mozart, il seduttore che rifiuta ogni vincolo o impegno continuativo rapportandosi con tutte le donne senza impegnarsi moralmente davvero con una di loro (le ama tutte perché non ne ama nessuna). L’esteta, infatti, ha il desiderio di fuggire ogni forma di ripetizione per non ricadere nella noia, e quindi cambia continuamente donne per non ripetere la vita accanto alla stessa donna. Ma, cercando di fuggire dalla ripetizione, diventa succube di essa in quanto ripete costantemente il gesto di cambiare donna e, contemporaneamente, cercando di fuggire dalla noia, ci ricade poiché essa subentra costantemente una volta conquistata la donna. La cifra temporale è l’attimo, appunto perché rifugge la ripetizione. Questa contraddizione con se stesso porta alla disperazione, con cui si può compiere il salto verso la scelta opposta abbandonandosi ad essa rompendo l’involucro della pura esteticità.
-Vita etica: abbracciando la disperazione l’individuo può compiere il “salto” verso lo stadio etico, completamente opposto a quello estetico. In esso la figura emblematica è quella del marito, caratterizzato dalla stabilità, dalla continuità, dalla scelta della stessa donna ogni giorno e dall’impegno quotidiano nella vita e nel lavoro, relazionandosi con altre persone. Il marito e lavoratore sceglie consapevolmente la ripetizione e la accetta. Nella vita etica la cifra temporale è, infatti, la continuità. Ma questa scelta può portare ad una contraddizione, ovvero la possibilità e consapevolezza del peccato, nel quale si può ricadere vivendo in una dimensione sociale. Il “salto” verso l’ultimo stadio avviene con il pentimento e la conseguente apertura a Dio, con la consapevolezza di non essere autosufficiente e di aver bisogno di qualcun altro).
-Vita religiosa: l’ultimo salto è quello verso lo stadio religioso, che presuppone l’apertura e il completo e totale abbandono a Dio come essere assoluto. La dimensione religiosa e della fede, però, è caratterizzata dal paradosso e dallo scandalo, e ciò è emblematico nella figura di Abramo. Dio chiede ad Abramo di uccidere il figlio senza una spiegazione razionale (come Agamennone e Ifigenìa), andando contro ogni tipo di moralità umana. Infatti la fede presuppone quel totale abbandono che scardina il concetto di moralità per arrivare a una fiducia scandalosa e paradossale per Dio (incarnazione di Cristo).

Bibliografia:

Con-Filosofare
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email