Kierkegaard

Nato e morto a Copenhagen (Danimarca). É l ultimo di sette figli, ma nel giro di una quindicina d anni morirono 5 fratelli e la madre e il padre. Nel 30 inizia a studiare teologia, sembra essere la sua vocazione, ma alla fine non conclude i suoi studi.
Si innamora perdutamente di una ragazza, ma anche questo amore finisce presto.
Vive sempre a Copenhagen tranne un viaggio che fa anche lui a Berlino.
All improvviso diventa famoso e i suoi testi vengono tradotti in tedesco.
Gli ultimi anni della sua vita sono caratterizzati da uno scontro con il vescovo riguardo ad alcuni suoi scritti.
È più un teologo protestante che un filosofo, fa rarissime incursioni filosofiche e lo fa prevalentemente nel suo diario (pagine private).
Nel primo 900 influenzerà il movimento esistenzialistico, (es. Martin Heidegger).
Fu una persona abbastanza anonima, infatti molti dei suoi scritti furono pubblicati sotto vari pseudonimi.

0)Filosofia contro la filosofia- È un uomo che ha sofferto molto e lo capiamo dai suoi diari, ma non capiamo da cosa derivi di preciso questo dolore. Continuo riferimento a questo "pungolo nella carne". (Espressione paolina)
"Ciò che mi rende in popolare non é tanto la difficoltà dei miei scritti, quanto il mio modo di esistere[...] ma in fondo questa é la mia grandezza." Diario

Non é un vero filosofo, ma é più un teologo. È un filosofo che critica la filosofia del tempo.
Si riferisce direttamente a Hegel e agli hegeliani, critica il fatto che tutto sia una mediazione, una sintesi di contrari. Il secondo tu é rivolto ai fatalisti o agli hegeliani che credono che la storia é compiuta dallo spirito e che l uomo non possa parteciparvi o al positivismo che ritiene che é la scienza che fa la storia. La filosofia si rivolge al passato e non al futuro. Ma Kierkegaard capisce che la vita dell uomo é nel presente ed é rivolta al futuro. La sua domanda é: cosa deve fare un uomo della vita se la filosofia non c'entra niente? Ma sa già che la sinistra hegeliana riderà di questa domanda fatta da un non filosofo che critica la filosofia.

1) L esistenza
Bisogna combattere i sistemi panteistici, es. Hegel. Ma é inutile rispondere con un altra filosofia contraria. Bisogna sottolineare il tema dell esistenza. Non si può fare una filosofia/sistema dell esistenza. Cos é l esistenza? É l impossibilità stessa di farne un sistema perché ognuno ha la sua vita. L esistente ha due vie: o fare tutto per dimenticare che esiste (negare l esistenza) o concentrarsi sul fatto che esiste. Quindi cos é l esistenza? La vita reale, concreta, con tutti i suoi problemi. Solo Dio può farne un sistema. Kierkegaard combatte il sistema con l esistenza.

La filosofia di Hegel ha tolto il principio di contraddizione, aut-aut e l,ha sostituito con l et-et. Se si parla di logica, di puro pensiero l aut aut non esiste, tutto é comprensibile. Nell esistenza però é impossibile, altrimenti sopprimerei l esistenza stessa. Aut aut significa decidere.
Esistenza é qualcosa di decisivo. È fuori da ogni concetto possibile, non è pensabile(ex-stare=stare fuori).
La filosofia moderna crede nell immortalità del concetti, non in quella del singolo, quella individuale.

2) Il singolo e la scelta.
Tutto deve passare dal singolo perché i miei problemi non li risolvo su un libro.
Sei il tuo plasmatore, tu puoi decidere chi essere, ma non in senso idealistico.
Chi sono io é la conseguenza di ciò che ho deciso. Se uno è un uomo deve sprofondare completamente in ciò che ha deciso. Bisogna essere radicali nella propria scelta, non si può mettere il piede in due scarpe. Essere uomini é decidere. Se non decidi qualcuno sceglie per te e quindi perdi la tua libertà e cadi nella disperazione.
Angoscia- la vertigine della possibilità. È un angoscia positiva, é di uno che sa che la decisone è una cosa seria. La paragona con la disperazione che é di un uomo che non ha deciso, perché qualcun altro ha deciso per lui. Non è un problema di religione é un problema di essere uomini.

3) Scelta estetica e scelta etica- Gli stadi
Ci sono tre stadi, tre modi di stare di fronte all esistenza: estetico, etico, religioso.

-Scelta estetica- é completamente spontanea e quindi non é una scelta, é solo apparente altrimenti si perde nella molteplicità. Non prende la scelta con serietà.
-Scelta etica é più difficile, implica una mortificazione un sacrificio. La scelta non é più così ampia. Non è importante scegliere giusto, perché l uomo può sbagliare, ma ciò che fa la differenza é che l uomo è serio difronte alle sue scelte, non si fa guidare dai sensi.
L uomo può anche scegliere bene, ma la vita é continuamente un aut aut.

-Stadio religioso. Un esempio di uomo religioso é Abramo.
La vita sarebbe assurda senza un senso trascendente, sarebbe disperazione.
Ci furono tanti uomini potenti, Abramo fu il più grande di tutti, per la forza, per la saggezza, la speranza che sono dei paradossi. Lasciò la sua terra per fede, altrimenti la sua partenza sarebbe stata folle. Il paradosso é la sostanza della sua vita religiosa perché é contro l opinione pubblica (parà doxa).
Un altra espressione della sua morale é l amore del padre per il figlio. Essere morale è una tentazione di disobbedire a Dio. Lui abbandona la morale per seguire dio. Allora cos é il dovere?? Obbedire alla volontà di dio.
La fede é uno scandalo, paragonata a una pietra davanti a un sentiero: non puoi fare finta di niente, devi pendere una posizione. Non si può andare avanti senza inciampare nello scandalo. La fede implica lo scandalo. Abramo é diverso dall eroe tragico che rinuncia al certo per il più certo.

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