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La vita di Immanuel Kant giunge fino ai primi anni dell’800. Egli vive, non solo l’età dell’illuminismo, ma anche quella delle due grandi rivoluzioni: la Rivoluzione americana e la Rivoluzione francese. Nel XVIII secolo la Germania è politicamente divisa in pochi grandi Stati e centinaia di principati minori. Tra i maggiori Stati tedeschi vi è la Prussia che sotto il regno di Federico II attua un programma di espansione territoriale. In politica interna Federico è aperto al rinnovamento: impone la tolleranza religiosa, abolisce la tortura, decreta l’obbligatorietà dell’istruzione elementare e realizza una riforma delle istituzioni scolastiche. Fra i sovrani dell’epoca si distingue per il fecondo rapporto che stabilisce con gli intellettuali dell’Illuminismo dai quali riceve l’appellativo di re-filosofo. In campo culturale si assiste in Germania ad una graduale fioritura che portò il Paese al primo posto in Europa nei campi della filosofia. Concorrono a questo sviluppo diversi intellettuali. Dai contemporanei questi intellettuali vengono chiamati “filosofo popolari”. Fra di loro spicca la figura di Ephraim Lessing. Il carattere illuministico del suo pensiero si esprime nella concezione della storia dell’umanità. Nelle università, invece, si afferma il razionalismo di Leibniz, nella versione sistematica di un suo allievo, Christian Wolff.

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