Immanuel Kant

Vita e opere

Nacque nel 1724. Kant studiò la filosofia, la matematica e la teologia nell'università della sua città. Finiti gli studi fu precettore, poi insegnò all'università. Nel 1770 fu nominato professore di logica e metafisica all'università dove restò fino alla morte (1804).
Kant è un illuminista tedesco con profondi interessi per la scienza e per la filosofia. L'illuminismo tedesco si caratterizza nel metodo, nella forma logica. Questo metodo sarà chiamato metodo della ragion fondante. Questo i concetti nella loro possibilità. La coincidenza del fondamento e della possibilità è la caratteristica di tale metodo che ritiene fondato un concetto quando se ne possa dimostrare la possibilità/mancanza di contraddittorietà interna.
Si distinguono due periodi:

1. periodo precritico: L’interesse prevalente è per la scienza. Uno tra i testi più importanti è “La storia naturale universale e teoria dei cieli” del ’55; si pone la problematica della formazione dell’intero sistema cosmico. Sposa dunque la spiegazione meccanicistica. Nel ’62 Kant legge Hume. Tutte le sue certezze metafisiche cadono. Condanna l’impostazione metafisica della filosofia passata. Nel ’63 scrive: “L’unico argomento possibile per una dimostrazione dell’esistenza di Dio”, dove critica le consuete dimostrazioni metafisiche di Dio. Nel ’65 scrive “Sogno di un visionario chiariti con i sogni della metafisica” che contiene il primo abbozzo di criticismo kantiano. Sostiene che la metafisica debba arrivare ad essere scienza dei limiti della ragione umana. Il compito è dunque fissare i limiti oltre i quali la ragione non può indagare.

2. periodo critico: Il momento della svolta si può datare: 1769 (periodo della sua “rivoluzione copernicana). Ma il primo testo completamente connotato dalla nuova filosofia del 1781 “La critica della ragion pura”. Tra le opere più importanti: La Dissertazione, la Critica della ragion pura, la Critica della ragion pratica, la Critica del giudizio. Il pensiero di Kant viene detto "Criticismo", in opposizione al dogmatismo e identifica l'esame della ragione sulle capacità e sui limiti di essa nell'attività conoscitiva (Ragion pura), nell'attività pratica (Ragion pratica) e nell'esaminare il sentimento (Critica del giudizio).

La critica della ragion pura di Kant

Consiste in un' analisi critica dei fondamenti del sapere che al tempo di Kant si divideva in scienza e metafisica. Per Kant la prima appariva come un sapere fondato e in continuo progresso, mentre la seconda non aveva lo stesso cammino sicuro. Poiché Hume aveva nutrito dubbi anche sulla validità della scienza, Kant decise un riesame globale della struttura e della validità della scienza. Kant respinge lo scetticismo scientifico di Hume ma ne condivide invece lo scetticismo metafisico.

Kant si pone quattro domande: 1) Come è possibile la matematica pura? 2) Come è possibile la fisica pura? 3) Come è possibile la metafisica in quanto disposizione naturale? 4) Come è possibile la metafisica come scienza? Nel caso delle scienze basta chiedersi come siano possibili, nel caso della metafisica, bisogna chiedersi se siano possibili.
Giudizi sintetici a priori
Kant dice che per poter parlare di scienza si ha bisogno dei giudizi sintetici a priori, cioè di giudizi in cui il predicato aggiunge qualcosa al soggetto e che non derivano dall’esperienza.
Da questo punto di vista, né i Razionalisti, né gli Empiristi sono riusciti a fare scienza poiché gli uni hanno formulato giudizi analitici a priori (giudizi dove il predicato è già inserito nel soggetto), gli altri giudizi sintetici a posteriori (giudizi dove il predicato afferma qualcosa di nuovo rispetto al soggetto ma deve essere verificato dall'esperienza).
La scienza quindi deriva dall'esperienza e da giudizi sintetici a priori.

Rivoluzione Copernicana

Da dove provengono i giudizi sintetici a priori visto che non derivano dall'esperienza?
Per rispondere Kant elabora una nuova teoria della conoscenza intesa come sintesi di materia e di forma.
Per materia intende la molteplicità delle impressioni sensibili che provengono dall'esperienza, per forma intende l'insieme delle modalità fisse a priori attraverso cui la mente ordina la materia sensibile (spazio e tempo). Quindi la conoscenza viene vista come una sintesi tra materia e forma. Come Copernico nel campo astronomico capovolse la concezione tolemaica, così Kant si vanta di avere introdotto una rivoluzione nel modo tradizionale di intendere la filosofia. In base a questo nuovo modo di vedere la conoscenza, Kant fa la distinzione tra fenomeno e noumeno. Il fenomeno è la realtà come ci appare attraverso le forme a priori, il noumeno è la realtà considerata indipendentemente da noi e dalle forme a priori mediante cui la conosciamo.

I tre gradi della conoscenza

Kant articola la conoscenza in tre facoltà principali: la sensibilità, l'intelletto e la ragione. La sensibilità è la facoltà con cui gli oggetti ci sono dati intuitivamente attraverso i sensi e tramite le forme a priori di spazio e di tempo, l'intelletto è la facoltà attraverso cui pensiamo i dati sensibili tramite le categorie, la ragione è la facoltà attraverso cui cerchiamo di spiegare la realtà mediante le idee di anima, mondo e Dio. Su questa tripartizione si basa la divisione della Critica della ragion pura che si divide in: dottrina degli elementi (cerca di scoprire gli elementi formali della conoscenza) e la dottrina del metodo (determina l'uso possibile degli elementi formali della conoscenza). La dottrina degli elementi si divide poi in estetica trascendentale (studia la sensibilità e le sue forme a priori di spazio e di tempo) e in logica trascendentale che si sdoppia a sua volta in analitica trascendentale (studia l'intelletto e le categorie) e in dialettica trascendentale (studia la ragione e le sue tre idee di anima, mondo e Dio).

L'estetica trascendentale.

Le sensazioni, per essere comprese da noi hanno bisogno di un ordine. Questo viene dato dall'idea di spazio e dall'idea di tempo. L'idea di spazio e di tempo sono le forme a priori dell'intuizione. Lo spazio è forma del senso esterno ( lo spazio rende possibile la conoscenza degli oggetti secondo un ordine di coesistenza spaziale), il tempo è forma del senso interno e del senso esterno (esso rende possibile la conoscenza della successione temporale degli stati d'animo e della percezione dei fatti esterni).

L'analitica trascendentale e lo schematismo.

I dati ricevuti dall'intuizione sensibile vengono adesso ordinati dall'intelletto che opera una sintesi dal molteplice all'unità attraverso le categorie e viene definito <<legislatore della natura>> .
Le categorie sono quindi le leggi, con cui raccogliamo la realtà. Per le categorie Kant si ispira alla tavola dei giudizi di Aristotele intendendole non come modi dell'essere ,ma come modi di funzionare del pensiero.
Kant parla di dodici categorie: tre quantitative, tre qualitative, tre di relazione e tre di modalità.
Le categorie di relazione si riferiscono a come noi sviluppiamo certi giudizi. Le categorie di modalità si riferiscono a come noi esprimiamo il metodo, la tipologia del giudizio.
Se esistono queste dodici categorie, bisogna pensare che ci sia un io (un centro) di cui le categorie siano funzioni. Kant dà il nome di “io penso” a questa funzione poiché vuole parlare del pensiero nel momento in cui pensa.
L'io penso è dunque il principio supremo della conoscenza umana, esso organizza la realtà.

La dialettica trascendentale: studio critico del pensiero che si abbandona alla metafisica.
l’uomo può conoscere solo il fenomeno, infatti L’uomo è cosciente di questo, ma nonostante tutto si sente insoddisfatto e allora si abbandona alla metafisica.

Kant affronta il problema se la metafisica possa anch’essa costituirsi come scienza e lascia intuire una risposta negativa. Con il noumeno kant unifica tutto il mondo interno con l’idea di anima; i fenomeni esterni col mondo e l’unione dei fenomeni esterni con quelli interni con l’idea di Dio.
Queste tre idee non si costituiscono in scienza.
L'illusione della critica della ragion pura consiste nella metafisica.

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