Vita di Kant


Kant è nato il 22 aprile 1724; è stato un filosofo tedesco, il più importante esponente dell'illuminismo tedesco. La sua filosofia è stata definita "filosofia del limite" perché voleva stabilire i limiti e le possibilità del conoscere umano. Kant era agnostico, credeva in Dio ma non aveva la capacità di dimostrare la sua esistenza, per tanto non era sicuro della sua esistenza.

"Critica della ragion pura"

Kant pubblica due volumi, il primo risalente al 1781 e il secondo, dove cerca di chiarire meglio alcuni punti, risale al 1787, si pone una domanda "Che cosa posso conoscere?", e tratta la problematica gnoseologica, della conoscenza. Come già detto in precedenza, Kant intende stabilire i limiti e le possibilità. I limiti vengono chiamati da Kant noumeno, ovvero un ente pensabile ma non effettivamente conoscibile. Le possibilità vengono chiamate fenomeno, ovvero ciò che appare. I filosofi cercano di elaborare una relazione tra uomo e mondo, l'uomo è il soggetto conoscente, il mondo l'oggetto conosciuto, ciò che sta davanti a me, diverso da me. L'oggetto ha un duplice strato costitutivo: fenomeno e noumeno (essenza, cosa in sé). Secondo Kant è l'oggetto che si adegua alla mente del soggetto. Siamo noi a dare una forma agli oggetti esterni. Il mondo ha un tale ordine perché noi gli diamo una forma con le nostre strutture mentali. Kant fa una distinzione tra il pensare e il conoscere e fa un esempio:
    La mia mente può pensare di avere 100 talleri in tasca, ma non è detto che io li abbia veramente, quindi controllo e dopo che ho controllato mi accorgo che non ci sono, quindi ho la conoscenza del fatto che i 100 talleri non sono nella mia tasca.
La Critica della ragion pura si apre con una prefazione, alla quale segue la prima parte estetica trascendentale, e la seconda parte logica trascendentale che si divide in analitica trascendentale e dialettica trascendentale

Estetica trascendentale

Qui Kant parla delle sensazioni e della conoscenza sensibile, ovvero l'esperienza fatta tramite le sensazioni. Le sensazioni sono forme a priori della sensibilità.

Logica trascendentale

Qui Kant spiega l'attività dell'intelletto.
Questa parte si divide in:
Analitica trascendentale, nella quale Kant spiega come avviene il pensare e quali sono le strutture dell'intelletto. L'intelletto è fatto di strutture a priori che abbiamo da quando nasciamo, a prescindere dall'esperienza. Queste strutture si attivano in immediato alle sensazioni. Queste strutture sono le dodici categorie, dette anche concetti puri, le più importanti sono: causa ed effetto, sostanza, esistenza.
Dialettica trascendentale, nella quale Kant svolge una critica della metafisica. La metafisica ha rappresentato nei secoli un'indagine della causa prima, cioè ultima. Kant sostiene che si può tornare indietro sino ad un certo punto, ma non si può risalire alla causa prima. Per Kant la metafisica si divide in: concetto di mondo (cosmo), concetto di anima e concetto di Dio. Per Kant la metafisica è una conoscenza illusoria e si avvale di sillogismi.
Lo studio del concetto di mondo si chiama "cosmologia" e in esso ci sono le 4 antinomie, che sono copie di ragionamenti contrari tra loro ugualmente difendibili a livello logico e nei confronti dei quali la mente non sa cosa decidere. Antinomia significa "controlegge".
Le quattro antinomie sono:
- Prima: Riguarda la cosiddetta finitezza o infinitezza del mondo.
- Seconda: Riguarda gli atomi che secondo alcuni sono divisibili all'infinito.
- Terza: Riguarda le cause necessarie e le cause libere.
- Quarta: Sostiene che il mondo ha una causa prima da cui tutto deriva, Dio.
Lo studio del concetto di anima si chiama "psicologia". Kant critica il fatto che molti filosofi abbiano considerato l'autocoscienza come una sostanza conoscibile; questa non può essere una sostanza, perché la sostanza fa parte delle 12 categorie e l'Io penso sta al di sopra delle categorie, non può essere conosciuta, perché le strutture che sono in me non possono essere indagate.
Lo studio del concetto di Dio si chiama "teologia". Kant ha elencato e criticato le 3 prove che secondo alcuni filosofi dimostrano l'esistenza di Dio.
- Prova ontologica a priori: Sant'Anselmo ha provato a dimostrare l'esistenza di Dio sul piano logico, a prescindere dall'esperienza. Secondo Kant l'errore sta proprio nel partire dal concetto di Dio per dedurne l'esistenza.
- Prova cosmologica a posteriori: parte dall'esperienza del mondo per arrivare a Dio, per dire che esso esiste.
- Prova fisico-teologica a posteriori: anche questa prova parte dall'esperienza per arrivare a Dio. I filosofi hanno dedotto che l'ordine e la perfezione della natura furono pensati da un ente superiore.
Le 3 idee di mondo, anima, Dio, per Kant hanno un uso regolativo, servono per avere una visione completa della realtà, per dare un imput per continuare a ricercare le cause dei fenomeni, senza avere la pretesa su una conoscenza assoluta.
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