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Kant


Sono tre i suoi scritti più importanti:
Critica della ragion pura, il problema gnoseologico. Troviamo anche la prima parte del discorso metafisico.
Critica la ragion pratica, si occupa quindi di etica. C'è una legge morale? È possibile stabilire cosa deve essere un uomo per essere felice?
Critica del giudizio, il finalismo dell'arte e della natura.


Si occupa anche di religione e politica. Nella prima parte si occupa di rifondare la metafisica. Troviamo poi un'introduzione dove presenta le novità fondamentali ed assimila il suo progetto di una rivoluzione copernicana. Si occupa del rapporto soggetto-oggetto, si tratta di vedere in che modo l'oggetto deve adeguarsi al soggetto e di vedere se è possibile costruire una scienza sicura che resista all’etica.
Nella seconda parte troviamo la dottrina degli elementi e stabilisce due livelli di conoscenza:
1) estetica-conoscenza sensibile in una prospettiva trascendentale, il presupposto della logica con luce intellettiva
2) logica-conoscenza razionale in una prospettiva trascendentale
In Kant trascendentale indica una ricerca che mira ad individuare le condizioni che da parte del soggetto rendono possibile la conoscenza. La materia è legata alle sensazioni mentre la forma, che la determina, allo spazio il tempo. Queste due non sono partii in sé la strutture secondo le quali il soggetto organizza le sensazioni. Così come le sensazioni sono intuizione empirica anche spazio tempo sono intuizione.
L'oggetto dell'intuizione empirica è il fenomeno ed è materia di una forma dell'intelletto, che organizza. È un percorso unificazione generale. Ci sono categorie e modi secondo cui l’intelletto identifica l’esperienza. Il concetto puro è indicato da “ich dente überall”.
Autocoscienza trasversale: è la sintesi tra materia categoria.
Dialettica: è la pretesa di riportare l’esperimento a strutture universali necessarie, cioè le idee. Si tratta di unificare l'esperienza seconda idea di anima, mondo e Dio, che sono strutture valide di per se è sulla base delle idee della ragione.
Ragione: è la conoscenza oggettiva dell'incondizionato destinata a fallire e dunque non se ne può avere scienza.

Si tratta di pensare agli oggetti pensanti secondo categorie: strutture che identificano i dati sensibili. Le categorie vanno intese come vertice Io Penso è un'attività intellettiva che è uguale e presente in tutti individui empirici. È una aggiunta il soggetto che identifica i dati empirici secondo le categorie, funzioni che necessariamente progetto usa per formare dati sensibili. Le categorie sono concetti puri “Begriffe” a priori che rendono possibili I fenomeni pensati. È la base della conoscenza oggettiva. Riprende un concetto aristotelico ma per Aristotele le categorie sono modi della realtà, costruita da sostanza. Per Kant invece le categorie sono i modi dell'esperienza ma non appartengono alla realtà in sé. Sono modi universali e necessari che costituiscono l'esperienza: uno-molti, sostanza-accidente, causa e esistenza. Il loro fondamento non è da “Dind in sich” ma nell'esperienza in sé, nella realtà come appare a noi ed appare secondo modi universali necessari. Dunque le categorie sono le condizioni per le quali qualcosa può essere pensato. Sono la forma dell'intelletto.
L’io penso è trascendentale, non varia da persona a persona, è uguale in tutti i soggetti umani. Certi dati variano, altri sono fondamentali e universali. Le unificazioni sono prodotte dall’io appercezione, trascendentale.

Deduzione trascendentale: Kant ragiona secondo la sua prospettiva di rivoluzione copernicana. Visti gli insuccessi della filosofia tradizionale cerca di trovare una soluzione alternativa.
Come si giustifica la sua analitica trascendentale? Il termine trascendentale indica un discorso che mira a trovare condizioni, derivate dall'attività del soggetto, che rendono possibile l’oggetto.
Qual'è il fondamento delle categorie? Innanzitutto, categoria non sono solo strutture che utilizziamo ma strutture che non possiamo non usare.
Cosa significa pensare? Collegare degli elementi, i soggetti predicato. È l'attività del giudicare. Se ne conosciamo le forme, possiamo giudicare, abbiamo trovato le categorie, cioè i modi di pensare.


La logica di Aristotele ci dice che i giudizi possibili ed universali sono 3 × 4=12. Se vale la tavola dei giudizi noi sappiamo che esistono 12 modalità di pensare. Non significa intuire perché è la sensibilità che intuisce, l'intelletto combina e giudica stabilendo connessioni tra gli elementi. Se sappiamo questo, sappiamo le modalità del pensiero.
Nei giudizi universali noi pensiamo tutti gli uomini, c'è un riferimento all'unità di tutti gli uomini. Sono giudizi collegati alla realtà. Ad esempio, il gatto miagola, non fa riferimento all'esistenza di fatto, indica un contenuto pensabile ma non contraddittorio.
In generale, le categorie sono necessari per l'esperienza, non esiste l'esperienza senza le categorie. L'esperienza è una struttura unificata di oggetti c'è una connessione intrinseca gli elementi. Si esclude la cosa in sé. È ragionevole pensare che ci sia dato l'elemento insieme all'oggetto di esperienza, cioè l’io penso. È la soluzione preferibile, è l'attività unificatrice del soggetto che rende gli oggetti esistenti. Dall'esperienza si risale all’io e Kant vede come fondamento di tutto le categorie, ovvero delle modalità usate dall’io per ricondurre i dati empirici.
Di fronte a qualunque oggetto di esperienza caratterizzato dal divenire, Kant ragione in modo simile ad Aristotele, noi non spieghiamo il divenire senza pensare qualcosa che permane come suo presupposto qualcosa che muta. Se un oggetto appare, poi scompare è la sparizione di oggetti diversi non il mutamento di uno solo. Un mutamento è uno spostamento o un accrescimento che non è pensabile senza dire che si tratta dello stesso oggetto. Non esiste divenire senza il permanere. L'esperienza è caratterizzata dal mutamento, senza qualcosa che permane e rende possibile il mutamento, l'esperienza è inesistente. Gli oggetti di esperienza implicano il riferimento alla categoria di sostanza. Il mutamento è di due tipi:
ad esempio vediamo a casa, poi un tetto e poi la facciata. È un succedersi di elementi diversi, si potrebbe osservare in modo diverso. Il divenire con fondamento empirico è soggettivo e dipende dall’io empirico.
Vediamo un battello trasportato dalla corrente di un fiume, questo non dipende dal modo di osservare soggettivo.
La causa del mutamento e ciò che precede l’effetto, che viene dopo. Vediamo che è implicita questa mutazione. C'è un processo intrinseco all'oggetto ed è ciò che fa sì che l'oggetto sia costituito in modo tale che ci sia qualcosa che proceda in modo necessario. Non è possibile l'esperienza senza riferimento alle categorie. Questo modo che vengono giustificate le categorie di casa/sostanza. Va oltre Hume che diceva che non esisteva un universale e necessario, si sofferma sulla natura dell’oggetto. Kant non parla della realtà in sé dice che gli oggetti sono l'esperienza per questo aspetto Hume ha ragione ma nell'esperienza ci sono strutture universali necessarie E non solo strutture psicologiche. L'attività dell'io è la base che rende possibile il discorso sulle esperienza ed individua leggi. Il fondamento dei giudizi a priori sintetici è l'attività a priori che costituisce l'esperienza. Categorie e l’io penso sono il fondamento della fisica. Sulla base della rivoluzione copernicana vi sono strutture universali e necessarie alla base di analisi e circostanze È possibile fare nel dettaglio questo discorso perché nell'esperienza vi sono strutture universali necessarie. La metafisica tradizionale è impossibile come scienza, intesa come discorso razionale sull'esperienza, perché come Cartesio ci vuole parlare dei principi della realtà in sé:
Anima, l'anima spirituale
Mondo, la struttura sistematica del mondo esterno
Dio, principio primo che da unità alla totalità dei fenomeni
La metafisica parla di ciò che non può far parte dell'esperienza, è una realtà in sé dei principi principi. Si esce dall'ambito della conoscenza empirica perché si esce dal mondo empirico.

Un giudizio può essere di relazione:
Categorico: distingue un sostrato che permane e una proprietà che permane meno. Uso le categorie di sostanza e accidente
Ipotetico: se piove, mi bagno, è una relazione tra le premesse e le conseguenze. È la categoria di casualità, se c'è una premessa, c'è una conseguenza. Pensiamo secondo le categorie di causa-effetto.
Le categorie di modalità indicano se si ha una relazione tra l'oggetto di esperienza e il soggetto che lo percepisce e lo pensa. All'interno del giudizio assertorio si può affermare che il gatto è nero. Questo implica le categorie di esistenza-inesistenza. Dire che si esprime una relazione non intellettiva all'oggetto E dire che le nozioni di esistenza e necessità non esprimono un contenuto aggiuntivo ma una relazione tra l'oggetto con le sue caratteristiche intrinseche e il soggetto stesso. Equivale ad affermare che qualcosa esiste ma non si affermano le sue proprietà ma lo sto cogliendo. L'esistenza è relazione, non è un predicato reale, non è un contenuto intrinseco, è l'essere posto del soggetto per l’oggetto. Non si può parlare di una realtà in sé necessariamente perché sarebbe parlare dell'oggetto in sé. Non è una giustificazione profonda, si presuppone il valore della logica e la filosofia deve provare l'esistenza delle categorie.
Deduzione trascendentale: ci fa capire che ogni categoria è necessaria e non esiste l'esperienza senza le categorie. Fa un discorso generale, specifico poi sulle categorie di sostanza e causa.
Elemento di partenza: È l'oggetto esperienza. Noi cogliamo la molteplicità di elementi connessi tra di loro. Ad esempio vediamo un albero che unità di elementi diversi che fanno l'albero. Non è cogliere l'oggetto ma cogliere un insieme di elementi riferiti e connessi ad una struttura comune, la connessione.
Da dove deriva la connessione? Cosa rende un oggetto tale?
Unità di proprietà:
Nella cosa in sé c'è una realtà in sé, la rifletto ma non è una spiegazione, io conosco qualcosa per me. In linea di principio andrebbe bene ma non è la spiegazione più rigorosa perché fa riferimento a qualcosa d'esperienza. Bisogna seguire un’altra prospettiva.
Il senso non va bene, spazio e tempo sono un insieme di elementi intrinsechi.
Immaginazione può produrre qualcosa di originale e arbitrario ma non va bene.
In ogni oggetto ci è dato l’io penso, È sempre esperienza dell'io che pensa. Bisogna imputare all’io la responsabilità della connessione. Sono necessarie le modalità secondo le quali l’io Esiste.
L’io fa esperienze attraverso dati sensibili secondo delle categorie, che saranno modalità costanti e quindi necessarie.
Kant dice che i tre soggetti devono essere pensati, ma un conto è pensare (denken) ed è possibile, altro conoscere (erkentniss) impossibile. Possiamo fare un discorso a riguardo in quanto sono principi regolativi ma non è possibile conoscere perché serve sempre un oggetto empirico su cui fondare l'esperienza.
La dialettica trascendentale riflette sulle condizioni di possibilità della metafisica. A livello storico/ critico non è possibile ma c'è sempre stata la metafisica, esiste ma in realtà non è una scienza. Devono esserci degli errori. Kant vuole dimostrare che quella nella storia non è giustificata. Si parla di psicologia/ cosmologia/ teologia razionale.

Psicologia


Leibniz, Cartesio, Platone si basano sulla confusione di due nozioni, cioè non hanno distinto il cogito tradizionale, l’io empirico dall’io penso in generale. Siccome il l’io non può essere pensato che come soggetto, l'essere soggetto fa sì che debba essere sostanza. È un sillogismo: ciò che non può che essere pensato soggetto, fa si che sia pensato come sostanza perché è un soggetto è sostanza.
Nel cogito cartesiano si confonde l’io empirico. Infatti Cartesio parla di io penso in generale riferendo all’io penso la categoria di sostanza applicabile solo all’io empirico. Non distingue i due ambiti, l’io penso dato a priori si rifa alla categoria di sostanza solo per l’io empirico ma non si può riferirli alla dimensione trascendentale che non è un fenomeno. Non si può dire il suo fondamento, è impossibile perché trascende l'esperienza. Si calcola come un oggetto empirico, non si può parlare di sostanza pensante perché non si può definire la cosa in sé. Psicologia invece, applica le categoria che valgono solamente per la dimensione empirica.

Anima


Non c'è una conoscenza universale necessaria dell'anima anche se l'anima viene pensata. È una struttura che potremmo conoscere solo se potessimo conoscere i fenomeni del mondo intero e della psiche. È impossibile, è un ideale a cui si tende ma è irraggiungibile.

Antinomie


La ragione vuole conoscere cose non controllabili empiricamente e cade in contraddizione. Nella filosofia tradizionale ci sono vari modi di intendere il mondo come composto da atomi, infinito ecc. Ma ogni tesi ha il suo posto, sostenuto da altri filosofi. Le tesi così si annullano.
Ciò che non è dimostrabile e possibile a livello di scienza è possibile farlo tramite la scienza morale come ne parlerà nel suo scritto ragion pura. Se dimostriamo che la teologia razionale non è dimostrabile, è inutile.
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