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Kant - vita e opere

Pensatore tedesco, nacque nell’estrema Germania del nord, a Könisberg nel 1924, da famiglia povera: il padre sellava i cavalli del re, la madre era casalinga. Quest’ultima condizionerà parecchio l’opera del figlio poiché essa aderiva al pietismo – corrente religiosa nata in scozia dal luteranesimo, con un alto valore morale rispetto a quest’ultimo, più positivo.
Nel 1730 la madre lo iscrive al Collegium Fridericianum e rimane lì per 10 anni. Scrive in latino medievale e studia i filosofi del medioevo. Kant però non è uno storico della filosofia (non fa tante citazioni come Aristotele), poiché non nasce come filosofo, ma come scienziato.
Nel 1740 si iscrive all’università e conosce Knutzen (un seguace di Newton il quale trasmette a Kant il suo amore per la scienza) che lo indirizza verso la matematica.
Nel 1754 si laurea. Kant si entusiasma per newton e rimane un newtoniano per tutta la vita. A differenza di Hume, Kant si interessa alla scienza.

FASE SCIENTIFICA (1740-1760)
1747: Valutazione sulla vera natura delle forme. Che cos’è una forza viva? Sono le quantità di moto
- Cartesio: “la quantità di moto totale è costante”
- Leibniz: “la costante è l’energia, non il moto”.

1754/55: Storia naturale del cielo (Teoria di kant-Laplace). Il sistema solare si è generato da una nebulosa originaria e incandescente che ruotava attorno al suo asse e le sue parti esterne, staccandosi e raffreddandosi, per la forza centrifuga, formeranno i pianeti; il nucleo centrale è il sole.
(Laplace ebbe la stessa ipotesi della nebulosa)

Nel 1756 si interessa alla natura dei terremoti e con lo scritto Alcune considerazioni sull’ottimismo affronta il terremoto di Lisbona del 1755, sia come scienziato che come leibniziano. Con questa tragedia viene messo in discussione l’ottimismo di Leibniz (“Il nostro mondo è il migliore di tutti, anche il male non è poi così brutto”), però Kant difende questo ottimismo.

FASE FILOSOFICA (1760-1804)
Nella fase filosofica mette in dubbio le dottrine di Leibniz, ed è divisibile in:
-PRECRITICA (1760-1781)
-CRITICO TRASCENDENTALE (1781-morte)
Precritica: periodo che viene messo in crisi. Finisce quando Kant, leggendo Hume, capisce che deve approfondire delle cose. «E’ stato Hume a svegliarmi dal sonno dogmatico».
1762: Sulla falsa sottigliezza delle quattro figure sillogistiche. Vi è una critica alla fisica sillogistica. Kant critica Aristotele e la metafisica (=gigante dai piedi di argilla).

[In questo periodo illuminista C. Wolff (1679-1754), seguace di Leibniz viene malvisto dal pietismo. Prima di Wolff il linguaggio e la divisione erano totalmente diversi; lui viene ricordato per questo]
Perciò in questo scritto vi è bisogno di Wolff per capire il concetto di metafisica, perché Kant ha preso la sua definizione da lui. La metafisica secondo Kant e Wolff si divide in due parti: metafisica generalis= ontologia, studio degli enti
metafisica specialis= Dio e la sua esistenza; la sopravvivenza (immortalità dell’anima); origine del mondo.

Kant rifiuta la metafisica perché è una scienza che non si fonda sull’esperienza.

1763: L’unico argomento possibile sull’esistenza di Dio. Bisogna avere rispetto sulla prova teleologica (o finalistica, di S. Tommaso), secondo cui nel mondo ci sono degli oggetti che ci fanno notare una possibile presenza di dio. È l’unico argomento, a differenza di quello ontologico, che gode di una certa dignità.

1764: Sul bello e sul sublime. Testo che sarà una delle basi dell’estetica kantiana. L’estetica, come scienza del bello, ha il suo concetto moderno con Baumgarten, (1714-1762), filosofo che scrisse un manuale che usò Kant stesso.

1766: Sogni di un visionario chiariti con i sogni della metafisica. Saggio contro la metafisica e uno svedese che aveva pubblicato un saggio di metafisica popolato da spiriti e fantasmi, dove diceva ciò che Kant aveva già visto: la metafisica non ha basi.

1770: De mundi sensibili atque intelligibili set principi. Scritto in latino. Attribuisce il mondo sensibile e quello intelligibile (cioè l’intelletto) al soggetto conoscente. L’uomo è sensazione, ma non è abbastanza, perciò siamo anche intelletto, che spiega le cause di ciò che si percepisce con la sensazione.

1768: Del primo fondamento della distinzione delle regioni dello spazio.

Critico-trascendetale
Kant ha in mente la rivoluzione copernicana: così come Copernico ha rivoluzionato la scienza, così lui vuole rivoluzionare la filosofia. Non è il soggetto che ruota intorno all’oggetto, bensì l’oggetto che ruota intorno al soggetto. La rivoluzione sta nel fato che la base della conoscenza non è più il concetto, ma il soggetto.

1781: Critica della ragion pura.Scritto in tedesco, lingua che non è abituata ad essere utilizzata per no scritto filosofico. Libro che non viene né compreso, né letto (come successe a Hume), quindi pubblica due anni dopo un libricino (di 110-115 pagine) dove spiega meglio i concetti fondamentali della ragion pura: Prolegomeni ad ogni metafisica che vorrà dimostrarsi come scienza. ‘Prolegomeni’ significa ‘preliminari’ (=consigli), per coloro che scrivono di metafisica, cosicché da persuaderli. Con questo libro riesce a diffondere il suo pensiero nelle università che dicono che questo trattato è idealistico, poiché il soggetto è importante (viene paragonato a Berkley e la coscienza dell’uomo). A Kant dispiacque questo paragone, perciò nella seconda edizione del 1782 aggiunge un capitolo dove critica l’idealismo: la sua filosofia è critica trascendentale, non idealistica. Il soggetto sarà la guida della sua dottrina morale.

1784:
Che cos’è l’illuminismo?. «L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dal suo stato di minorità, minorità che l’uomo deve a se stesso». (Minorità = la colpa è dell’uomo che non è riuscito a creare una società superiore).
Idee per una filosofia dell’umanità dal punto di vista cosmopolitico. In risposta ad un suo allievo – Herder – che scrisse “Idee per una filosofia della storia dell’umanità”. [Filosofia della storia è un termine romantico, l’inventore fu S. Agostino (storia come redenzione dal peccato)]. Herder vede la storia come un processo unitario e organico; ogni parte della storia concorre verso un fine: migliorare l’umanità. Kant è disaccordo; il fatto che abbia un fine è una sua visione, ma è metafisica, non è dimostrabile empiricamente.

1786: I principi metafisici della scienza della natura. Riguarda i principi del sapere scientifico. Kant vuole salvare la scienza dal dubbio della filosofia di Hume. I principi non derivano dall’esperienza, ma sono a priori, cioè dell’intelletto umano (sono dentro di noi). Non li applichiamo all’esperienza.

1788: Critica della Ragion pratica. Insieme allo scritto del ’85 –Fondazione della fisica dei costumi – sono alla base della morale di Kant.
1790: Critica del giudizio. Opera di estetica, scienza del bello e del sublime. Kant scrivendo questo libro è il fondatore della biologia teorica, che si occupa della vita.

1793: La religione entro i limiti della sola ragione. Testo sulla religione. Il governo prussiano, che si basava sull’accordo con la religione, non approvò questo trattato che criticava anche solo indirettamente la religione. Kant quindi viene censurato e lui, obbediente al potere costituito, si dispiacque. Accadrà di peggio qualche anno dopo ad un suo allievo, Fichte (1762-1814), che nel 1799 fu espulso dall’università di Jena poiché insegnava tesi kantiane.

1795: Per la pace perpetua. Scritto dove Kant, analizzando i rapporti tra gli Stati, realizza che deve esserci un organo di controllo per il rispetto dei diritti internazionali, altrimenti non se ne potrebbe parlare. Non basta la legge, il diritto, ma anche un organo di controllo. Kant quindi anticipa l’ONU, poi fondato nel 1945.

1797: raccolta di problemi giuridici e morali: La metafisica dei costumi.

Kant si ammala; gli ultimi anni furono assai brutti. Morì nel 1804.

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