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Kant - I tre periodi

La produzione e l'evoluzione del pensiero di Immanuel Kant si inquadrano all'interno dei tre periodi. Il primo che dura fino al 1760 rivela un interesse per le scienze naturali, il secondo che dura fino al 1781 mostra un interesse per la filosofia mentre il terzo scopre un grande interesse per la filosofia trascendentale. Le opere prodotte nei primi due periodi sono dette opere precritiche mentre quelle appartenenti all'ultimo periodo sono dette opere critiche.
I suoi primi scritti hanno come oggetto la natura, riflettendo la sua formazione universitaria. Nel 1755 pubblica storia naturale e teoria del cielo in cui parla di una nebulosa primitiva da cui si è originato l'intero sistema cosmico, in accordo con la fisica newtoniana.
In alcune considerazioni sull'ottimismo analizza l'opera di Voltaire a proposito del terremoto di Lisbona affermando che Dio non avrebbe potuto scegliere un modo migliore di quello in cui viviamo e rivelando in questo modo una forma di ottimismo radicale.
Durante il secondo periodo il problema gnoseologico lo porta ad allontanarsi dalla natura interessarsi alla logica e alla metafisica, sulla base degli empiristi inglesi come Locke e Hume. La metafisica è definita come nient'altro che una filosofia sui principi primi della nostra conoscenza. Kant promuove una critica alla logica aristotelica scolastica paragonandola a un Colosso che ha la testa nelle nuvole dell'antichità e i cui piedi sono di argilla. In Sogni di un visionario chiariti coi sogni della metafisica si delineano i capisaldi che costituiranno il suo criticismo
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