Concetti Chiave
- Il primato della ragion pratica distingue tra il regno dei mezzi, dove l'uomo è soggetto a leggi naturali, e il regno dei fini, dove gode di libertà morale.
- Kant propone una duplicità tra il mondo fenomenico, governato da determinismo, e il mondo noumenico, dove l'uomo è guidato dalla legge morale.
- L'intenzione è centrale nell'agire morale, con la libertà come presupposto indispensabile per realizzare la legge morale e il senso del dovere.
- Kant ribalta la tradizione, affermando che la morale conduce alla religione e non viceversa, postulando l'esistenza di Dio come necessaria per unire virtù e felicità.
- La filosofia kantiana riconosce il primato della ragione pratica, sottolineando che solo l'agire pratico è libero, mentre la scienza è vincolata a leggi deterministiche.
Indice
Che cos'è il primato della ragion pratica?
Primato della ragion pratica su quella pura.
Perché solo nell'agire pratico l'uomo è libero, mentre nel regno dei mezzi no, in quanto deve sottostare a delle leggi. Nel regno dei mezzi l'uomo è sottoposto a leggi naturali deterministiche (Critica R. Pura), mentre invece nel regno dei fini l'uomo è totalmente libero (Critica R Pratica). Questo “problema” (aporia) della libertà si risolve nel fatto che una stessa azione può essere determinata come accadimento nel mondo sensibile, e libera in quanto atto morale.
Vi è una duplicità → il mondo fenomenico è governato dal determinismo e da leggi fisiche, nel mondo noumenico l'uomo è sottoposto solo alle legge morale, in cui trova posto la libertà.
Confronto → Kant: Illuministi:
Kant sottopone al tribunale della ragione anche la ragione stessa (è giudice e imputata allo stesso tempo). La ragione era solo il giudice, portavano davanti al tribunale della ragione tutti gli altri campi del sapere.
La morale parte dall’ uomo, e la religione si fonda su di essa (questo nel campo del noumeno)
Si allontanavano dalle religioni tradizionali e dogmatiche, vedevano nel deismo (religione naturale) la religione migliore e più vicina alla riflessione razionale.
La sua filosofia è una “filosofia dei limiti” che la ragione umana pone all’ uomo stesso.
Tendevano a esaltare le potenzialità della ragione più che i suoi limiti.
Intenzione e legge morale
Caratteristiche fondamentale è quella dell'intenzione che è condizione interiore cioè il rapporto morale-illegalità, responsabilità e senso del dovere, imperativi categorici (devi perché devi) associa la critica alla ricerca della felicità: parte dalle leggi eteronome, Kant ha una volontà libera, da ogni determinazione esterna e ogni componente istintuale perché ci sia tutto questo il presupposto è la libertà la chiama anche postulato laico, presupposto indispensabile perché si possa realizzare a pieno la legge morale(1 la libertà) si colloca in questa ambivalenza dell’ uomo tra passionalità e razionalità, se fosse solo razionalità avrebbe gia in se la santità se solo istinti sarebbe una bestia, oltre al postulato laico ne riconosce 2 religiosi, fondamentale il rapporto morale-religione: unico fondamento ragione neanche dio. facendo come legge autonoma ed eteronoma può essere la fondamentale dell’ agire etico perché per agire moralmente la fede in dio non è necessaria , non è un agire autonomo ma eteronomo (inferno-paradiso), l’ agire morale non ammette altra morale se non la legge morale stessa.
Postulati e agire morale
Nella 1 formula riprende dal vangelo e il pensiero cristiano era + vicino al suo pensiero, contrario della tradizione non è la morale che si fonda sulla religione ma è la morale che conduce alla religione, agisco in un indeterminato modo ma agisco cosi perché devo,virtù-felicità, se mi comporto cosi molto spesso sono virtuoso ma non felice, per poter avere virtù ma anche essere felice dobbiamo anche postulare che esista un dio che possa unire virtù-felicità perché in questi termini l’ uomo non lo può raggiungere deve postulare che ci possa essere una vita eterna che si possa congiungere e raggiungere la felicità che possa realizzare il sommo bene- postulato 1 laico e 2 religiosi, si deve postulare sia esistenza di dio sia dell’immortalità dell’ anima e cosi si puo realizzare il regno dei fini, attua un ribaltamento morale e religioso fuori dal senso comune ribadisce ancora la rivoluzione copernicana, parte tutto dal soggetto e lo riconosce come primato della ragione pratica: solo l’ agire pratico è libero invece nella scienza sottostà alle leggi ed è mezzo, primato sulla ragion pura.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra il regno dei mezzi e il regno dei fini secondo Kant?
- Come si confrontano le visioni di Kant e degli Illuministi riguardo alla ragione?
- Qual è il ruolo dell'intenzione nell'agire morale secondo Kant?
- In che modo Kant ricollega la morale alla religione?
- Quali postulati sono necessari per realizzare il sommo bene secondo Kant?
Nel regno dei mezzi, l'uomo è soggetto a leggi naturali deterministiche, mentre nel regno dei fini è totalmente libero e può agire secondo la legge morale, risolvendo così il problema della libertà (Critica R. Pratica).
Kant sottopone la ragione stessa al tribunale della ragione, mentre gli Illuministi la considerano solo come giudice per altri campi del sapere, esaltando le potenzialità della ragione piuttosto che i suoi limiti.
L'intenzione è una condizione interiore fondamentale che collega il rapporto morale all'illegalità, evidenziando la responsabilità e il senso del dovere, e richiede una volontà libera da determinazioni esterne (postulato laico).
Kant sostiene che non è la morale a fondarsi sulla religione, ma è la morale che conduce alla religione, affermando che l'agire morale non richiede la fede in Dio, ma piuttosto si basa sulla legge morale stessa.
Kant postula l'esistenza di Dio e l'immortalità dell'anima come condizioni necessarie per unire virtù e felicità, permettendo così di realizzare il regno dei fini e attuare una rivoluzione morale e religiosa.