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Primato della ragion pratica su quella pura.
Perché solo nell'agire pratico l'uomo è libero, mentre nel regno dei mezzi no, in quanto deve sottostare a delle leggi. Nel regno dei mezzi l'uomo è sottoposto a leggi naturali deterministiche (Critica R. Pura), mentre invece nel regno dei fini l'uomo è totalmente libero (Critica R Pratica). Questo “problema” (aporia) della libertà si risolve nel fatto che una stessa azione può essere determinata come accadimento nel mondo sensibile, e libera in quanto atto morale.
Vi è una duplicità → il mondo fenomenico è governato dal determinismo e da leggi fisiche, nel mondo noumenico l'uomo è sottoposto solo alle legge morale, in cui trova posto la libertà.
Confronto → Kant: Illuministi:
Kant sottopone al tribunale della ragione anche la ragione stessa (è giudice e imputata allo stesso tempo). La ragione era solo il giudice, portavano davanti al tribunale della ragione tutti gli altri campi del sapere.

La morale parte dall’ uomo, e la religione si fonda su di essa (questo nel campo del noumeno)
Si allontanavano dalle religioni tradizionali e dogmatiche, vedevano nel deismo (religione naturale) la religione migliore e più vicina alla riflessione razionale.
La sua filosofia è una “filosofia dei limiti” che la ragione umana pone all’ uomo stesso.
Tendevano a esaltare le potenzialità della ragione più che i suoi limiti.

Caratteristiche fondamentale è quella dell'intenzione che è condizione interiore cioè il rapporto morale-illegalità, responsabilità e senso del dovere, imperativi categorici (devi perché devi) associa la critica alla ricerca della felicità: parte dalle leggi eteronome, Kant ha una volontà libera, da ogni determinazione esterna e ogni componente istintuale perché ci sia tutto questo il presupposto è la libertà la chiama anche postulato laico, presupposto indispensabile perché si possa realizzare a pieno la legge morale(1 la libertà) si colloca in questa ambivalenza dell’ uomo tra passionalità e razionalità, se fosse solo razionalità avrebbe gia in se la santità se solo istinti sarebbe una bestia, oltre al postulato laico ne riconosce 2 religiosi, fondamentale il rapporto morale-religione: unico fondamento ragione neanche dio. facendo come legge autonoma ed eteronoma può essere la fondamentale dell’ agire etico perché per agire moralmente la fede in dio non è necessaria , non è un agire autonomo ma eteronomo (inferno-paradiso), l’ agire morale non ammette altra morale se non la legge morale stessa. Nella 1 formula riprende dal vangelo e il pensiero cristiano era + vicino al suo pensiero, contrario della tradizione non è la morale che si fonda sulla religione ma è la morale che conduce alla religione, agisco in un indeterminato modo ma agisco cosi perché devo,virtù-felicità, se mi comporto cosi molto spesso sono virtuoso ma non felice, per poter avere virtù ma anche essere felice dobbiamo anche postulare che esista un dio che possa unire virtù-felicità perché in questi termini l’ uomo non lo può raggiungere deve postulare che ci possa essere una vita eterna che si possa congiungere e raggiungere la felicità che possa realizzare il sommo bene- postulato 1 laico e 2 religiosi, si deve postulare sia esistenza di dio sia dell’immortalità dell’ anima e cosi si puo realizzare il regno dei fini, attua un ribaltamento morale e religioso fuori dal senso comune ribadisce ancora la rivoluzione copernicana, parte tutto dal soggetto e lo riconosce come primato della ragione pratica: solo l’ agire pratico è libero invece nella scienza sottostà alle leggi ed è mezzo, primato sulla ragion pura.

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