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La constatazione kantiana dell’esistenza dei giudizi sintetici a posteriori determinò una rivoluzione copernicana in filosofia. Così come Copernico ribaltò i rapporti tra Terra e Sole, dimostrando che fosse la Terra a ruotare intorno al Sole e non viceversa, così Kant:
• Ribalta i rapporti tra soggetto e oggetto nel processo conoscitivo: non è l’uomo che si adatta alla realtà, ma la realtà che si adatta alla mente dell’uomo.
I giudizi sintetici a priori non traggono il carattere dell’universalità dall’oggetto, ma dal soggetto che svolge un ruolo attivo, rielaborando e ordinando le informazioni attraverso le proprie capacità cognitive e giudizi a priori che l’uomo possiede.
Secondo Kant, infatti, nel processo conoscitivo vi sono due aspetti:
Materiale: gli elementi a posteriori che derivano dall’esperienza
Formale: gli elementi a priori, le verità universali che non derivano dall’esperienza e i processi cognitivi che esistono nell’uomo a priori attraverso i quali può rielaborare la conoscenza.

• Sposta la ricerca filosofica da un piano ontologico ad uno gnoseologico: mentre prima i filosofi indagavano sull’essenza dei singoli oggetti, Kant sposta l’attenzione sui presupposti gnoseologici della realtà, ovvero gli elementi soggettivi a priori della nostra mente che permettono e influenzano la percezione della conoscenza. Questa nuova indagine filosofica è da lui denominata “trascendentale”. Essa è definita come ogni conoscenza a priori che influenza il nostro modo di conoscere.

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