Spazio: lo spazio è l’unico riferimento sicuro per il giudizio di quiete o di moto. E’ il risultato dinamico dell'interazione fra le cose.
Dio: Kant contesta l’analisi deduttiva come metodo di costruzione di una metafisica scientifica spiegando che l’unica prova possibile dell’esistenza di Dio è quella di pensare che alla base di tutto ci deve essere un essere che deve essere definito Dio. Il Dio però non è conoscibile e quindi non può essere fatto oggetto di una teologia razionale.
Metafisica:Kant elogia le critiche radicali di Hume alla metafisica e sostiene che la metafisica sia soltanto una riflessione sui principi delle scienze che serve a circoscrivere la zona entro cui può operare la razionalità. E’ una critica delle scienze.
La Dissertazione:Egli sostiene che spazio e tempo sono dimensioni invarianti dei fenomeni, in quanto forme della percezione, ovvero il modo i cui si presentano alla nostra percezione sensibile. Quindi la nostra percezione sensibile è passiva e coglie soltanto la sfera dell’apparire della realtà, non il vero essere delle cose. L’intelletto è invece capace di riflettere liberamente sulla realtà, è attivo e solo grazie a questo è possibile conoscere la realtà vera delle cose. L’intelletto riesce ad oltrepassare la sfera dell’apparire, quindi può sottrarsi ai fenomeni perché ha una visione intellettuale ispiratagli da dio stesso.

La Critica della ragion pura: Da dove provengono i giudizi sintetici a priori? Elabora una nuova teoria della conoscenza come sintesi tra materia e forma (sintesi metodo deduttivo e induttivo, unione elemento formale e materiale). La conoscenza si struttura sulla base di due elementi, il tronco della materia che è la sensibilitá e il tronco della forma che è l intelletto. La sensibilità è quella facolta con cui gli oggetti ci vengono dati (dall esterno), i fenomeni. L intelletto è la facolta con cui gli oggetti vengono pensati sinteticamente a priori.


Kant sottolinea che la sua impostazione sarà logico filosofica e non si baserà né sul razionalismo, che ha alla base idee innate, né sull’empirismo, che rischia di approdare nello scetticismo. La validità di un metodo dipende dalla validità dei giudizi (connessioni logiche fra un termine e un soggetto mediante l'uso di un verbo) di cui esso si avvale.
1. Giudizi analitici a priori della deduzione razionalistica: un giudizio si dice analitico quando non ci da nuove informazioni aggiuntive su uno dei due termini del giudizio e si dice a priori quando è indipendente dell’esperienza. Il triangolo ha tre lati (analitico perché non ci da nuove informazioni oltre al concetto di triangolo che si a già avere 3 lati ed è a priori in quanto la certezza che abbia 3 lati non la si va a ricercare nell’esperienza).

2. Giudizi sintetici a posteriori dell'induzione empiristica:un giudizio si dice sintetico quando un termine aggiunge nuove informazioni all altro e si dice a posteriori quando la verità del nesso è dipendente dall’esperienza.
Ma entrambi questi giudizi non rispondono al criterio di scientificità, in quanto un giudizio è scientifico quando è universale e allo stesso tempo estensivo. I giudizi analitici a priori sono universali perché non riguardano l’esperienza, ma non sono estensivi in quanto non aggiungono nessuna nuova informazione, mentre i giudizi sintetici a posteriori sono estensivi perché ci danno delle informazioni in più sul soggetto, ma non sono universali perché dipendenti dall’esperienza. La soluzione è quindi trovare dei giudizi sintetici a priori. Kant riconosce la loro esistenza nelle scienze matematiche e fisiche: ad esempio il giudizio 7+5=12 è sintetico perché il 12 non è impliciti né nel 7 né nel 5 ed è verificato a priori, in quanto una volta verificata che la somma di 5 oggetti con 7 oggetti fa 12 oggetti, nessuno fa più la prova con oggetti di tipologia diversa. La domanda che ora si fa Kant è: come sono possibili i giudizi sintetici a priori? Se si riesce a rispondere a questa domanda si potrà verificare la scientificità di tutte le scienze. Per rispondere a questa domanda Kant ha bisogno di una rivoluzione copernicana, quindi osserva che la realtà ha un’estensione smisurata rispetto a ogni soggetto, che è limitato dalle proprie possibilità intellettuali, quindi se l’ordine della realtà appartenesse a questa, il soggetto non potrebbe mai conoscerlo. E’ così che Kant sostiene che l’ordine delle cose è dipendente dal soggetto conoscente. L’ordine della realtà appartiene alla realtà come appare a noi, appare alla realtà come fenomeno. Nel soggetto ci sono delle forme che quando entrano in contato con la realtà la modellano secondo la propria struttura. Quindi il fondamento dei giudizi sintetici a priori va ricercato nel soggetto e non nell’oggetto.
Le forme trascendentali del soggetto: Le forme costitutive della conoscenza umana sono per Kant trascendentali, vale a dire ogni cosa che si occupa del nostro modo di conoscere un oggetto. Per esempio lo spazio non è empirico perché non ritroviamo nell’esperienza uno spazio isolato dalle altre cose, non è nemmeno trascendente perché non sta al di fuori dell esperienza, anzi, racchiude tutte le cose. E’ trascendentale in quanto attraverso esso il soggetto incorpora la realtà, ed essendo del soggetto sono quindi a priori, indipendenti dall’esperienza. La critica alla ragione pura è volta a ricercare i limiti della razionalità umana, fino a dove può spingersi (critica: facoltà di conoscere, pura: al di fuori dell’esperienza).
Estetica trascendentale: Estetica deriva dal greco aisthesis che vorrebbe dire sensazione. Estetica è la parte della critica della ragion pura che studia la sensibilità. Ma la sensibilità non deriva dalla sensazione. Studia la costituzione e il funzionamento della sensibilità. La sensazione è l effetto di un oggetto sulle nostre rappresentazioni (rimanda ai sensi), è un affezione, è l effetto dell oggetto su di noi. Sensibilità contiene sensazione e altro. L estetica trascendentale è un indagine sulla conoscenza sensibile per ricercarne i principi a priori. Kant: noi riceviamo voi oggetti come immediatamente reali attraverso la sensibilità che è la facoltà delle intuizioni, perché in qualsiasi modo una conoscenza si riferisce ad un oggetto reale, avviene attraverso l'intuizione. Quindi la sensibilità ci rappresenta gli oggetti come reali nello spazio tempo attraverso l intuizione empirica che ha per oggetto il fenomeno. L intuizione empirica ( legata all esperienza é formata da due elementi (elemento materiale è il contenuto sensibile, quello dato dai sensi, dalla sensazione, l elemento  formale coincide con le forme pure e a priori della sensibilità che sono lo spazio e il tempo). Spazio e tempo sono la forma a priori in cui un contenuto, un fenomeno va a collocarsi. La nostra esperienza spazio temporale è il risultato di una sintesi tra i dati della sensibilità(aspetto materiale o sensoriale) e le forme che li strutturano. L intuizione sensibile è la ricettività della sensibilità che procede con l intuizione di un soggetto conoscente a cui viene dato un oggetto attraverso i sensi. 
 L intuizione sensibile ci offre una molteplicità di dati spazio temporali (oggetti percepiti), ma non ci offre il mondo della natura come insieme di fenomeni organizzato secondo leggi. Le intuizione sensibili senza i concetti dell intelletto sono cieche, ma d'altra parte i concetti dell intelletto (quantità, qualità, pesantezza ecc) senza gli oggetti sono vuoti. La conoscenza umana esige una connessione tra i dati dell intuizione sensibile oggettiva e universale. Quindi la conoscenza umana per kant si divide nella sensibilità (passiva, attraverso i sensi) e nell’intelletto (attivo, elabora i dati percepiti). La conoscenza sensibile è immediata, non ha bisogno di elaborare i dati per trarre delle conclusioni. Per Kant è l’unica forma di conoscenza intuitiva. la sensazione è l’azione dell’oggetto esterno a noi sul soggetto. La sensazione però è modellata dalle forme entro le quali la sensibilità lo percepisce in quanto rapportata al soggetto. Spazio e Tempo sono le uniche forme pruni quanto non è possibile pensare un oggetto senza riferimenti spazio/temporali. Il Tempo è la forma suprema trascendentale della realtà in quanto ci fa percepire ciò che si sviluppa al nostro interno (es un sentimento).
Fenomeno: La realtà come appare a noi
Noumeno: E’ la realtà soltanto pensabile ma non razionalmente conoscibile.

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