Concetti Chiave

  • L'idealismo è una corrente filosofica tedesca che emerge tra la fine del 1700 e la prima metà dell'800, influenzata dal romanticismo e contrapposta alla filosofia di Kant.
  • Si distingue in idealismo gnoseologico, che considera gli oggetti come rappresentazioni della coscienza, e idealismo assoluto, che postula che l'io è l'unica realtà.
  • La critica principale all'idealismo verso Kant riguarda la contraddizione del noumeno, ritenuto pensabile ma non conoscibile, che si cerca di superare con una nuova metafisica dell'infinito.
  • La realtà, secondo gli idealisti, ha una funzione di polo dialettico necessario all'azione dell'io, che diventa la fonte di tutta la realtà.
  • Hegel, come esponente principale dell'idealismo assoluto, esplora la coscienza e il suo legame con la realtà nella sua opera "Fenomenologia dello spirito".

Origini dell'idealismo

L’idealismo è una corrente filosofica che nasce in Germania tra la fine del settecento e la prima metà dell’ottocento. Di per sé può essere visto come una sorta di incarnazione filosofica del romanticismo, e generalmente si usa farlo iniziare con il filosofo Fichte, anche se come massimi esponenti a lui vanno ad aggiungersi Schelling, e in modo particolare Hegel, il quale costituisce il punto di arrivo della filosofia idealista.

Contrapposizione a Kant

Innanzitutto l’idealismo va a contrapporsi alla filosofia Kantiana, e va ad abbracciare i principi dell’infinito, dell’assoluto e dello spirito.

Questo bisogno di infinito nasce dalla particolare condizione di dolore in cui si trova l'uomo.

La fonte di questo dolore è da rintracciare nelle esperienze negative che caratterizzano gli ultimi anni del '700 e il primo decennio dell’800. In primo luogo troviamo la Rivoluzione Francese, che si era rivelata un fallimento degli ideali da cui era scaturita, seguita dall'esperienza napoleonica, altrettanto deludente perché si era trasformata in una dittatura, e infine la restaurazione che demolisce tutte le conquiste fatte e restaura l'antico regime.

Ora, noi sappiamo che tra un momento filosofico e l’altro vi è un momento di preparazione, ma chi è che prepara questa nuova corrente filosofica? Per rispondere a questa domanda bisogna fare un passo indietro a quella che è la filosofia Kantiana: Kant parlava di fenomeni e noumeni affermando che il fenomeno è un qualcosa che concerne dall’esperienza, mentre il noumeno è la cosa in se senza un vero e proprio valore empirico, ed è proprio nel noumeno che gli immediati seguaci di Kant trovano una contraddizione.

Il noumeno veniva spiegato come un qualcosa che poteva essere pensato, ma non conosciuto, un qualcosa che quindi esisteva, ma che non si poteva conoscere, e ciò risulta essere una contraddizione.

Per questo motivo l’idealismo viene visto come una correzione radicale della filosofia Kantiana.

Il distacco dal kantismo inizia nel momento in cui i seguaci di Kant individuano nella sua filosofia la cosiddetta contraddizione, andando a poco a poco ad eliminare quel limite che veniva imposto alla conoscenza, per dare vita alla metafisica dell’infinito (Metafisica dell’infinito = Idealismo).

Idealismo gnoseologico e assoluto

Generalmente si usa distinguere il concetto di idealismo in due categorie:

idealismo gnoseologico:

Quel tipo di idealismo in cui generalmente si fanno rientrare tutte quelle convinzioni filosofiche e non che riducono l’oggetto della conoscenza ad un’idea o rappresentazione della coscienza. Gli oggetti della realtà esterna non hanno quindi un’esistenza autonoma, ma esistono soltanto come idee e rappresentazioni del singolo.

idealismo assoluto:

È quell’idealismo che nasce in Germania e che ha come massimi esponenti Fichte, Schelling e Hegel, e che può essere visto come una sottocategoria storica dell’idealismo gnoseologico.

Gli idealisti arrivano a formulare che l’io è tutta la realtà.

Ciò significa togliere alla realtà esterna qualsiasi autonomia sostanziale, andando ad eliminare lo spettro della cosa in sé. Il soggetto arriva quindi ad essere una sorta di Dio rispetto a tutta la realtà.

Funzione della realtà

A questo punto potrei chiedermi, se la realtà è solo una mia rappresentazione, allora a che cosa serve? A cosa serve la realtà? Per rispondere a questa domanda si può dire che, se nella realtà, che è un qualcosa di innato, non c’è mai un positivo senza il negativo, significa che è necessario che io vada ad interfacciarmi con un polo dialettico, ovvero, un qualcosa a me opposto. E secondo gli idealisti l’IO, questo IO soggetto e fonte di tutta la realtà, origine di ogni cosa esterna che nient’altro è che la rappresentazione stessa dell’IO, costituisce la tesi, mentre la natura l’antitesi.

Di conseguenza la risposta alla domanda “A cosa serve la realtà?” è che la realtà avrà una funzione di polo dialettico necessario all’azione dell’IO.

A questo punto l’IO diventerà uno spirito assoluto in quanto fonte indisposta della realtà tutta.

Lo Spirito è un qualcosa di non materiale di cui Hegel va a trattare dettagliatamente nella sua opera la Fenomenologia dello spirito. Quest’opera può essere considerata una sorta di storia romanzata della coscienza in cui l’autore parte dalla coscienza del singolo e attraverso una serie di figure storiche illustrate all’interno dell’opera, arriva a dimostrare come la coscienza singola coincide con la fonte di tutta la realtà e quindi significa che tutta la realtà è singola all’essere. Si esclude quindi qualsiasi esistenza autonoma ad una realtà che sta fuori.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine dell'idealismo e quali sono i suoi principali esponenti?
  2. L'idealismo nasce in Germania tra la fine del settecento e la prima metà dell'ottocento, incarnando filosoficamente il romanticismo. I principali esponenti sono Fichte, Schelling e Hegel, con Hegel che rappresenta il culmine della filosofia idealista.

  3. In che modo l'idealismo si contrappone alla filosofia di Kant?
  4. L'idealismo si oppone alla filosofia kantiana abbracciando i principi dell'infinito, dell'assoluto e dello spirito, criticando la contraddizione del noumeno, che Kant descrive come qualcosa di pensabile ma non conoscibile.

  5. Quali sono le due categorie principali dell'idealismo?
  6. L'idealismo si distingue in due categorie: l'idealismo gnoseologico, che riduce l'oggetto della conoscenza a idee della coscienza, e l'idealismo assoluto, rappresentato da Fichte, Schelling e Hegel, che sostiene che l'io è tutta la realtà.

  7. Qual è la funzione della realtà secondo gli idealisti?
  8. Secondo gli idealisti, la realtà serve come polo dialettico necessario all'azione dell'IO, che è la fonte di tutta la realtà. La realtà, quindi, non ha un'esistenza autonoma, ma è una rappresentazione dell'IO.

  9. Come Hegel descrive il concetto di Spirito nella sua opera "Fenomenologia dello spirito"?
  10. In "Fenomenologia dello spirito", Hegel esplora lo Spirito come un'entità non materiale, dimostrando che la coscienza singola coincide con la fonte di tutta la realtà, escludendo qualsiasi esistenza autonoma al di fuori di essa.

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